Corteo per le vie della città. I manifestanti: “Lombardo vattene a casa”.

| 22 gennaio 2012

Scordia che si ribella. Si leggeva in uno dei tanti striscioni apparsi ieri mattina durante il corteo organizzato dal comitato “Forza d’urto”. Partito dal quartier generale della protesta tra slargo D’Antrassi e piazza San Sebastiano, il corteo che ha visto anche la presenza di molte donne e bambini, ha percorso le principali vie cittadine. Applausi e slogans improvvisati: “Noi donne sappiamo cosa vuol dire la povertà e la dignità” e poi molti cori contro la casta ed in particolare contro il presidente della regione, Raffaele Lombardo invitato a dimettersi. Una petizione popolare è stata avviata anche a Scordia: 1700 firme per chiederne le dimissioni. Al corteo erano presenti anche alcuni consiglieri comunali con il vice presidente Biagio Caniglia della Destra – Alleanza Siciliana che sin dall’inizio ha deciso di dare solidarietà ai manifestanti. Molto critici riguardo alla protesta Prc, IdV, Sel e la Cgil che hanno distribuito un volantino in cui si legge: “Parte dei manifestanti, pur frustrati  dalla mala politica e amareggiati dalle manovre anticrisi,  si ritrovano senza saperlo in battaglie  che piuttosto giustificano l’azione che i  “Forconi” e “Forza d’urto” stanno portando avanti. La protesta strategicamente non presenta una piattaforma di contenuti nella quale si uniscono le necessità economiche e lavorative dei cittadini siciliani ma ha generato solo caos”.

Intanto la protesta si sposta adesso a Roma. Alcuni mezzi pesanti parcheggiati in piazza San Sebastiano e nella rotonda all’ingresso della città sono stati rimossi ma il presidio, almeno per adesso, continua.

LORENZO GUGLIARA

(foto di Massimiliano Marchese)
Immagini video di Saro Cannizzo

Categoria: Cronaca, In rilievo

L'autore dell'articolo (Profilo dell'autore)

E’ iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1995 e ricopre la carica di consigliere regionale dell’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana). E’ corrispondente per il quotidiano La Sicilia e collabora con la Gazzetta del Calatino.

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  • Anonimo

    La rivolta di massa in Sicilia e altrove è giusta e va
    appoggiata.

