<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Scordia.info &#187; Cultura</title>
	<atom:link href="http://www.scordia.info/categorie/notizie/cultura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.scordia.info</link>
	<description>Testata giornalistica online di informazione su Scordia (CT)</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 19:56:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>Nuove “scoperte” al Parco Cava</title>
		<link>http://www.scordia.info/2012/01/nuove-%e2%80%9cscoperte%e2%80%9d-al-parco-cava/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2012/01/nuove-%e2%80%9cscoperte%e2%80%9d-al-parco-cava/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22472</guid>
		<description><![CDATA[E’ proprio di qualche settimana fa il rinvenimento fortuito, ad opera dei volontari del parco Cava-Grotta del di alcuni frammenti ceramici che si distinguono nettamente dalla copiosa messe di terracotta comune presente in situ.Giacevano sul terreno, a pochissima distanza dal rudere  (case Mangano) posto sul plateau roccioso di cui abbiamo ampiamente parlato in altre occasioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2012/01/Parco-Cava.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22473" title="SAMSUNG DIGITAL CAMERA" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2012/01/Parco-Cava-300x224.jpg" alt="" width="255" height="184" /></a>E’ proprio di qualche settimana fa il rinvenimento fortuito, ad opera dei volontari del parco Cava-Grotta del di alcuni frammenti ceramici che si distinguono nettamente dalla copiosa messe di terracotta comune presente in situ.Giacevano sul terreno, a pochissima distanza dal rudere  (case Mangano) posto sul plateau roccioso di cui abbiamo ampiamente parlato in altre occasioni. Zona in realtà assai avara di reperti di un certo rilievo.<br />
Una veloce analisi affidata a figure certamente più competenti, ma che ci auspichiamo venga seguita da studi più dettagliati, ha prodotto interessanti esiti.<br />
Si tratterebbe, infatti,  dei resti di una ceramica invetriata, con tracce di bruciatura, probabilmente risalente ad un epoca tardo-medievale; di un’altra ceramica  forse un po’ più antica, con decorazioni a strisce orizzontali impresse, e di un minutissimo frammento di probabile “Campana C”, cioè di ceramica ad impasto grossolano e vernice nera, di plausibile produzione locale,  a imitazione di modelli importati dalla Campania (come dire: un “tarocco” ante-litteram!..)<br />
Quest’ultimo, nel caso  fossero comprovate l’autenticità e l’origine, dovrebbe spostare un po’ più all’indietro la cronologia del sito, almeno sino all’epoca classica (V-III sec. a.C.).<br />
Ci troviamo così a riscontrare i primi fondamentali tasselli per la composizione dell’appassionante “puzzle storico” del Parco Cava-Grotta del Drago, utilissimi per la comprensione delle frequentazioni dell’area (e non solo, come vedremo). Il mistero e i dubbi, riguardo le strutture individuabili sul terreno,  prendono gradualmente a dissolversi grazie agli indizi che questi ritrovamenti ci forniscono.<br />
Nel caso si confermasse la validità dei reperti potremmo spingerci a supporre presenze del medioevo o, addirittura, dell’epoca greca o pre-romana, e che le tracce murarie affioranti tra la ricca e variegata flora siano i resti degli ambienti costruiti, o riadattati. Si perché, anche se  tutti da verificare, non sono affatto da escludere stanziamenti molto più antichi, come è stato affermato da più parti e come del resto stanno ad indicare, con plateale evidenza,  i numerosissimi  ambienti ingrottati presenti in tutta l’area del parco. Un ulteriore e determinante elemento di supporto proviene anche dalle istituzioni preposte che già da tempo avevano schedato il sito come “Abitato rupestre bizantino e altomedievale”.<br />
La ricaduta sulla storia del nostro paese appare immediata: acquistano maggiore forza infatti  le ipotesi che vorrebbero una “terra di Scordia”  continuamente abitata nel tempo, a partire da epoche arcaiche, se non preistoriche,  sino ai nostri giorni. Alla stregua di altre cittadine confinanti,  sovente  ben più “riverite” e “celebrate” , almeno in ambito archeologico e storico.<br />
Tuttavia cautela e buon senso s’impongono d’obbligo: non sfuggirà infatti una sottintesa incongruenza nella relazione tra alcuni dei reperti e le strutture murarie. Queste sono, nella stragrande maggioranza dei casi, opere “a secco”  e quindi, ove non si trattasse di povere sistemazioni ad uso agricolo, sarebbero da attribuire  a periodi precedenti il medioevo. L’unica testimonianza coerente proverrebbe dal minutissimo coccio di Campana C, ma non è in questa sede, purtroppo, che se ne possono stabilire le esatte, indiscutibili, corrispondenze.<br />
Invochiamo, ancora una volta, il solerte interessamento da parte di tutte quelle figure competenti che vorranno, anche per via volontaria, dedicarsi al recupero e alla tutela dei  “gioielli di famiglia”, culturali e naturali, vere e proprie chiavi con le quali aprire i forzieri del  nostro interessante passato.<br />
“Siamo spronati dall’entusiasmo e dalla passione ad occuparci della valorizzazione del territorio, convinti che parlare delle risorse e delle attività del Parco sia preferibile al silenzio” è quanto  dichiarano, con ferrea determinazione, Pippo Li Volti e Alessio Gavini, instancabili e preziosi motori del comitato, ammirevoli per l’impegno profuso in questa nobile causa.<br />
Noi raccogliamo l’appello e raccontiamo quanto vi accade  al contempo avvertendo gli attenti lettori che in ogni caso evitiamo di esporre con assolutistica certezza  le ipotesi formulate (seppur non prive di minimi requisiti di attendibilità ed in genere provenienti da “addetti ai lavori”), auspicando  tempestive  conclusioni da parte degli enti di competenza.<br />
