Scordia Megastore
Cambio di destinazione d’uso senza cubatura da uso industriale ad uso commerciale di un capannone per la lavorazione degli agrumi sito nel comune di Scordia, in via Matteotti. E’ lo stesso argomento da poco approvato in consiglio comunale per l’ex Adda ma con cifre, dimensioni diverse visto che per l’ex Copeca si tratta di un grande centro commerciale che nulla ha da invidiare ai grossi centri commerciali che sono nati come funghi in questi ultimi anni nel catanese.
Un grande centro commerciale, dunque, che dovrà nascere sulle ceneri della Copeca, negli anni ottanta simbolo del boom economico legato alla produzione e commercializzazione degli agrumi, andato in rovina e finito nella curatela fallimentare. Una storia comune ad altre attività legate alla commercializzazione degli agrumi che confermano la gravissima crisi del settore.
In questi giorni tutta la documentazione riguardante la ex Copeca si trova nella segreteria comunale, messa a disposizione dei cittadini che possono consultare tutti gli atti, dal progetto, ai documenti, e come prescrive la legge, potere presentare eventuali osservazioni entro la scadenza prevista.

LA STORIA. Dopo un procedimento fallimentare, curatore la Dott.ssa Daniela D’Arrigo, l’intera area di 52.044 mq con annessi il capannone e l’edificio sociale, vengono assegnati alla Judica Appalti e Costruzioni il 6 aprile 2004 e successivamente compromissato alla “Scordia Megastore” il cui amministratore unico è l’avvocato trentunenne Angela Maria De Mario, residente a Valenzano in provincia di Bari. La Scordia Megastore, mandataria del progetto, ha acquisito con atto preliminare la disponibilità delle aree dai Fratelli Basilotta Immobiliare e come detto, dalla Judica Appalti e Costruzioni. La sede legale della Scordia Megastore è a Giarre in Via A. Damiani Lanza, 18, la stessa dei Fratelli Basilotta.
Il progetto fa la sua prima apparizione al comune il 21 maggio del 2007 e in commissione edilizia, presieduta dall’assessore ai LL.PP. Salvatore Milluzzo, il 6 novembre 2007. In quella seduta, tra le altre cose, si chiede la modifica degli accessi carrabili e la predisposizione di una rotatoria tra Via Moro e Via Bachelet. Il 12 maggio del 2008, il direttore dell’Ufficio tecnico comunale, Architetto Salvatore Campisi, autorizza l’avvio del procedimento di variante e prende atto dell’impossibilità di realizzare tale struttura presso le aree assegnate all’Asi. Nel frattempo il progetto sembra impantanarsi anche se segue tutte le normali procedure legate alle autorizzazioni, comprese quelle della Rfi – Ferrovia Italia, che da il suo assenso a condizione che nell’area non vengano installate dei distributori di carburanti e che siano osservate tutte le norme di sicurezza con particolare riguardo alla recinzione. Il 5 giugno 2008 il commissario straordinario Eliseo Fonte convoca la prima conferenza dei servizi che da un ulteriore accelerazione al progetto che vede attore anche la regione che da il proprio assenso condizionato dalla effettiva realizzazione del progetto approvato. Il consiglio comunale, si legge, è pertanto onerato all’approvazione definitiva e fissare il termine entro il quale devono essere eseguiti i lavori oltre il quale decade. Nel frattempo, il sindaco Angelo Agnello e la sua giunta affidano l’incarico di redarre il Piano Urbanistico Commerciale all’ingegnere Ignazio Arrabito (per la somma di 5 mila euro), dettando le linee guida che prevedono, tra gli altri, proprio il recupero della ex Copeca. Puc e Copeca andranno presto in consiglio per quello che si preannuncia uno dei momenti più importanti della vita politica e amministrativa della città da cui dipendono le sorti dell’economia di tantissimi scorsiensi.