    Caro Cappiddazzu,sono giuste o no le motivazioni della rivolta dei piccoli
    contadini, degli autotrasportatori, dei pescatori, dei disoccupati, dei precari
    e degli studenti siciliani?Questa è la questione principale su cui si devono
    misurare tutte le forze politiche, sindacali, sociali, culturali, religiose
    siciliane e nazionali.
    Credo che siano giuste, più che giuste, giustificate anche dalle misure
    economiche di lacrime e sangue del governo Monti.Il fatto che la rivolta sia
    parzialmente egemonizzata da settori di destra e da malavitosi è perché la
    “sinistra” politica e sindacale  l’ha disertata e la criminalizza, pur non
    potendo negare la giustezza delle motivazioni.Certamente non è un movimento di
    massa puro, che peraltro è irrealizzabile, e come si vorrebbe. Ma ciò non  esime la vera sinistra dal prenderne parte,
    dal lottare per l’egemonia, per emarginare i provocatori e gli infiltrati,
    mafiosi o no, e per indirizzarlo correttamente, come hanno fatto gli studenti
    di Palermo e di altre città.Comunque, questa rivolta fa onore alla popolazione
    siciliana e fornisce un importante esempio per tutta la classe operaia e il
    popolo italiano.Come dimostra la storia e questa stessa rivolta popolare non
    esistono governanti in Sicilia e in tutta Italia che hanno a cuore i problemi
    dei lavoratori, dei pensionati e delle masse popolari, disoccupate, giovanili e
    femminili.Questi governanti, da Mario Monti a Raffaele Lombardo, che lavorano
    esclusivamente per le esigenze del capitalismo e della classe dominante
    borghese vanno  mandati a casa, si devono
    dimettere.Bisogna capire qual’ è l’ALTERNATIVA e che solo il socialismo può
    salvare l’Italia.Intanto bisognerebbe impegnarsi perché l’attuale rivolta delle
    masse siciliane conquisti la vittoria. “Il debito vanno pagati da chi li ha
    provocati e da chi si arricchisce”. Non c’è uno spazio al di fuori della crisi
    e affinché l’ azione della sinistra vera abbia una qualche efficacia è
    necessario situarsi dentro le sue stesse contraddizioni. Perché questa è anche
    la nostra crisi, delle nostre città, dei nostri territori, e dentro la
    generalità di queste contraddizioni siamo tutti inseriti. E se vogliamo
    sfuggire alle retoriche populiste e localiste dobbiamo provare a riconfigurare
    uno spazio di conflittualità che con queste contraddizioni dovrà pur avere a
    che fare. Alla strategia che si nutre di pulsioni egoistiche e di semplici
    opposizioni difensive e rivendicazioni corporative, si può rispondere soltanto
    caricando la Protesta di un senso differente e trasformatore . Si risponde,
    cioè, lavorando alla ricostruzione di uno spazio che possa permettere
    l’elaborazione di una coerente critica nei confronti delle contraddizioni
    laceranti della contemporaneità. La carica trasformatrice di un movimento si
    misura dalla sua capacità di imporre nuove priorità e nuovi  ordini del discorso. A partire dal rifiuto
    delle strategie di austerità e disciplina sul piano del cosiddetto risanamento
    economico, per imporre un’agenda politica fondata, innanzitutto, sulla
    partecipazione, la gestione e il controllo democratico delle risorse
    economiche, sulla salvaguardia dei beni comuni, e che tuteli l’occupazione, le
    pensioni, la sanità e la scuola pubblica. Questo movimento dei forconi ci
    insegna, allora, che la crisi è un campo minato. Non risparmia nessuno e al
    tempo stesso produce delle risposte imprevedibili. Ci stiamo abituando ad avere
    a che fare sempre più spesso con la non linearità delle insorgenze. Accanto
    alla ribellione contro gli effetti della crisi sorgono di continuo anche
    rivendicazioni micro comunitarie, l’invenzione di nuove istanze identitarie,
    nuove retoriche di chiusura che cercano la disperata possibilità di
    sopravvivere alla spietata legge della giungla. E’ importante, allora, più che
    semplificare e riportare tutto al già conosciuto, provare a fare emergere tutto
    il portato contraddittorio di queste proteste, capire quale posto occupano le
    contraddizioni locali all’interno delle dinamiche globali. Proprio perché sono
    le contraddizioni, forse ancor più delle proteste, a rendere chiare quali siano
    le poste in gioco nei perversi gangli della crisi. Evitiamo pertanto di
    schierarci con il partito della condanna che chiede la rimozione dei blocchi,
    molto spesso chi invoca la rimozione dei blocchi è lo stesso che manda la
    polizia a bastonare gli operai che difendono il loro lavoro. Salutamu e
    cacciamu….

    • http://www.facebook.com/people/Il-Cappelaio/100003181360930 Il Cappelaio

      Se non l’avessi ancora visto ti invito a guardare questo “film”

      TAHRIR – LIBERATION SQUARE (Francia/Italia, 2011, col) 90’Regia: Stefano Savona

      andato in onda   ieri su rai tre  (Fuori orario) 

  • http://www.facebook.com/people/Il-Cappelaio/100003181360930 Il Cappelaio

    L’Apolitica, I Forconi dei Siciliani veri e Forza d’urto.

    Lo stato di crisi generale dell’economia e il conseguente disagio sono  un dato di fatto, come lo è la crisi generale della politica e delle sigle sindacali, ma mettere tutto nello stesso calderone è un errore che porta solamente al caos che stiamo vivendo in questi giorni.