Non  volendoci spingere oltre, ci fermiamo qui; in attesa dei tempi e dei modi con cui, negli ambiti di pertinenza, si getteranno le basi di una solida “rifondazione” della nostra storia .<br />
Una storia in continua composizione, tassello dopo tassello,  proprio come un  avvincente…puzzle!</p>
<p><strong>GINO CALLERI</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2012/01/nuove-%e2%80%9cscoperte%e2%80%9d-al-parco-cava/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MILITELLO. Riconoscimento nazionale per il centro storico</title>
		<link>http://www.scordia.info/2012/01/militello-riconoscimento-nazionale-per-il-centro-storico/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2012/01/militello-riconoscimento-nazionale-per-il-centro-storico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 09:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22381</guid>
		<description><![CDATA[Il riconoscimento nazionale «Meraviglia italiana» è stato assegnato al borgo storico di Militello, nell&#8217;ambito di un progetto che si propone di disegnare, con l&#8217;inclusione di mille località, un lungo itinerario paesaggistico, gastronomico e culturale. Il nuovo &#8220;bollino&#8221; è stato ritirato a Enna, nel corso di una manifestazione, dal responsabile dei servizi comunali per i beni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il riconoscimento nazionale «Meraviglia italiana» è stato assegnato al borgo storico di Militello, nell&#8217;ambito di un progetto che si propone di disegnare, con l&#8217;inclusione di mille località, un lungo itinerario paesaggistico, gastronomico e culturale.<br />
Il nuovo &#8220;bollino&#8221; è stato ritirato a Enna, nel corso di una manifestazione, dal responsabile dei servizi comunali per i beni culturali e il turismo, dott. Marina Marino, che ha messo in luce «l&#8217;impegno della municipalità militellese sul fronte della valorizzazione del patrimonio storico, che ha già ottenuto il sigillo mondiale dell&#8217;Unesco quale bene dell&#8217;Umanità».<br />
Soddisfazione è stata espressa dall&#8217;operatore culturale, dott. Sebastiano Lisi, che ha coordinato le operazioni di adesione al progetto per conto del Comune, con il supporto dell&#8217;ex assessore alla Cultura, dott. Giuseppe Ragusa, secondo il quale è stata riconosciuta «la valenza architettonica e l&#8217;influenza religiosa della vecchia città, che ha custodito nei secoli 24 chiese e 9 conventi».<br />
Il riconoscimento è stato concesso nell&#8217;ambito di un&#8217;iniziativa del &#8220;Forum nazionale dei giovani&#8221; e delle celebrazioni istituzionali per i 150 anni d&#8217;Unità d&#8217;Italia, con il patrocinio ufficiale della Camera dei deputati e dei ministeri per i Beni e le Attività culturali, per il Turismo e per la Gioventù.<br />
L&#8217;obiettivo è implementare i traffici turistici e l&#8217;organizzazione dei servizi delle parti pubbliche e private, che restano spesso distanti. Alcuni segnali positivi giungono dal segmento delle strutture ricettive: nuovi &#8220;bed &amp; breakfast&#8221; sono stati allestiti (o sono in fase di completamento) in diverse aree del centro, che potranno incoraggiare, nei prossimi mesi, il turismo.<br />
<strong>LUCIO GAMBERA</strong></p>
<p><a href="http://www.meravigliaitaliana.it/index.php?action=index&amp;p=14&amp;meraviglia=316">Il riconoscimento &#8220;meraviglia italiana&#8221;</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2012/01/militello-riconoscimento-nazionale-per-il-centro-storico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;CANTET VOX, CANTET VITA&#8221; Concerto del coro &#8220;Alma Redemptoris Mater&#8221;</title>
		<link>http://www.scordia.info/2012/01/cantet-vox-cantet-vita-concerto-del-coro-alma-redemptoris-mater/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2012/01/cantet-vox-cantet-vita-concerto-del-coro-alma-redemptoris-mater/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 13:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Amato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22362</guid>
		<description><![CDATA[“Cantet vox, cantet vita”, dal latino “Canti con la voce, canti con la vita”. Questo è il significativo titolo che la corale polifonica “Alma Redemptoris Mater” della parrocchia S. Maria Maggiore di Scordia ha voluto dare alla III rassegna musicale, che si è tenuta presso la chiesa di Gesù Redentore la sera del 5 gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“<em>Cantet vox, cantet vita</em>”, dal latino “Canti con la voce, canti con la vita”. Questo è il significativo titolo che la corale polifonica “Alma Redemptoris Mater” della parrocchia S. Maria Maggiore di Scordia ha voluto dare alla III rassegna musicale, che si è tenuta presso la chiesa di Gesù Redentore la sera del 5 gennaio 2012. E’ infatti così che si deve cantare, con l’anima più che con la voce. “Chi canta, ha già pregato due volte” ha detto il vescovo S. Agostino, ed è per questo che la splendida solennità della musica è spesso usata per lodare Dio, e tutti i più grandi compositori, hanno scritto immensi repertori di musica sacra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2012/01/concerto-alma-redemptoris-mater_scordia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22370" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2012/01/concerto-alma-redemptoris-mater_scordia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La serata è cominciata con il saluto della autorità e del Vescovo, Mons. Calogero Peri, che però è dovuto andare via prima a causa di impegni presi precedentemente. Si sono esibiti cinque gruppi musicali, che