Le arance, patrimonio di Scordia

| 10 gennaio 2011

L’economia di Scordìa, così come quella di molti paesi della nostra Sicilia, ruota attorno alle arance e agli agrumi in generale.
Le arance sono una risorsa inestimabile tale, che la crisi del settore, di cui tanto si discute e che tanto preoccupa, riesce a mettere in crisi anche l’umore generale dei cittadini, e molto spesso in giro si sentono frasi del tipo: “ se c’è crisi nel settore agrumicolo girano meno soldi in tutto il paese!”.
La crisi coinvolge tutti, dai grandi commercianti, che ormai preferiscono coltivare e raccogliere i frutti dei loro stessi agrumeti, ai piccoli proprietari, che nella maggior parte dei casi per poter ricavare qualcosa sono costretti a scendere a compromessi e  vendere i  loro frutti a bassissimo prezzo, o nel peggiore dei casi a veder cadere a terra le loro arance e con esse anche lo stato d’animo e la voglia di ricominciare un altro anno uguale, all’insegna dell’incertezza.
In un simile scenario le nostre amate arance corrono il rischio di essere considerate soltanto come una fonte di guadagno che quando viene meno si trasforma in una sorta di stress comune, il malessere di tutti, o quasi, i cittadini.
Naturalmente quello descritto è un fatto serio che non va perso di vista ed è tanto giusto quanto ovvio che se ne discuta nei più svariati  contesti.Ma le arance servono solo all’economia?  Naturalmente no!
Eppure mentre aspettiamo il turno in macelleria, dal medico o alle Poste, raramente sentiamo discorsi del tipo: – “le arance hanno la vitamina C!” – o cose del genere, e questo è un segnale che ci indica il sempre minore interesse nei confronti di ciò che rappresenta il simbolo del nostro paese.
E se imparassimo qualcosa in più sulle proprietà delle arance?
Forse potrebbe essere un modo per apprezzare ancora meglio e restituire lo splendore  a questi “gioielli” nati, come per magia, da un  profumato e delicato fiorellino bianco.

Impariamo qualche proprietà in più  delle nostre arance

L’arancia è un frutto ricco di moltissime qualità utili sia per la nostra salute sia per la nostra bellezza.

L’arancia ha un alto contenuto di vitamina C (circa 120 gr di arance ne coprono il fabbisogno giornaliero), una sostanza molto importante che ci aiuta a difenderci dai malanni invernali  in quanto migliora le difese del sistema immunitario. Ma la vitamina C non è utile solo per il sistema immunitario, essa, infatti, aiuta a mantenere l’elasticità della pelle, a combattere i radicali liberi che sono causa dell’invecchiamento delle cellule del nostro corpo, e favorisce l’assorbimento del ferro.
L’arancia svolge, inoltre, anche una potente azione antinfiammatoria grazie ad  altre due sostanze in essa contenute, l’Esperidina e gli Antociani.
L’esperidina è un bioflavonoide e migliora la salute dei vasi capillari e dei tessuti connettivi, mentre gli antociani sono dei pigmenti naturali che danno il colore alle arance e che svolgono funzioni antiossidanti, per difendere cuore e arterie e per prevenire i tumori. Più il colorito dell’arancia è rosso, maggiore è la quantità di antociani presenti nel frutto.
La parte bianca presente sotto la buccia è ricca di rutina, una sostanza che aiuta ad assimilare la vitamina C.
Anche la buccia dell’arancia potrebbe essere mangiata (naturalmente quando il frutto non è  trattato con conservanti nocivi e pericolosi) infatti è ricca di vitamina A ed essenze aromatiche che aiutano il processo digestivo: per riconoscere una buccia trattata, basta fare attenzione alla sua lucidità e al fatto che può essere un po’ appiccicosa.
Non è difficile dedurre, quindi, che le arance e tutti gli altri agrumi possono contribuire in maniera sostanziale al miglioramento della qualità della nostra vita e anche ad allungarla, proprio perché sono ricchi di sostanze antiossidanti, sostanze che combattono l’invecchiamento cellulare.
Le arance hanno quindi proprietà antivirali, antinvecchiamento e anticancerogene.
Inoltre gli agrumi hanno proprietà disintossicanti e diuretiche.
Due piccole curiosità:
1)     Per classificare le arance si utilizzano diversi  parametri, come per esempio la maturazione e il colore della polpa. Sono state classificate circa 400 varietà di arance: quelle più conosciute in Italia sono proprio le nostre, ovvero “le arance rosse di Sicilia”, per le quali l’Unione Europea ha riconosciuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta).
2)     Per combattere le rughe d’espressione sul volto, si può applicare, per circa 20 minuti, la polpa di arancia schiacciata, sulla pelle pulita del viso e del collo.