    In Italia assistiamo a delle manifestazioni e degli scioperi, voluti, programmati e gestiti dalle seguenti categorie: I Farmacisti, i notai, gli avvocati, i tassisti e i trasportatori,  potremmo aggiungere anche i lavoratori Fiat/Fincantieri o gli agricoltori e i pescatori, ma come dicevo prima non mi sembra il caso di fare di tutta l’erba un fascio.

    Sappiamo tutti che i Farmacisti, i notai, gli avvocati, i tassisti e i trasportatori, detengono un “potere”, infatti quanto si parla comunemente di casta, a quella politica si aggiunge quella dei Farmacisti dei notai ecc…ma veniamo alla nostra di casta…I trasportatori: Senza il lavoro e i mezzi dei trasportatori le merci non si muovono generando una crisi totale del sistema, alla quale abbiamo assistito in questi giorni. Ma le caste non nascono tali o non lo diventano per volontà propria…Lo sono e basta….i Farmacisti sono una casta perché la vera casta, quella politica, (che anche i farmacisti  come “noi siciliani veri” hanno votato ed eletto), ha sempre tutelato e rappresentato, ed ogni volta che si parla di liberalizzare i farmaci…..iniziano gli scioperi. lo stesso discorso vale per le altre caste.

    I Trasportatori detengono nelle loro mani un potere enorme, in quanto se gli automezzi non trasportassero più le merci ,  l’intero sistema italiano collasserebbe in pochi giorni, perché in Italia non vi sono mezzi di trasporto alternativi…….quindi o gli Automezzi o niente.

    Ma chi ha voluto le caste e quale è l’interesse a mantenerle e strumentalizzarle?

    Ovviamente le caste servono alla politica per procurarsi un bel “gruzzolo” di voti senza nessuna fatica….in Italia le merci si trasportano solo su gomma perché la Politica/Mafia ha voluto questo sistema. Ma quali sono i benefici che la casta riceve in cambio di voti? semplice…La politica si promette di non cambiare il sistema, non si liberalizzano i farmaci…non si rilasciano  nuove licenze, ne per i farmacisti ne per i tassisti…non si costruiscono nuove infrastrutture per il trasporto civile e commerciale…sostanzialmente si mantengono inalterati i poteri delle caste.

    La strumentalizzazione delle caste è cosa semplice per la politica proprio perché essendo caste rappresentano l’interesse di una “categoria” limitata di persone…di conseguenza basterebbe che il governatore lombardo, o chi prenderà il suo posto, proponga o prometta  degli sgravi sul carburante  per la categoria dei trasportatori…e di colpo il disagio finisce…lo sciopero si ferma e tutto torna alla normalità con una sola differenza…..abbiamo trovato un nuovo “salvatore della patria” che si presenterà alle urne e farà il pienone.

    L’apolitica e i Salvatori della patria.

    “forconi” e “forza d’urto” che sbandierate l’A-politica… con le vostre manifestazioni…scioperi ecc…non state facendo altro che chiedere risposte alla Politica (Lombardo, Monti)…che criminalizzate e che volete fuori dal movimento, senza considerare che morto un papa (Lombardo, Monti, Berlusconi) se ne fa un’altro.
    Allora vi chiedo se voi manifestanti…forconi, artigiani, agricoltori vi recherete alle urne le prossime elezioni? magari per scegliere il nuovo “salvatore della patria” che poi “impiccherete” in piazza perché non fa gli interessi di tutti, perché rappresenta la casta….e alla fine…su tutti i stissi…

    Prima di chiudere volevo solo dare qualche dato politico, ad esempio i risultati delle elezioni regionali in Sicilia dall’ 2001 ad oggi:

    -2001 Presidente regione:Salvatore Cuffaro (Unione dei democratici cristiani e di centro) 