hanno donato due ore di musica e canto, sempre con il tema del natale. Primi tra tutti, sono stati i bambini del coro di voci bianche “InCanto” di Scordia, diretto dal maestro Simona Sciacca, accompagnati all’organo dal maestro Alessandra Lussi, che ha anche presentato la serata. Poi è stata la volta della “Stesicorea Junior Band”, i <em>piccoli </em>della banda musicale “Stesicorea” di Scordia, diretti dal maestro Giuseppe Muscarnera. Subito dopo si sono esibiti i coristi della schola cantorum “Don Salvatore Romeo” di Trecastagni, diretti dal maestro Sebastiano Russo, che si sono esibiti con classici della musica sacra. In seguito sono saliti sul presbiterio della chiesa i componenti della “Wind Ensemble”, un gruppo strumentale di strumenti a fiato di Scordia, diretti dal maestro Antonino Visalli. Quasi alla conclusione, si sono esibiti i coristi della corale polifonica “Alma Redemptoris Mater” di Scordia, diretti dal maestro Antonino Visalli. Infine, è stato eseguito un canto a cori uniti dalle corali “Don Salvatore Romeo” e “Alma Redemptoris Mater”.</p>
<p style="text-align: justify;">La serata si è conclusa con la consegna delle targhe – ricordo ai partecipanti e gli auguri delle autorità: del sindaco di Scordia dott. Angelo Agnello, del sindaco di Trecastagni dott. Giuseppe Messina, del parroco di S. Maria Maggiore, don Salvatore Abbotto, del vice sindaco Giusy Pernice, del presidente del consiglio comunale Rosario Minissale e del luogotenente della locale stazione dei carabinieri, comandante Gaetano Balsamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è conclusa così la serata, che ha riempito la chiesa di Gesù Redentore, e che ha fatto vivere ai partecipanti un clima di pace, gioia e serenità, le sensazioni che la musica trasmette.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FRANCESCO AMATO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/iCKk_c8cPZc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2012/01/cantet-vox-cantet-vita-concerto-del-coro-alma-redemptoris-mater/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CORO &#8220;S. DOMENICO SAVIO&#8221;. Il tradizionale concerto dell&#8217;Epifania</title>
		<link>http://www.scordia.info/2012/01/concerto-di-natale-della-corale-san-domenico-savio/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2012/01/concerto-di-natale-della-corale-san-domenico-savio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 11:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Amato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22126</guid>
		<description><![CDATA[Si è svolto la sera del 4 gennaio 2012 nella chiesa parrocchiale di San Domenico Savio il tradizionale concerto dell’Epifania della corale polifonica “S. Domenico Savio” diretta da Salvo Gangi con la partecipazione del maestro Gaetano Ruggieri all’organo. Purtroppo non è potuto essere presente il maestro Vito Grasso, che avrebbe dovuto accompagnare la corale con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2012/01/DSCN0626.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2012/01/DSCN0626.jpg" alt="" width="269" height="202" /></a>Si è svolto la sera del 4 gennaio 2012 nella chiesa parrocchiale di San Domenico Savio il tradizionale concerto dell’Epifania della corale polifonica “S. Domenico Savio” diretta da Salvo Gangi con la partecipazione del maestro Gaetano Ruggieri all’organo. Purtroppo non è potuto essere presente il maestro Vito Grasso, che avrebbe dovuto accompagnare la corale con la tromba. A condurre la serata è stata Teresa Sanfilippo.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il concerto, quest’anno, si è svolto in tre fasi: una prima fase dedicata ai grandi classici della musica polifonica, una seconda dedicata al 150° anniversario dell’unità d’Italia ed una terza dedicata ai gospel e brani di musica popolare. Tra i brani di maggior spicco, sono stati eseguiti numerosi canti di musica sacra e non, come <em>Orna le sale </em>(nel video) e il bellissimo <em>Gloria in excelsis Deo </em>di Vivaldi nel primo periodo, <em>Madreterra</em>, un significativo inno della Regione Siciliana, che forse pochi conoscono, nel secondo periodo, e famosissimi gospel, come <em>I surrender all</em>, <em>Joshua fit the battle of Jericho</em> e <em>Goognight, </em>che hanno fatto battere ritmicamente le mani al pubblico che li ascoltava<em>.</em></p>
<div>
<div style="text-align: justify;">Significativa la parte finale, dedicata a Piero Impeduglia, scomparso la scorsa estate, ricordato come un grande corista che ha sempre portato amore, gioia e voglia di vivere all’interno del gruppo corale. In suo onore sono state proiettate delle diapositive con foto che lo raffiguravano, sulle note di <em>Ora veni lu picuraru</em>, un canto che a lui piaceva tanto e che è stato intonato dalla corale.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>FRANCESCO AMATO</strong></div>
</div>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/0MpYNbzzNhc" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2012/01/concerto-di-natale-della-corale-san-domenico-savio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Finalmente sugli schermi &#8220;Alicio in Secchioland&#8221; dei ragazzi della Ludoteca!</title>
		<link>http://www.scordia.info/2012/01/finalmente-sugli-schermi-alicio-in-secchioland-dei-ragazzi-della-ludoteca/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2012/01/finalmente-sugli-schermi-alicio-in-secchioland-dei-ragazzi-della-ludoteca/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 11:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Amato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22225</guid>
