MILITELLO. No allo smantellamento dell’ospedale.

| 17 novembre 2011

Trasferire il Pronto soccorso nel nuovo presidio, respingere l’ipotesi di soppressione dell’unità di Rianimazione e il piano di conversione del nosocomio in Pta»: la richiesta è stata avanzata, con voti unanimi, dal Consiglio comunale che ha contestato programmi e ritardi all’Assessorato regionale alla Sanità.
Alla seduta sono intervenuti amministratori pubblici del Calatino, parlamentari nazionali e regionali, operatori sanitari e cittadini: tutti hanno rivendicato il mantenimento dei servizi dell’ospedale «Mario Basso Ragusa» e il diritto alla salute delle comunità del circondario, che rappresentano un’utenza di circa 80 mila abitanti.
Alla riunione non sono intervenuti i massimi referenti dell’Asp 3 di Catania, del distretto di zona e del presidio. Dal commissario della sanità provinciale, dott. Gaetano Sirna, sono giunte in una missiva – ricevuta e letta in aula dal commissario, dott. Francesco Spataro – rassicurazioni e disponibilità per un prossimo incontro con una delegazione locale.
Contro i provvedimenti si sono espressi il presidente del consesso militellese, Nino Lisciandrano («la città teme un vergognoso colpo di mano), il presidente del Consiglio di Caltagirone, Fortunato Parisi («serve una conferenza provinciale dei sindaci sulla nuova organizzazione dei presidi»), il sindaco di Scordia, Angelo Agnello (“il Pta dovrebbe essere istituito nella mia città”), i consiglieri Giuseppe Fucile, Marcello Belluomo, Antonello Scirè, Lucy Puglisi, Mario Gambera e Salvatore Partenope.
Appelli alla mobilitazione popolare sono arrivati dai cittadini Mario Vaccaro, Pippo Fagone, Maria Rosa Riggio e Nicolina Messina, dai dirigenti medici Filippo Bentivegna (Chirurgia) e Rosario Cannizzo (Medicina generale) che hanno dato un appassionato contributo ai lavori.
L’on. Marco Falcone ha condannato le direttive “tecniche” della Regione che non si conciliano con la politica e le aspettative del territorio, l’on. Giovanni Burtone ha parlato di una «lunga tradizione sanitaria da rispettare e tutelare».
Per il sen. Vincenzo Oliva bisogna «essere pronti a lottare fino alla fine» per difendere gli interessi della collettività, che «non può – ha concluso l’on. Nello Musumeci – essere vittima di un piano scientifico di smantellamento dei servizi pubblici, delle opportunità di lavoro e delle condizioni di sviluppo».
LUCIO GAMBERA

Categoria: Cronaca, In rilievo

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  • Luigi Bisignani

    http://www.qds.it/8706-petrolchimici-50-anni-di-morti.htmAssassini, questo è un altro modo di ucciderci:Dossier. In Italia, dal 1995 al 2002 l’inquinamento ambientale ha complessivamente causato la morte di 10 mila persone. È quanto afferma lo studio denominato Sentieri dell’Istituto superiore della sanità.In Sicilia i Siti d’importanza nazionale (Sin) sono 4: le tre aree a ridosso di altrettanti impianti petrolchimici (Augusta-Priolo-Melilli, Gela e Milazzo), più Biancavilla dove esiste una cava naturale di amianto. E questi non pagano le tasse in sicilia perchè hanno la sede legale a milano.

  • http://www.facebook.com/people/Rocco-Anzaldi/1080857935 Rocco Anzaldi

    Domani mattina noi saremo li a fare un sit in di protesta

  • Anonimo

    Ancora na vistu nenti,U NANU cidìu picchì a raggia da genti aumintau…..Giusto dice il napoletano:”Prima arridimme e ora chiagnimme!”.Salutamu e cacciamu….

  • Luigi Bisignani

    assassini. 

    C’è poco altro da aggiungere, l’ospedale è un presidio territoriale di importanza indiscussa, il diritto alla vita viene prima di ogni altra cosa.Di chi è la responsabilità di questo scempio ?! perchè ci troviamo a combattere contro “l’ipotesi di soppressione dell’unità di Rianimazione e “  invece di felicitarci delle aperture di nuovi presidi?Fatevi un esame di coscienza cari amministratori, queste sono le conseguenze dell’appoggiare i partiti che rispondono ESCLUSIVAMENTE agli interessi di una sola parte del paese, che ha considerato il meridione soltanto una COLONIA da spremere, un bacino di voti e una “batteria” di giovani laureati pronti da “esportare” altrove e NIENTE ALTRO.Se ci fossero gli ospedali, le ferrovie, le scuole e le altre infrastrutture il benessere del nord sarebbe gravemente minacciato, perchè verrebbero a cadere i requisiti primari che permettono questo stato di cose, dunque PERCHÈ i partiti ai quali avete aderito, cari amministratori, dovrebbero fare i NOSTRI interessi? I numeri parlano chiaro negli ultimi 50 anni il divario nord-sud è aumentato vertiginosamente, invece di crescere siamo regrediti, centinaia di migliaia di giovani sono scappati, dimezzate le ferrovie, chiusi ospedali, tessuto industriale smantellato (al posto delle industrie costruiscono centri commerciali che vendono prodotti del nord).E i nostri amministratori regionali incapaci perchè subordinati agli interessi dei partiti che rappresentano, preoccupati soltanto di poter arrivare ad una poltrona a roma dimenticandosi della sicilia.Siamo una COLONIA lo vogliamo capire? Se riuscissimo ad applicare in minima parte lo statuto dell’autonomia siciliana (che è scritto DENTRO LA COSTITUZIONE ITALIANA) potremmo recuperare 10 miliardi di euro l’anno che volano al nord contro soltanto 3 che ne dovremmo cedere, e possiamo tranquillamente ripartire alla grande e costruirci tutti gli ospedali che servono. E invece i nostri amministratori pensano soltanto alla pagnotta, per questo il “pagnottismo” è il più grande sgarro che fate ai cittadini, CHE FATE A VOI STESSI.