Se i vari “intoppi  economici” ci avevano fatto un po’ dimenticare quanto bene facciano le arance alla nostra salute, allora leggere quanto sopra ci sarà stato di grande utilità per rispolverare la memoria, sia per saperne di più!
In conclusione, ognuno di noi sa bene quanto sia disarmante avvertire nell’aria il malessere generale, il panico, il cattivo umore causati da un’economia sempre più statica.
Ma non bisogna arrendersi. Forse nel nostro piccolo potremmo fare qualcosa per manifestare la voglia di riemergere e di lottare per il futuro delle nostre arance che, naturalmente, è strettamente connesso al nostro.
Non sarebbe una cattiva idea organizzare eventi, sagre o manifestazioni di qualsiasi genere che mirino a promuovere le proprietà salutari di questi frutti e ad incentivare il commercio delle arance, a riaccendere l’entusiasmo generale cercando di fare giungere fino alle vette più alte la nostra voce che grida: “Ci siamo e vogliamo esserci!”
Se il prigioniero non urla chiedendo aiuto, nessuno potrà mai sapere che sta lì, nascosto in un angolo, o anche se lo sapesse di certo non se ne ricorderebbe.

TANIA CATALANO

Categoria: Cultura, In rilievo

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  • http://www.scordia,info santi

    Carissimo Arancia, il lamentarsi è una bruttura sociale e non bisogna dire mai che può far bene al popolo. Sa, il lamento si aggiunge all’invidia, all’odio al rancore, ma non siamo capaci di dire dove abbiamo sbagliato. Sull’agrumicoltura vi sono tanti e tanti sbagli che provengono da molte parti. Non sapevamo che la globalizzazione sarebbe avvenuta, per cui non siamo stati preparati. Insomma, siamo capaci di produrre in concorrenza, oppure, no? siamo capaci di raggiungere dei mercati con prodotti competitivi? I costi di produzione sono idonei per competere? Quale prodotto facciamo ? Per oggi Ci fermiamo. Non vada avanti in incognito, tanto non serve alla cultura scordiense. Santi Meli

  • Antonio D’Urso

    Mi sembra un pò tardino , iniziare a pensarci ora sulle possibili cose da fare.Ho l’impressione che ora vogliamo gridare al morto quanto era buono in vita…Ma non è da più di un decennio che siamo in crisi?
    Complimenti per la ricca descrizione delle svariate proprietà delle arance. Almeno ora sappiamo che cosa ci mangiamo tanto tra poco non ci resterà che farcele ad insalata , almeno potremmo dire di cibarci di un nettare divino.

  • arancia meccanica

    se le arance sono il patrimonio di Scordia perchè arrivano i commercianti importano da Spagna, Marocco, Israele e quant’altro. I commercianti di Scordia hanno messo in ginocchio molti agricoltori che a stento a fine stagione arrivano a coprire le spese e neanche… se vogliamo che le arance ritornino al suo antico splendore dico solo BASTA ESPORTARE SULLE TAVOLE ITALIANE ARANCE STRANIERE.

  • Francesco Guglielmo

    Salute.
    Conoscere è sempre utile, specie se riguarda un argomento che ci tocca proprio “da vicino”. Ottime quindi le informazioni contenute nell’articolo e complimenti all’autrice.

    Il problema “agrumi” è talmente complesso che a volere considerare tutti gli aspetti se ne perde sempre qualcuno per strada. Nell’articolo viene evidenziato il problema della promozione: informare i consumatori circa le qualità degli agrumi a polpa rossa. A tal proposito il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2007 – 2013 prevede una misura idonea allo scopo e più precisamente è la misura 133 dell’Asse 1. Le disposizioni attuative riportano sia la dotazione finanziaria (molto esigua) appena 30,24 milioni di euro da ripartire su tutto il comparto agricolo e da spendere attraverso i consorzi di tutela o le associazioni che partecipano ai sistemi di qualità, i quali dovrebbero programmare delle campagne di diffusione della conoscenza dei prodotti presso i consumatori.
    Vista la scarsezza delle risorse pubbliche, quindi, le campagne di informazione devono essere mirate il più possibile su obiettivi (target) precisi. Naturalmente nessuno impedirebbe ai privati di aggiungere altri soldi: ma questo in Sicilia è impensabile (anche se qualcuno ultimamente pare sia diventato “pazzo” o è proprio “rimbecillito” e pubblicizzi un marchio di arance nelle ore di punta, prima del telegiornale). Per questo la “sagra” di paese da fare nelle nostre piazze è un inutile spreco di risorse se non è inserita in una campagna informative che mira a raggiungere la grande massa dei consumatori (vedi le campagne pubblicitarie delle mele del trentino).
    La stessa pubblicità diventa inutile se i prodotti non “escono” sotto un marchio unico che raggruppa produttori ed operatori commerciali e soprattutto se non sono commercializzate in maniera coordinata, mantenendo certi “livelli” minimi di prezzo.