		<description><![CDATA[Questo cortometraggio nasce dal progetto &#8220;Pomeriggio.ludo&#8221;, il giornalino che, periodicamente, veniva pubblicato dai ragazzi che frequentavano il progetto &#8220;ECIS &#8211; Ludoteca per crescere&#8221; di Scordia. Durante una video intervista fatta a Domenico Centamore riguardo alle sue esperienze professionali da attore professionista, l&#8217;attore, forse a forma di battuta, dice ai ragazzi: &#8220;Se fate una sceneggiatura, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2012/01/Alicio-in-Secchioland.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22226" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2012/01/Alicio-in-Secchioland-300x225.jpg" alt="" width="220" height="170" /></a>Questo cortometraggio nasce dal progetto &#8220;Pomeriggio.ludo&#8221;, il giornalino che, periodicamente, veniva pubblicato dai ragazzi che frequentavano il progetto &#8220;ECIS &#8211; Ludoteca per crescere&#8221; di Scordia. Durante una <a href="http://www.scordia.info/2010/01/domenico-centamore-risponde-ai-bambini/">video intervista</a> fatta a Domenico Centamore riguardo alle sue esperienze professionali da attore professionista, l&#8217;attore, forse a forma di battuta, dice ai ragazzi: &#8220;Se fate una sceneggiatura, sono disposto a recitare con voi in un cortometraggio, per farvi provare l&#8217;emozionante esperienza del set.&#8221; Questa affermazione è stata presa alla lettera dalle animatrici Cetty Scirè e Rosetta Mari, così come dai ragazzi che sono stati ben contenti di recitare con un professionista come Domenico. E&#8217; così che si accende il motore ed è partito il tutto: Rocco Milluzzo ha scritto la sceneggiatura e si è occupato di regia e montaggio, i ragazzi con le animatrici preparano i costumi e le scenografie, ed infine si parte con le riprese.</p>
<p style="text-align: justify">Il cortometraggio, che ha la durata di circa mezz&#8217;ora, è titolato &#8220;Alicio in Secchioland&#8221;, dal film di T. Burton del 2010 &#8220;Alice in Wonderland&#8221;, e parla dell&#8217;avventura del giovane Alicio (Domenico Centamore), che finisce in un mondo magico popolato da &#8220;strane creature&#8221; solo che invece del &#8220;fosso&#8221; questa volta il paese delle meraviglie viene raggiunto attraverso la famosissima &#8220;Fiera di Scordia&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Le riprese ed il montaggio del film sono terminati nell&#8217;estate del 2010, data in cui ci fu la prima, ed esclusiva fino ad oggi, proiezione del video in piazza S. Rocco, con lo sfondo di Palazzo Modica, che ha visto la partecipazione di circa 350 divertiti concittadini.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco il link al Film:</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://youtu.be/JuKeqHoiOrk">http://youtu.be/JuKeqHoiOrk</a></p>
<p style="text-align: justify">Ecco il link al divertentissimo video del Making Of:</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://youtu.be/2T5M8ZA7DcA">http://youtu.be/2T5M8ZA7DcA</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>FRANCESCO AMATO</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2012/01/finalmente-sugli-schermi-alicio-in-secchioland-dei-ragazzi-della-ludoteca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Parco “Grotta del Drago &#8211; Torrente Cava”: ogni evento è un successo assicurato</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/12/parco-%e2%80%9cgrotta-del-drago-torrente-cava%e2%80%9d-ogni-evento-e-un-successo-assicurato/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/12/parco-%e2%80%9cgrotta-del-drago-torrente-cava%e2%80%9d-ogni-evento-e-un-successo-assicurato/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 15:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Catalano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22145</guid>
		<description><![CDATA[Natura e tradizione ancora una volta i protagonisti di una giornata il cui teatro è stato il parco suburbano Grotta del Drago - Torrente Cava. Un 26 dicembre diverso per tutti coloro che hanno voluto respirare aria pulita e limpida, mentre il sole sembrava giocare a nascondino tra le nuvole ed il vento fresco fischiava tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/Santo-stefano-al-parco-cava-2011-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22151" title="Santo stefano al parco cava 2011 (1)" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/Santo-stefano-al-parco-cava-2011-1-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Natura e tradizione ancora una volta i protagonisti di una giornata il cui teatro è stato il <strong>parco suburbano Grotta del Drago</strong> <strong>- Torrente Cava</strong>. Un 26 dicembre diverso per tutti coloro che hanno voluto respirare aria pulita e limpida, mentre il sole sembrava giocare a nascondino tra le nuvole ed il vento fresco fischiava tra le fronde.</p>
<p>Sparsi qua e là a fare capolino tra il muschio verde e umido qualche iris di colore viola, piccole margherite bianche e ranuncoli arancioni, e solo all’ora di pranzo quella pioggerellina sottile quasi a chiudere il sipario.</p>
<p>Una volta scesi dai motori a quattro ruote, che fanno parte della nostra quotidianità, giunti al <strong>suggestivo vecchio casolare,</strong> per il quale si sta già lavorando affinché si possa trasformare in una casa museo che possa contenere gli oggetti che tradizionalmente venivano utilizzati per lavorare la terra e non solo, un po’ come fare un salto nel passato ci si è potuti immergere in <strong>un’epoca remota fatta di cavalli, aratri e grano</strong>. Quel tempo in cui si respirava  la<strong> tradizione della terra</strong> che i promotori del progetto parco cava vogliono tenere viva per le nuove generazioni  le quali, crescendo nel mondo attuale, non avrebbero la possibilità di conoscere. E così la rappresentazione dal vivo col cavallo che arava e la spiegazione di coloro che da piccoli aravano insieme ai loro padri, supportata dal Prof. Gambera con la partecipazione gentile e generosa del sig. Rocco Cristaudo e dei suoi collaboratori, per amalgamare pratica e didattica.</p>