IL PROGETTO. Il progettista è l’ingegnere Prof. Biagio Bisignani, che vanta un prestigioso curriculum, facilmente consultabile su internet, e che è stato uno dei progettisti e direttore dei lavori della Etnapolis nell’area commerciale integrata di Belpasso. Negli ultimi anni ha progettato centri commerciali a Biancavilla, Randazzo e Misterbianco. Guida una lunga schiera di tecnici: cinque ingegneri e due geometri (questi ultimi nella veste di collaboratori) che lavorano nella sua unità lavorativa finalizzata al progetto commissionato dalla Scordia Megastore S.r.l.
L’intervento è stato progettato tenendo conto delle norme che regolano il settore ed in particolare le direttive ed indirizzi di programmazione commerciale e i criteri di programmazione urbanistica riferiti al settore commerciale che pone l’attenzione, oltre che alle norme urbanistiche, alla valutazione delle problematiche poste della dislocazione attuale della rete commerciale rispetto all’accessibilità (veicolare, pedonale, mezzi pubblici) da parte dell’utenza.
Le opere previste per il cambio di destinazione d’uso non comportano aumento di cubatura, ma solo di superficie utile. L’intera area di 52.044 mq è suddivisa in due lotti ubicati lungo la Via Matteotti in prossimità dell’incrocio con il Viale Aldo Moro e con Via Bachelet dove si trova un pino marittimo da almeno un secolo simbolo della città e, dopo un improvviso insecchimento delle foglie prima e dei rami in morte ormai clinica.

Due i lotti. Nel primo (30.998 mq), il progetto prevede il riutilizzo dei due vecchi fabbricati esistenti collocati lungo la via Matteotti che saranno trasformati in locali ristorante. Il piano prevede un parcheggio che potrà ospitare sino a 600 auto e un parco urbano destinato a verde attrezzato, ad area gioco per bambini. Sul piano regolatore parte di questa area era destinata alla costruzione di una scuola e che il comune ha quindi ceduto.
Sul lotto due (21.046 mq) sono presenti i due fabbricati principali. Il capannone industriale ospiterà il centro commerciale il cui accesso principale è previsto attraverso delle scale e tappeti mobili che dovranno superare la linea ferroviaria che di fatto passa all’interno della struttura.
Le attività del centro commerciale sono distribuite su due livelli: al piano terra saranno inseriti una grande superficie di vendita alimentare, depositi e laboratori, spazi per il personale e uffici, mentre al primo piano si prevede l’inserimento di una grande superficie di vendita non alimentare, otto esercizi di vicinato ed uffici. Nell’altro fabbricato, quello più piccolo, è previsto un albergo, il cui ingresso dovrà avvenire da Via Matteotti. L’albergo avrà dodici camere doppie e una tripla.
La spesa prevista per l’intera opera è stata quantizzata in 7.997.040,30 (318 mila euro per l’impianto elettrico e 228 mila per quello idrico sono solo alcuni esempi). Secondo gli studi l’affluenza dei clienti prevista su 313 giorni, 261 feriali e 52 festivi dovrebbe essere in media di 2413. Nei feriali 2032 sino a toccare punte di 3049 nei festivi.

In una delle relazioni tecniche, sulle motivazioni della scelta, allegate al progetto si legge: “La crisi del settore agrumicolo ha imposto all’amministrazione comunale di intraprendere la strategia dell’incentivazione di altri settori economici al fine di stabilizzare il bilancio comunale (che dovrebbe beneficiare di entrate come l’Ici). L’attuale rete commerciale, si legge nella relazione, risente di tali scelte del passato di tipo protezionistico che hanno finito per incidere negativamente sulla concorrenza e quindi sul vantaggio del consumatore che oggi è costretto a fare il turista della spesa per raggiungere località presso le quali la scelta è varia ed economicamente conveniente”.
LORENZO GUGLIARA
Categoria: Cronaca
L'autore dell'articolo (Profilo dell'autore)
E’ iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1995 e ricopre la carica di consigliere regionale dell’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana). E’ corrispondente per il quotidiano La Sicilia e collabora con la Gazzetta del Calatino.