    Come si vede sono problemi di “sistema” veramente importanti che richiederebbero un intervento della Politica, della “classe dirigente” deciso e competente, quando invece siamo di fronte ad una perenne incapacità ed inettitudine rispetto al problema. Ma questa non è una novità. D’altro canto neanche le organizzazioni di categoria brillano per proposta e per “decisione”. Si aspetta che il “mercato” metta a posto le cose: i vecchi agricoltori per ragioni anagrafiche abbandoneranno i piccoli agrumeti e gli agrumi saranno coltivati dai “nuovi” latifondisti, quegli pseudo-commercianti che hanno raggiunto l’autosufficienza per un buon periodo della campagna.

    Infine va sfatato il mito dell’assenza di formazione di nuovi imprenditori agricoli. Tutti sanno (e lo sanno veramente tutti a Scordia) che è stato possibile ed è tuttora possibile avere 20 o 40 mila euro per l’insediamento di giovani agricoltori in agricoltura. Il vecchio PSR infatti alla misura 4.07 prevedeva una dotazione di 176 milioni di euro, mentre il nuovo PSR prevede alla misura 112 una dotazione finanziaria di 90 milioni di euro. Sono tanti, ma proprio tanti soldi i cui “effetti” ancora non si vedono e non credo si vedranno mai, considerato che sono andati a finire nelle mani di “figli” di agricoltori che non faranno mai il mestiere dei padri (a ragione, visto la penosa capacità reddituale dell’agrumeto) o agli istituti di formazione legati ai sindacati, per l’organizzazione dei corsi “obbligatori” di “capo azienda”.

    In un commento ad un altro articolo porto ad esempio il caso “francese” in cui, sotto la spinta di sindacati ed organizzazioni di categoria, il governo ha dovuto prendere l’iniziativa per concludere accordi “di filiera” che hanno permesso di fronteggiare il problema della redistribuzione del valore fra tutti gli attori, in modo da permettere all’agricoltore di fare impresa, al bracciante di lavorare e al commerciante di non perdere soldi, alla grande distribuzione di servire al meglio i consumatori. Ma qui siamo in Italia, più precisamente in Sicilia, la terra dei “gattopardi”.

    Intanto cala dal cielo la sabbia nera dell’Etna che impedisce di raccogliere le arance che ancora sono sugli alberi.

  • http://www.scordia,info santi

    Siamo d’accordo sulla crisi. Ma abbiamo fatto tutto il nostro dovere e tutto quanto era necessario? Diciamocelo con chiarezza: Non abbiamo immaginato il futuro dell’agrumicoltura. Siamo stati capaci di avere tutte le cognizione del mercato globale? Mah, speriamo che le cose si aggiustino, altrimenti prospettiamo molta povertà e molta deriva culturale, il resto è solo “lamento”. Auguri. Santi Meli

    • arancia

      Caro Sig. Santi lo sa come si dice a Scordia? “Lamentiti si voi stari beni” e allora iniziamo a lamentarci tutti insieme. Infatti ha ragione quando scrive che non avete immaginato il futuro “agrumicolo” non lo avete immaginato perchè non sapete guardare OLTRE. Prevenire è meglio che curare ma noi cittadini di Scordia come al solito ne sconosciamo il significato. Buona giornata…….

  • Nicola La Spina

    Complimenti alla sig.ra Tania Catalano per il suo articolo “Le arance, patrimonio di Scordia”. Coglie nel segno un aspetto che è fondamentale per la commercializzazione delle arance: pubblicizzarne le eccellenti proprietà e il multiforme consumo. Fresco come frutto ricco di vitamine e fibre, sottoforma di succhi, marmellate, canditi, dolci, nella cosmesi con i suoi profumati oli essenziali, nei farmaci come colorante naturale e chissa quanti altri impieghi potrebbe avere.
    Un prodotto unico, quello “Nostro”, che potrebbe offrire grosse opportunità di lavoro e sviluppo, peccato che i primi a non crederci siamo noi. si verificano sempre più abbandoni colturali, nessuna volontà istituzionale nel campo della formazione professionale, nessun supporto alla produzione ed alla commercializzazione.
    Il paradosso sapete qual’è? E’ che abbiamo un frutto che tutto il Mondo c’invidia, penso ai ringraziamenti di coloro i quali, parenti e amici, ricevono in regalo una cassetta delle nostre arance, e non troviamo il modo per farlo arrivare ai tanti che lo apprezzano. Come se Marchionne non riuscisse a fornire agli estimatori giapponesi, una nuova e fiammante 500. INCREDIBILE!

    • arancia

      Ringrazio la sig.ra Tania per averci illustrato così delicatamente le proprirtà di questo frutto meraviglioso. Voglio però rammentarle che tutte queste proprietà descritte da lei noi paesani le conosciamo benissimo e che forse facendo il turno dal macellaio non ne parliamo ma a casa ne straparliamo soprattutto ai nostri figli (non è una critica). Per rispondere a lei Sig. La Spina non basterebbe un giorno intero. Ma che razza di paragone fa? Non pensi a Marchionne pensi invece a cosa avete (non) fatto negli anni precedenti per la crisi agrumicola a Scordia.