<p><strong><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/Santo-stefano-al-parco-cava-2011-5.jpg"><img class="alignleft" title="Santo stefano al parco cava 2011 (5)" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/Santo-stefano-al-parco-cava-2011-5-300x283.jpg" alt="" width="217" height="204" /></a>«</strong><strong>La ricotta è salita»</strong> le parole che si attendevano aspettando di mangiare questo buonissimo prodotto del latte ovino che Pino Fassari ha preparato con la sua “quadàra” dentro al vecchio casolare e che ha offerto, appena scesa dal fuoco, a tutti i partecipanti infreddoliti. <strong></strong></p>
<p>Tanto attesa anche la passeggiata che ha seguito questo gradito momento di ristoro, l’escursione verso <strong>Canalicchio e le Grotte del Drago</strong>, luoghi in cui, anche chi è abituato ad andare, ritorna con lo stesso entusiasmo di chi li visita per la prima volta, ed è stata particolarmente seguita dai tanti giovani che hanno partecipato meravigliati ed affascinati.</p>
<p>«E’ stato bellissimo – scrive Giambattista Pisasale nella pagina Facebook dedicata al parco e conclude, travolgendo di curiosità i lettori &#8211; possiamo già svelarvi che a primavera <strong>si parlerà di Brigantaggio</strong>, restate con noi».</p>
<p><strong>TANIA CATALANO</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/12/parco-%e2%80%9cgrotta-del-drago-torrente-cava%e2%80%9d-ogni-evento-e-un-successo-assicurato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Profumo di tradizione a Palazzo Modica tra antichi proverbi e creazioni artigianali.</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/12/profumo-di-tradizione-a-palazzo-modica-tra-antichi-proverbi-a-creazioni-artigianali/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/12/profumo-di-tradizione-a-palazzo-modica-tra-antichi-proverbi-a-creazioni-artigianali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 17:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Catalano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22131</guid>
		<description><![CDATA[Sono circa 13.000 i proverbi che caratterizzano la Sicilia, un numero che supera di gran lunga quello delle altre regioni d’Italia i cui proverbi messi insieme ne contano circa 9.500 complessivamente.  Lo affermava Giuseppe Pitrè (Palermo, 1841-1916) studioso di cultura popolare siciliana. Si è conclusa il 27 dicembre la seconda edizione della mostra fotografica “U [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/mostra-detti-e-proverbi-Nania-seconda-edizione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22134" title="mostra detti e proverbi Nania seconda edizione" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/mostra-detti-e-proverbi-Nania-seconda-edizione-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Sono circa 13.000 i proverbi che caratterizzano la Sicilia, un numero che supera di gran lunga quello delle altre regioni d’Italia i cui proverbi messi insieme ne contano circa 9.500 complessivamente.  Lo affermava Giuseppe Pitrè (Palermo, 1841-1916) studioso di cultura popolare siciliana.</p>
<p>Si è conclusa il 27 dicembre la seconda edizione della mostra fotografica “U MUTTU ANTICU NUN SBAGGHIA MAI”, dedicata ai detti e proverbi siciliani curata dalle sorelle Elvira e Lidia Nania in collaborazione con la Pro Loco di Scordia.</p>
<p>«Il popolo siciliano si ritrova oggi una grande quantità di Detti e Proverbi che costituisce un interessante patrimonio culturale ereditato dall’antica saggezza popolare. Nato dalle tradizioni, dagli usi e dai costumi dei nostri antenati, questo copioso bagaglio culturale contiene i consigli più disparati su qualsiasi argomento, adatti ad ogni circostanza di vita – ci dicono le sorelle Nania &#8211; i detti e i proverbi nella loro brevità, nascondono un profondo significato e sono caratterizzati da una nota ironica ed umoristica, spesso ritmata. Sono piccole verità dalle quali, ancora oggi, è possibile trarre un insegnamento morale».</p>
<p>In questa seconda edizione della mostra vengono rappresentati altri proverbi tra i più popolari, attraverso nuove immagini fotografiche aggiunte a quelle esibite durante la  prima edizione (esibita dal 17 al 24 settembre scorso).  Ad ogni testo dialettale è stata associata un’immagine fotografica che attraverso una metafora, vuole trasmettere un messaggio, lo stesso messaggio etico contenuto nel testo.</p>
<p>«Alcune fotografie esibite appartengono all’album di famiglia e sono state realizzate personalmente dai componenti della stessa durante interessanti tour culturali in diversi luoghi di regioni italiane e straniere – sottolinea Lidia &#8211; l’obiettivo principale della nostra mostra  è quello di rivalutare questo antico patrimonio culturale ricco di saggezza e favorirne la fruizione pubblica nonché promuoverne la conoscenza alle nuove generazioni che ne disconoscano l’importanza».</p>
<p>«Vogliamo ringraziare il sindaco di Scordia Angelo Agnello, il nuovo assessore alla cultura, Giusi Pernice e i molti insegnanti che hanno apprezzato la nostra idea sostenendo che quello dei &#8220;Detti e Proverbi Siciliani&#8221; è un progetto molto interessante da sviluppare ulteriormente affinché non si perdano le tracce di questo significativo patrimonio culturale e portarlo alla luce anche alle nuove generazioni – crediamo di poter raggiungere un maggior numero di foto accostate ad altri proverbi, sarà possibile raggiungere 80 &#8211; 100 immagini». Ha concluso Elvira con grande entusiasmo.</p>