    Liste: Forza Italia…25,1%, Alleanza Nazionale…11,3%, Centro Cristiano Democratico…8,9%, Cristiani Democratici Uniti…8,6%, Nuova Sicilia…4,1%, Nuovo PSI…2,8%, Biancofiore…2,2%, Liberalsocialisti…1,0% Partito Repubblicano Italiano…0,9%, Fiamma Tricolore…0,4%
    Totale: 63,1%

    -2006  Presidente Regione:Savatore Cuffaro (Unione dei democratici cristiani e di centro) 

    Forza Italia…19,17%, Udcc…12,98%, MPA – Nuova Sicilia…12,53%, Alleanza Nazionale…10,56%, Lista del Presidente…5,66%, Fiamma Tricolore…0,35%, DC per le Autonomie…0,26%
    Totale:  53,09%

    -2008 Presidente Regione Sicilia:  Raffaele Lombardo (Movimento per l’autonomia) 

    Il Popolo della Libertà…33,42%, Movimento per l’Autonomia…13,95%, Unione di Centro…12,51%, Sicilia Forte e Libera…4,45%, Democratici Autonomisti…3,76%
    Totale:  65,35%

    Tutti questi “politici/mafiosi”  non sono stati calati dall’alto (come negli stati africani in rivoluzione) ma li “abbiamo” votati ed eletti “quasi-democraticamente” “noi….SICILIANI VERI”

    LA PRIMAVERA ARABA è un’altra cosa….la il popolo chiede elezioni democratiche ovvero il diritto di voto cioè la democrazia…che noi abbiamo….ma a quanto pare non vogliamo o non siamo in grado di farla funzionare…..l’alternativa è la dittatura o il caos anarchico.

  • http://profile.yahoo.com/54XB3TSLEEISVUQ3BKMKP4XTRM Argibele

    Stiamo bruciando troppi soldi questo sciopero non serve a niente!
    Dobbiamo bloccare i rifornimenti ai politici per far capire loro quanto
    soffriamo noi! e Non bloccare i rifornimenti a noi poveri cittadini
    vittime di questo sistema politico
    Son tutte parole inutili quelle che si dicono BASTA!
    Voglio mangiare pane fresco e non voglio sacrificarmi per una causa futile!
    Lombardo
    si dimetterà perchè c’ha distrutto il primo mafioso è lui! Ma esiste un
    sostituto in grado di prendere il suo posto? Beh ho i miei dubbi visto
    che la classe politica è solo disfattista!
    No allo sciopero lo dico per voi stiamo bruciando miliardi e miliardi di soldi!
    Povere Arance nostre!

  • http://twitter.com/Argibele Gabriele

    Stiamo bruciando troppi soldi questo sciopero non serve a niente! Dobbiamo bloccare i rifornimenti ai politici per far capire loro quanto soffriamo noi! e Non bloccare i rifornimenti a noi poveri cittadini vittime di questo sistema politico
    Son tutte parole inutili quelle che si dicono BASTA!
    Voglio mangiare pane fresco e non voglio sacrificarmi per una causa futile!
    Lombardo si dimetterà perchè c’ha distrutto il primo mafioso è lui! Ma esiste un sostituto in grado di prendere il suo posto? Beh ho i miei dubbi visto che la classe politica è solo disfattista!
    No allo sciopero lo dico per voi stiamo bruciando miliardi e miliardi di soldi!
    Povere Arance nostre!

  • Anonimo

    CHI E’ MAFIOSO?

