Arresti per usura anche a Scordia
Tredici persone accusate di gestire un giro di usura, tra Caltagirone, Palagonia, Scordia e Mineo, sono state arrestate nell’ambito di un’operazione congiunta di carabinieri, guardia di finanza e polizia stradale di Caltagirone, denominata “settimo cerchio”. Gli scordiensi destinatari del provvedimento restrittivo sono: Giuseppe Senia di 29 anni, Manuel Laurino La Rocca di 31, Salvatore D’Amico di 42 anni, la moglie Nunzia La Micela.
Nei confronti degli indagati il gip del Tribunale calatino ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare che ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata all’usura e alle estorsioni. Secondo l’accusa, il gruppo prestava soldi con tassi di circa il 250% l’anno e si comportava come se fosse un istituto bancario: in caso di mancato pagamento infatti, hanno ricostruito gli investigatori, l’organizzazione, che si faceva rilasciare delle garanzie legali a copertura del prestito, avviava le pratiche di recupero credito con regolari procedure esecutive.
Durante l’operazione, denominata settimo cerchio sono stati anche sequestrati 50 mila euro in contanti che erano in possesso della moglie di uno degli indagati e altri 150 mila euro in diversi conti correnti bancari. Secondo l’accusa al centro dell’organizzazione c’erano i fratelli Giuseppe e Salvatore Villeggiante, di 42 e 46 anni che sono tra gli arrestati. Gli altri destinatari del provvedimento restrittivo sono Giuseppe Senia, Manuel Laurino La Rocca, Nunzia La Micela, Carmelo D’Amico, Alessandro D’Amico, Giuseppe Bonaviri, Salvatore D’Agostino e Franco Gulizia. Per la Procura di Caltagirone, che ha avviato l’inchiesta dopo le denunce di alcune vittime, il giro di usura era stato realizzato grazie a compiacenti impiegati di finanziarie e direttori di banche.
“Dall’analisi delle attività tecniche disposte e dalla copiosa documentazione fiscale acquisita in diversi istituti di credito – ha spiegato il procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano – ha permesso di accertare e dimostrare l’esistenza di un vero e proprio mercato nero dei soldi. Infatti, alla stregua della banca, l’organizzazione criminale procacciava clienti e, dopo avere ottenuto precise garanzie, concedeva il prestito con tassi di usura, e in caso di mancato pagamento, recuperava il credito con vere e proprie procedure esecutive”.
Nelle foto, nell’ordine, Nunzia La Micela, Manuel Laurino La Rocca, Giuseppe Senia, Salvatore D’Amico
Categoria: Cronaca
L'autore dell'articolo (Profilo dell'autore)
E’ iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1995 e ricopre la carica di consigliere regionale dell’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana). E’ corrispondente per il quotidiano La Sicilia e collabora con la Gazzetta del Calatino.