<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/mostra-antiche-passioni-Carmelo-Scalone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22135" title="mostra antiche passioni Carmelo Scalone" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/mostra-antiche-passioni-Carmelo-Scalone-300x225.jpg" alt="" width="228" height="171" /></a>Negli stessi giorni palazzo Modica ha visto la contemporanea esposizione della mostra artigianale &#8220;Antiche Passioni&#8221; costituita dalle opere artigianali create dal signor Carmelo Scalone che hanno suscitato grande interesse. Molto apprezzate soprattutto le cornucopie in vimini ma anche le consolle e le ceste, davvero caratteristiche, che possiamo apprezzare nella foto.</p>
<p><strong>Tania Catalano </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/12/profumo-di-tradizione-a-palazzo-modica-tra-antichi-proverbi-a-creazioni-artigianali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Santo Stefano: escursione al Parco cava</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/12/santo-stefano-escursione-al-parco-cava/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/12/santo-stefano-escursione-al-parco-cava/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 08:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Catalano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=21986</guid>
		<description><![CDATA[Tre le parole in dialetto, “rrùmpiri, rifùnniri, siminàri”, che richiamano la lavorazione del grano e che sono riportate nella locandina promotrice della nuova e imminente escursione al Parco Suburbano Grotta del Drago &#8211; Torrente Cava. E ancora: “Attrezzi e vocabolario nella cultura del grano” per riscoprire e non dimenticare la nostra identità culturale.  Un titolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong>Tre le parole in dialetto, <strong>“rrùmpiri, rifùnniri, siminàri”,</strong> che richiamano la lavorazione del grano e che sono riportate nella locandina promotrice della nuova e imminente escursione al Parco Suburbano Grotta del Drago &#8211; Torrente Cava.</p>
<p>E ancora: <strong>“Attrezzi e vocabolario nella cultura del grano”</strong> per riscoprire e non dimenticare la nostra identità culturale.  Un titolo che in poche righe spiega il senso e il fine per il quale è nato un comitato,  per far rivivere questa parte del nostro territorio.</p>
<p>A un anno dalla prima escursione si ripete, con crescente entusiasmo, l’esperienza di un “Natale al parco”, più precisamente un’escursione nelle zone B e C del parco: Canalicchio &#8211; Sorgiva e Grotta del Drago, organizzata dai membri del comitato pro parco per il giorno di Santo Stefano, 26 Dicembre 2011.</p>
<p>Un programma ricco di sorprese tinte di verde e di tradizione. La dimostrazione dal vivo del cavallo che tira l’aratro (u cavaḍḍu spaia e-mpaia  ccu ll’araṭṛu), la produzione di ricotta dal vivo, secondo metodi tradizionali, il pranzo a sacco, l’escursione alla Grotta del Drago. E per coloro che vogliono immergersi nella natura tutto il giorno, è prevista un’escursione per l’intera giornata (condizioni meteo permettendo).</p>
<p>«Quel giorno sarà possibile disporre anche della toilette grazie alla cortesia della signora Ferrante che gentilmente metterà a disposizione degli escursionisti il proprio bagno – afferma Alessio Gavini, membro attivo del comitato – ci sono persone come Pippo Li Volti, Maria Germanà, il prof. Nuccio Gambera, Giambattista Pisasale e tanti altri che mettono l’anima lavorando al parco. Noi crediamo in questo progetto e lo porteremo avanti fino in fondo – e conclude dicendo &#8211; vorrei si sapesse anche che grazie alla segnalazione alla Sovraintendenza fatta dall’archeologa Laura Sapuppo, è stato convocato il funzionario dell’ufficio tecnico (area urbanistica), Ennio Cristaudo, affinché l’area archeologica, attualmente circoscritta alla Grotta del Drago, venga ampliata partendo dalla zona nei pressi del cimitero fino a ‘Urgu tintu».</p>
<p>Alessio Gavini ci racconta anche di aver scoperto, insieme agli altri membri,  un pavimento di terracotta nel vecchio casolare in contrada Montagna che, grazie al certosino lavoro dei volontari impegnati nella rinascita di questi luoghi, è stato ulteriormente “riportato in vita” pur mantenendone il naturale stato di conservazione dovuto al tempo trascorso.</p>
<p>«Da più di un anno fervono le attività attorno alla sorgente naturale del Canalicchio, la località in contrada Montagna collegata a quella di ‘Urgu tintu, Grotta del Drago e Cava – scrive il Prof. Nuccio Gambera nel bollettino “Eta, saggi e documenti” ultima edizione edita dal museo Mario de Mauro di Scordia – da quando l’intenzione appassionata di arrestarne il degrado e di recuperarne la fruibilità sicura per le future generazioni, ha portato un gruppo di volontari a scommettersi nella loro attenta esplorazione, emergono quasi quotidianamente nuovi elementi…».</p>
<p>Novità che forse non finiranno mai di stupirci, perché la grandezza del parco non sta solo nelle sue dimensioni territoriali, ma anche nelle potenzialità didattiche di luoghi che appartengono al nostro patrimonio culturale.</p>
<p>«Invitate i vostri amici per una festa al parco in allegria» &#8211; si legge sulla pagina Facebook dedicata al Parco Suburbano &#8220;Grotta del Drago &#8211; Torrente Cava&#8221;, Scordia (CT), e noi vogliamo aggiungere che questa è la possibilità che ognuno di noi ha per “vivere” un nuovo capitolo della storia del parco che sta nascendo.</p>