    Ciao
    Francesco,finalmente uno che ragiona con la testa,quella giusta però.Con le
    ordinanze che hanno riportato in cella Corona e ai domiciliari Mancuso riesplode
    nell’isola la questione morale della sua classe dirigente: ad ottobre Mario
    Bonomo di ‘Alleati per la Sicilia’ è stato indagato per concussione
    nell’ambito di un’inchiesta che aveva portato agli arresti lo scorso marzo il
    suo ex compagno del Pd Gaspare Vitrano, pizzicato mentre intascava una
    mazzetta di diecimila euro da un imprenditore del fotovoltaico. C’è poi Fabio
    Mancuso, un tempo maresciallo della Guardia di Finanza, arrestato dai suoi
    ex colleghi finanzieri. Franco Mineo, deputato di Forza del Sud, viene
    ritenuto dagli inquirenti un prestanome dei boss del quartiere palermitano dell’Acquasanta.
    E proprio a Palermo c’è stata una pioggia di arresti pochi giorni fa per un
    caso di corruzione nel settore dell’edilizia privata.Insomma un quadro
    tutt’altro che edificante quello offerto dalla classe politica siciliana,
    una regione che ha visto condannare per mafia il suo precedente governatore Totò
    Cuffaro, e che vede il suo successore Raffaele Lombardo indagato in
    un’inchiesta per favoreggiamento alla mafia dalla procura di Catania, benché ne
    sia stata chiesta adesso l’archiviazione.Deputati siciliani in uno dei
    parlamenti più costosi di tutto il paese e se non cambia il metodo di selezione
    della classe dirigente, qualsiasi tentativo di repulisti risulterà vano.

