Quel tragico 11 settembre 2007

| 11 settembre 2009

Si è tinta di sangue la Ss 385, all’alba di ieri, in località Serravalle-Fico. Due persone di Scordia hanno perso la vita in un tragico incidente stradale. Per Alfio Pagano (77 anni, pensionato) e per il figlio Sebastiano (51 anni, commerciante) non c’è stato nulla da fare: entrambi hanno esalato l’ultimo respiro tra le lamiere della loro auto, una Renault Modus, dopo il violento scontro con un autoarticolato Iveco. L’impatto si è verificato al km 20+500 dell’arteria statale, alle 6, all’incrocio con la Sp 197, che collega il centro abitato scordiense al territorio di Lentini. Secondo i carabinieri della Compagnia di Augusta, che hanno avanzato le prime ipotesi sulla dinamica del sinistro, il mezzo pesante ha “agganciato” il lato sinistro dell’auto, che sarebbe stata trascinata per una decina di metri in direzione di Catania. Il conducente dell’Iveco (D.B. di Licata, 54 anni) ha sicuramente tentato una disperata manovra finale per evitare lo scontro, ma l’autoarticolato – a seguito del “rientro” della parte posteriore – sarebbe ugualmente entrato in collisione con la Renault. Sul luogo dell’incidente, tra la Ss 385 e la Sp 197, non sarebbero state rilevate tracce di frenate. L’autista del mezzo pesante, che non ha riportato, oltre a un comprensibile stato di choc emotivo, particolari conseguenze fisiche, si è fermato un centinaio di metri dopo il terribile impatto, richiedendo i primi soccorsi d’urgenza. Traumi mortali sono stati riportati dai Pagano, che hanno reso inutili i soccorsi degli operatori del 118. Entrambi sono stati portati all’obitorio comunale scordiense, in attesa di ulteriori disposizioni del sostituto procuratore di Siracusa, dott. Giancarlo Longo. Le due salme, dopo le prime ricognizioni, sono state ricomposte alla presenza del medico legale, dott. Valter Di Mauro. Sul posto sono pure intervenuti i vigili del fuoco, che hanno coordinato alcuni interventi di recupero di materiali. Con l’ausilio di agenti della Pm di Scordia, la strada è stata chiusa al traffico per circa cinque ore: il flusso per Catania è stato “dirottato” sulla Sp 69/II (Arcimusa) e sulla Ss 385 (Canalotto).In contrada Serravalle-Fico sono subito arrivate decine di cittadini e amici delle famiglie Pagano. Il cognato della più giovane delle vittime, Sebastiano D’Aquino, ha puntato l’indice su un destino beffardo, esprimendo in modo composto tutto il suo dolore e la rabbia: “Sarebbe inutile parlare delle insidie di un bivio e dei pericoli di una strada. Si è consumata un’imprevista tragedia per due famiglie ”.Anche il sindaco di Scordia, Salvatore Agnello, non riesce a spiegarsi le circostanze dell’accaduto: “La comunità continua a pagare un alto tributo di vite umane e di sangue. Negli anni scorsi, in un differente incidente, sulla stessa arteria sono deceduti altri due concittadini. Nonostante le segnalazioni istituzionali e le rivendicazioni popolari, però, nulla è cambiato. Così si continua a morire”.
LUCIO GAMBERA 

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 La camera mortuaria del cimitero è un interminabile via vai di amici e parenti, increduli per una morte così atroce. Padre e figlio giacciono accanto vegliati dalle rispettive mogli e da i figli che mantengono una grande compostezza malgrado lo straziante dolore. Tutti attorno i tanti “fratelli” della numerosa comunità locale della Chiesa Cristiana Evangelica delle Assemblee di Dio in Italia. Entrambi erano ferventi religiosi. Lo ricorda Davide uno dei tre fratelli di Sebastiano: “Erano molto conosciuti in città proprio per questa grande dedizione alla fede e all’altruismo che ne faceva il riferimento per i numerosi fedeli”. Sebastiano, ex giocatore di basket, era stato uno dei protagonisti dell’ultima opera di evangelizzazione che era avvenuta qualche settimana fa nel tendone allestito in città. Era il “cantore” della comunità e si entusiasmava nella composizione di brani religiosi”. Il padre Alfio, siracusano di nascita, aveva gestito per molti anni non senza difficoltà e con l’aiuto dei figli, una cava di tufo per la produzione di blocchi da costruzione mentre negli ultimi tempi aveva messo su anche una rivendita di materiale edile. Attualmente si dedicava al giardino di Contrada Castellana e proprio ieri era il turno dell’acqua per l’irrigazione. “Lo scriva che quell’incrocio è maledetto e che continueranno a morire ancora altre persone” afferma un parente delle vittime che preannuncia una raccolta di firme. A fare sentire la propria presenza ai famigliari anche il consigliere comunale Rosario Minissale con il dolore della perdita del figlio avvenuta qualche mese fa sulla Catania-Gela: “Abbiamo più volte segnalato la pericolosità di quell’incrocio ma abbiamo ricevuto solo promesse”. Il sindaco Agnello ha intanto deciso di sospendere e rinviare al 19 settembre lo spettacolo in programma questa sera all’Anfiteatro comunale dove domani si celebreranno i funerali. Giungeranno i rappresentanti delle chiese da tutta Italia. Una scelta obbligata quella dell’anfiteatro. Troppo piccola la chiesa di Via Toselli per contenere migliaia di amici e parenti.
LORENZO GUGLIARA

 

Categoria: Cronaca

L'autore dell'articolo (Profilo dell'autore)

E’ iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1995 e ricopre la carica di consigliere regionale dell’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana). E’ corrispondente per il quotidiano La Sicilia e collabora con la Gazzetta del Calatino.

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