<p>E ancora, sempre sulla pagina del parco troviamo un estratto da un intervento del Papa Benedetto XVI, importante spunto per il confronto e la crescita: «Quando nel nostro rapporto con la realtà c’è qualcosa che non va, allora dobbiamo tutti riflettere seriamente sull’insieme e tutti siamo rinviati alla questione circa i fondamenti della nostra stessa cultura. Mi sia concesso di soffermarmi ancora un momento su questo punto. L’importanza dell’ecologia è ormai indiscussa. Dobbiamo ascoltare il linguaggio della natura e rispondervi coerentemente»</p>
<p>Giambattista Pisasale, che aiuta a coordinare le attività, ci parla con entusiasmo: «abbiamo trasformato un’utopia, un sogno in una idea e poi in un progetto concreto, le chiavi di lettura sono molteplici, tra le quali penso con molta modestia che, parlando di rischio idrogeologico, investire oggi un euro in prevenzione significa risparmiare domani, e quello che risparmi domani non ha la stessa unità di misura, perché la vita non si misura in euro &#8211; e continua dicendo  &#8211; investire in questa direzione vuol dire anche creare lavoro e lavorare mettendo l’Uomo al centro delle priorità, al centro dell’agenda politica. Spero che parlare di rispetto della natura, di valorizzazione del proprio territorio possa fungere da volano per stimolare la sensibilità della nostra comunità verso un tema così importante, la prevenzione, che i fatti recenti del messinese e i repentini cambiamenti climatici hanno portato alla ribalta»</p>
<p>E Giambattista conclude con un ulteriore pensiero che spinge alla riflessione: «Tutti nella vita abbiamo bisogno di un nemico per accendere le nostre passioni, c’è chi da destra lo vede a sinistra, chi da nord lo vede a sud, chi da sud lo vede sempre a sud, chi ce l’ha accanto tutti i giorni sul posto di lavoro, o al bar, o entrambi; noi ci siamo scelti i nostri di nemici, che si chiamano incuria, degrado, abbandono, dimenticanza e memoria corta; e poi un popolo, una comunità se non ha una Identità radicata, che riesca a trasformare il luogo in cui abiti nel territorio in cui vivi, non può seguire un percorso di crescita forte e coerente: anche questa è la nostra battaglia ed è così che scegliamo i nostri alleati. Se volete essere dei nostri, venite a condividere un po’ di tempo con noi. Fatelo per voi».</p>
<p>Il comitato sta lavorando anche ad una suddivisione logica in zone del parco, A) Urgu Tintu, B) Canalicchio &#8211; Sorgiva, C) Grotta del Drago, D) Pianura cimitero, E) Cava, F) Costa, oltre al disegno dei sentieri e tantissime altre attività.</p>
<p>Cogliamo l’occasione per invitarvi a visitare il Museo e archivio storico Mario de Mauro e a ritirare gratuitamente “Eta, saggi e documenti” le cui pagine costituiscono la cronaca documentata delle attività svolte all’interno del parco cava e per il parco cava dal 26 dicembre 2010 fino ad oggi.</p>
<p><strong>TANIA CATALANO</strong></p>
<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/LocandinaNataleAlParco2011-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21990" title="LocandinaNataleAlParco2011-1" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/LocandinaNataleAlParco2011-1.jpg" alt="" width="573" height="804" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/12/santo-stefano-escursione-al-parco-cava/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli auguri in poesia di Nellina La Rocca</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/12/gli-auguri-in-poesia-di-nellina-la-rocca/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/12/gli-auguri-in-poesia-di-nellina-la-rocca/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 09:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22063</guid>
		<description><![CDATA[Poetessa per caso, la signora Nellina La Rocca Isidoro è molto conosciuta e apprezzata nella sua Militello. La sua casa in via Arco Reina è una sorta di museo etno antropologico ed è sempre molto ospitale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poetessa per caso, la signora Nellina La Rocca Isidoro è molto conosciuta e apprezzata nella sua Militello. La sua casa in via Arco Reina è una sorta di museo etno antropologico ed è sempre molto ospitale.</p>
<p><object width="400" height="290" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=34117190&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed width="400" height="290" type="application/x-shockwave-flash" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=34117190&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/12/gli-auguri-in-poesia-di-nellina-la-rocca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Natale alla ludoteca</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/12/natale-alla-ludoteca/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/12/natale-alla-ludoteca/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 06:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22059</guid>
		<description><![CDATA[Giorno 20 dicembre all’interno del centro polivalente di via San Giuseppe in occasione del Mercatino di Natale organizzato dai bambini della ludoteca si è svolto lo spettacolo natalizio del centro di aggregazione giovanile, curato dalla cooperativa sociale “I Girasoli”. Il centro di aggregazione giovanile è già attivo dal mese di ottobre; al suo interno, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/Natale-2011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22060" title="Natale 2011" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/Natale-2011-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a>Giorno 20 dicembre all’interno del centro polivalente di via San Giuseppe in occasione del Mercatino di Natale organizzato dai bambini della ludoteca si è svolto lo spettacolo natalizio del centro di aggregazione giovanile, curato dalla cooperativa sociale “I Girasoli”.</p>