    E allora chi
    è mafioso,Io? Sua Eccellenza il Vescovo?Tutti i manifestanti?Andava spiegato a
    quelli della Rivolta, se non lo sapessero già (hanno chiesto a Lombardo di
    dimettersi)come stanno realmente le cose: che cosa resterà di questo PD, dell’alcaSELzer, dei
    distinguo di IDV, della dietrologia di Rifondazione,dopo la fine del Governo Monti.
    Per ora siamo caduti dalla padella alla brace. Per meglio dire: dalla dittatura
    del neo duce Berlusconi alla dittatura della grande finanza e della Unione Europea.
    Questo è quanto è avvenuto con l’avvento del governo Monti. Costui è
    l’espressione diretta delle logge internazionali quali la Trilaterale, il
    gruppo Bilderberg, la banca americana Goldman Sachs e il gruppo
    “Bruegel”. Centrali capitalistiche che influiscono sulla formazione
    dei governi e sulla linea politica dei paesi capitalistici. L’intera borghesia(PDL e PD senza
    elle) , spinta dalla grande finanza internazionale e nazionale, dalla Ue e
    dalla Banca centrale europea, è ricorsa a Mario Monti per far uscire l’Italia
    dalla crisi economica e finanziaria del capitalismo senza precedenti facendola
    pagare ai lavoratori e alle masse popolari distruggendo tutte le conquiste
    politiche, sociali, economiche e sindacali che il movimento operaio e dei
    lavoratori ha strappato dal dopoguerra a oggi.
    Da un regime capitalista e neofascista di stile mussoliniano si è passati a uno
    simile “raffinato” di stile anglosassone, ma la sostanza non è
    cambiata.
    Certo è che il Presidente  Giorgio
    Napolitano, nell’imporre il governo Monti ,saltando tutte le procedure
    costituzionali e calpestando la democrazia , ha inaugurato, di fatto, la
    repubblica presidenziale perseguita da Berlusconi. Ciò conferma che di fronte all’”emergenza”
    la classe dominante borghese va per le spicce, o compie colpi di Stato violenti
    o colpi di Stato bianchi. In ogni caso nel capitalismo i governi non li
    decidono i risultati elettorali, bensì le centrali capitalistiche più o meno
    occulte.
    La stessa composizione del governo, in cui sono presenti banchieri, alti
    ufficiali, superburocrati dello Stato, baroni universitari, tecnocrati,
    professori universitari, personalità borghesi ammanigliate col Vaticano, la
    Confindustria e con la grande stampa come il “Corriere della sera”,
    dimostra che siamo in pieno regime neofascista, distante anni luce dalle
    istituzioni rappresentative democratiche . Specie se si pensa che alla Difesa,
    per la prima volta nella storia parlamentare italiana dal dopoguerra, c’è un
    alto ufficiale, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, attuale presidente del
    Comitato militare della Nato e ex capo di Stato alla difesa. Mentre il
    ministero dello sviluppo economico unificato con quello delle infrastrutture e
    trasporti è in mano a Corrado Passera, ex primo banchiere d’Italia con un
    reddito annuo di 6 milioni di euro.
    Il programma che Monti ha presentato al parlamento è di chiara matrice
    capitalista e liberista, coerente con quello che l’Ue e la Banca centrale
    europea hanno imposto all’Italia e che già il governo Berlusconi aveva
    cominciato ad attuare. Nessuna discontinuità, dunque.
    Ci sono le privatizzazioni, le liberalizzazioni, il taglio alla spesa pubblica,
    il taglio alle pensioni , la “riforma” del “mercato del
    lavoro”, libertà di impresa, lo svuotamento del contratto nazionale di
    lavoro, il modello di relazioni industriali mussoliniane introdotto da
    Marchionne, il massacro dell’istruzione pubblica stabilito dalla
    “riforma” Gelmini, il pareggio di bilancio in Costituzione, di cui
    ora si chiede addirittura una società privata che vigili sulla sua
    applicazione, il federalismo fiscale, la reintroduzione dell’Ici sulla prima
    casa, la svendita del patrimonio pubblico, le infrastrutture con il
    coinvolgimento dei capitali privati, una 
    nuova manovra finanziaria , licenziamenti facili per i nuovi assunti
    secondo la ricetta Ichino (PD). Per i giovani “mobilità a scala
    europea”, ossia Emigrazione.
    Non una parola sul Mezzogiorno, sulla messa in sicurezza del territorio e delle
    scuole. Non una parola sulla riduzione della spesa militare e di quella delle
    grandi opere. Non una parola sulla tassazione delle rendite e sulle transazioni
    finanziarie. Solo mezze parole per la patrimoniale.
    C’è da mettersi le mani nei capelli se poi si tiene presente che il neoministro
    dell’ambiente, tutela del territorio e del mare Corrado Clini si è detto
    favorevole alla Tav della Val di Susa, al Ponte sullo Stretto, al nucleare e
    agli ogm.
    Se il buondì si vede dal mattino è più che sicuro che questo governo procederà
    senza indugio, sia pure con accortezza e gradualità, nella macelleria sociale e
    istituzionale, smantellando i residui dello “Stato sociale” e
    riducendo ulteriormente i diritti democratici conquistati finora.
    Monti ha dichiarato che i sacrifici saranno “equi”. Una colossale
    menzogna. Perché i sacrifici sono sacrifici, e mai giusti nel capitalismo,
    perché a farli sono soltanto i lavoratori, i pensionati e le masse popolari,
    servono solo a ingrassare i padroni, a favorire i profitti dei capitalisti e
    arricchire i banchieri e i finanzieri.
    Invece di prendere le distanze da questo governo e combatterlo duramente,
    politicamente e sindacalmente nelle piazze, senza dargli tregua, il Pd lo ha
    “promosso” ed  appoggiato, ed avete  la sfrontatezza di parlare?!. Prima ce ne libereremo,
    meglio sarà per le masse e per la stessa democrazia del Paese.
    Chi ha voluto, ha votato e ha accreditato il governo Monti, in particolare  il Pd con alla testa Napolitano e Bersani, si
    è macchiato di un crimine politico, sociale e istituzionale di cui dovrà
    rendere conto al proletariato e alla storia..
    Alla fine del Governo Monti, se ne parlerà e vedremo cosa resterà di questi
    Partiti che si vantano di essere “di Governo”, se non  ci toccherà ,nuovamente, raccogliere i cocci e
    cercarli di rimettere insieme per formare qualcosa che somigli ad una seria
    alternativa Socialista a questo Sistema Capitalista FALLIMENTARE .Salutamu e
    cacciamu…..

  • Francesco Gherardi

    FIGLI DI UN DIO MINORE (PUNTATA 2) – Per colpa di chi?

    1)Indignazione generale e crisi di rappresentatività di Partiti e sigle.
    Premettiamo che qualsiasi protesta (giusta o giustissima), deve essere sempre su base spontanea. Fare eventualmente proselitismo allargandosi ad altre categorie solo con la bontà delle proprie ragioni, mai con forme di coercizione e violenza. Purtroppo mi pare di capire che non sempre è accaduta adesione spontanea in tutta la Sicilia. Lo sciopero è tale solo se spontaneo, se estorto con intimidazioni e violenze non è sciopero, ma altra cosa. Leggendo i giornali siciliani qualche episodio del tutto inqualificabile da parte di singoli individui è accaduto e deve essere condannato senza se e senza ma. Chi usa la violenza sbaglia sempre compromettendo quanto invece c’è di buono nella protesta. Sulla composizione della gente che protesta evidentemente ci può essere di tutto. Concordo con Carmileddu sul fatto che, coloro i quali pongono il rischio infiltrazione troppo spesso si sono girati dall’altra parte, facendo finta di niente. In Italia qualsiasi manifestazione può essere strumentalizzata, infiltrata e cavalcata da forme di prevaricazioni per fini estranei alla stessa protesta. Inutile però negare che ci sono tanti (tantissimi) che sono esasperati, “che non c’è la fanno più ad andare avanti” che sono indignati.  Al di là di com’è nata questa protesta mi sembra evidente che si è allargata al punto di coinvolgere tutti quelli che non vedono una via d’uscita. La protesta si è allargata alle famiglie, ai ragazzi, alle Scuole e a tutti coloro i quali non sono più in grado di sbarcare il lunario (come dicono in Svezia). Già, fare sacrifici per sbarcare il lunario, poi magari scoprire che la “casta” del MALINCONICO faceva le vacanze gratis all’Argentario, perché a sua insaputa qualcuno gli pagava il conto. Chissà quanti casi MALINCONICI esistono in Italia e non vengono a galla. Non scopriamo l’acqua calda se diciamo che la gente non nutre più molta fiducia nei confronti dei politici in generale e di quelli Siciliani in particolare. I politici ufficiali, le sigle partitiche (PdL e PD con e senza L) a torto o a ragione non sono più considerati interlocutori credibili. In questo contesto la forza d’urto trova terreno fertile nella Politica Siciliana rappresentata dalla “macchietta” Scillipoti e dai tanti Scillipotini. In questo scenario la gente si affida al forcone.  Indipendentemente dal modo in cui si veda la protesta, l’indignazione della gente è un dato che a mio modo di vedere non deve essere sottovalutato. Come ricorda Carmileddu lo stesso Vescovo di Caltagirone Mons. Peri è venuto ad ascoltarli per sentire le loro istanze. Questo qualcosa deve significare.

    2)Oscuramento Nazionale primi 4 giorni
    Detto questo, mi pare evidente che l’obiettivo che si prefissava la protesta fosse quello di raggiungere Roma e i palazzi Romani. Il target della protesta era ed è la politica Romana. Le ragioni della protesta dovevano arrivare al di la dello stretto. Allora mi pongo la fatidica domanda; questa protesta è efficace, la protesta è arrivata a Roma???  Il disagio dei Siciliani servirà a qualcosa???
    Vero è che la protesta dei forconi viaggia sui social network (Twitter e facebook), e sulla TV satellitare, ma quante persone utilizzano questi mezzi. Tutti sappiamo che “a za Pippa, a za Cuncittina” del centro/nord guardano i TG e le trasmissioni nazionali, (la vita in diretta, la cronaca in diretta, pomeriggio e mattina cinque.) Negli approfondimenti (Matrix, Porta a Porta ecc.) ho potuto vedere che della protesta in Sicilia non ne ha parlato nessuno. Solo Servizio Pubblico di Santoro che va in onda sul satellite e in un circuito di reti locali ha dato spazio all’approfondimento, colmando il vuoto di RAI e Mediaset. Anche l’italiano medio che legge i Giornali, non ha trovato la notizia della protesta dei forconi (giusta o sbagliata). Siano essi quotidiani o settimanali nazionali, si è parlato poco. In breve della protesta dei forconi in Sicilia, nelle televisioni e nei giornali NAZIONALI l’argomento non interessava. Solo dopo 4 giorni qualche trafiletto e qualche passaggio veloce nei TG. Oscuramento totale nei programmi di approfondimento, 2 i motivi principali:

    a) perché non fa ascolti (il dramma fa sempre più audience.) Come detto tutti sono impegnati a fare lo scoop del momento (Tragedia Costa Concordia.) Tutti sono ora alla ricerca dello scoop del giorno, passata la telefonata del comandante Schettino, ora alla ricerca della donna Moldava amica del comandante. Caccia all’intervista della donna dell’est che viaggiava in incognito. Intanto molti al Nord sanno che in Sicilia hanno bloccato le strade, ma non ne conoscono i motivi!!!
    b) perchè la Sicilia e i Siciliani interessano poco ai piani alti del paese. La RAI nazionale e la grande stampa nazionale, quando escono fuori dalla notizia n. 1 (Tragedia Concordia), hanno parlato delle lotte intestine della Lega (Maroni-Bossi-Reguzzoni). Francamente delle lotte interne nella Lega ne abbiamo pieni i MARONI. Quella stessa Lega che negli ultimi 11 anni è stata al Governo per 8 anni e mezzo, e si vuole riscoprire vergine. Si vuole riscoprire partito di lotta dopo aver votato tutte le porcherie con il Capo. Quando escono ancora “fuori tema”, parlano dei tassisti che hanno bloccato la città del potere ROMA. Avete visto il “rumore” della protesta dei tassisti, con meno mezzi e uomini! ma la protesta è a Roma. Di quello che accade sulla Catania-Gela o sul porto di Catania, non interessa molto. Del costo del trasporto dei prodotti agricoli Siciliani strozzati dalle accise e dai pedaggi autostradali a chi interessa? Vespa farà mai una puntata sulle accise e sull’incidenza delle accise sull’ortofrutta Siciliana??? Ricordo che alle multe delle quote latte Vespa (e la RAI tutta) hanno dedicato tante puntate di approfondimento.

    3)I rappresentanti del popolo Siciliano. Scillipoti e i tanti Scillipotini da calendario
    Sul primo motivo inutile fare analisi sociologiche sul perché la tragedia fa molti ascolti. Vorrei invece focalizzare il mio pensiero sul secondo motivo lettera b). Come ho detto nel precedente commento il popolo del nord e quelli delle QUOTE LATTE avevano la Lega e Tremonti, noi abbiamo politici di altro RANGO e spessore. Noi abbiamo SCILLIPOTI e tanti altri che pensano ai “RAZZI” propri. La protesta in Sicilia e all’interno della Sicilia se aveva l’obiettivo di farsi sentire nel resto d’Italia, alzare la voce con un grido di disperazione a ROMA, non so se stia raggiungendo l’obiettivo perché è rimasta circoscritta allo stretto di Messina. Come detto i quotidiani, se escludiamo i 2 Siciliani (La Sicilia e Il Giornale di Sicilia), ne hanno parlato solo dopo il 4° giorno, poche righe nelle ultime pagine. Idem per i TG che entrano nelle case degli Italiani (ad eccezione delle emittenti locali). Inutile dire che solo i Siciliani (che evidentemente non sono i destinatari della protesta) se ne stanno accorgendo pesantemente, con i gravi disagi.

    Senza volere fare del “qualunquismo Siciliano” perché ogni volta che i Siciliani alzano la voce per rappresentare una protesta (giusta o sbagliata) non sono nemmeno ascoltati. Forse perchè quelli del Nord (ad esempio MULTE QUOTE LATTE) sono figli di un Dio maggiore. Noi Siciliani purtroppo siamo figli di un DIO MINORE. Figli di SCILLIPOTI e dei tanti SCILLIPOTI che pensano solo ai “RAZZI” propri.

    Francesco Gherardi