<p>Il centro di aggregazione giovanile è già attivo dal mese di ottobre; al suo interno, per tre giorni alla settimana, giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni si riuniscono per svolgere attività creative e ricreative riguardanti la musica, il canto, la danza e la pittura.<br />
Proprio questi giovani sono stati l’anima dello spettacolo di Natale. Grande atmosfera di festa e di gioia tra canti natalizi e non, con un sottofondo musicale dolce e intimo tra note di pianoforte (Ylenia Sciacca) e di violino (Vincenzo Di Silvestro). Tutti i presenti hanno avvertito la grande emozione dei ragazzi, molti dei quali non si erano mai esibiti cantando davanti ad un pubblico; ma a far da padrone è stato il sentimento di grande amicizia che in questi mesi è nato fra i ragazzi, un sentimento puro e semplice fatto di abbracci e sorrisi, uno spirito di condivisione che proprio i ragazzi hanno voluto trasmettere a fine spettacolo accendendo delle fiaccole  e unendole in un unico scintillio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/12/natale-alla-ludoteca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli auguri e i propositi dell&#8217;Archeoclub di Militello</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/12/gli-auguri-e-i-propositi-dellarcheoclub-di-militello/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/12/gli-auguri-e-i-propositi-dellarcheoclub-di-militello/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 09:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=22020</guid>
		<description><![CDATA[Intervista con il presidente dell&#8217;Archeoclub di Militello, prof. Orazio Di Natale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista con il presidente dell&#8217;Archeoclub di Militello, prof. Orazio Di Natale.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VnLHosDJcWc" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/12/gli-auguri-e-i-propositi-dellarcheoclub-di-militello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Salvo Basso il più grande dei poeti morenti</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/12/salvo-basso-il-piu-grande-dei-poeti-morenti/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/12/salvo-basso-il-piu-grande-dei-poeti-morenti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 19:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=21785</guid>
		<description><![CDATA[“Il più grande dei poeti morenti. Analisi della poesia di Salvo Basso” da tesi che la giovane scordiense Liliana Puccia, iscritta in lettere moderne, ha discusso nel corso della laurea a libro il passo è stato breve. La presentazione ufficiale è avvenuta a Palazzo Modica alla presenza del Prof. Giovanni Pennisi, uno dei massimi artefici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il più grande dei poeti morenti. Analisi della poesia di Salvo Basso” da tesi che la giovane scordiense Liliana Puccia, iscritta in lettere moderne, ha discusso nel corso della laurea a libro il passo è stato breve. La presentazione ufficiale è avvenuta a Palazzo Modica alla presenza del Prof. Giovanni Pennisi, uno dei massimi artefici del premio letterario, dell&#8217;assessore alla cultura, Giuseppina Pernice e del sindaco Angelo Agnello.</p>
<p>Intervista a Liliana Puccia<br />
<object width="600" height="338" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=33543851&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed width="600" height="338" type="application/x-shockwave-flash" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=33543851&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>Intanto il comune ha pubblicato il bando per la 10^ edizione del Premio Letterario Nazionale dedicato alla memoria di Salvo Basso <a href="http://www.comune.scordia.ct.it/New/pagine%20new/10_Premio_SalvoBasso.pdf">(leggi)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/12/salvo-basso-il-piu-grande-dei-poeti-morenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sebastiano Ministeri e la moglie segretaria</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/12/sebastiano-ministeri-e-la-moglie-segretaria/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/12/sebastiano-ministeri-e-la-moglie-segretaria/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 07:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=21550</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;artista scordiense torna sul palco con la sua opera inedita in due atti, la moglie segretaria che andrà in scena nel prossimo fine settimana presso l&#8217;aula magna del liceo scientifico Ettore Majorana di Scordia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;artista scordiense torna sul palco con la sua opera inedita in due atti, la moglie segretaria che andrà in scena nel prossimo fine settimana presso l&#8217;aula magna del liceo scientifico Ettore Majorana di Scordia.</p>
<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/relazione_autore.jpg"><img class="size-full wp-image-21553 alignnone" title="relazione_autore" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/relazione_autore.jpg" alt="" width="553" height="692" /></a><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/Manifesto_La_moglie_Segretaria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21551" title="Manifesto_La_moglie_Segretaria" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/12/Manifesto_La_moglie_Segretaria.jpg" alt="" width="551" height="886" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/12/sebastiano-ministeri-e-la-moglie-segretaria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cava e Grotta del Drago: uno scrigno di meraviglie.</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/11/cava-e-grotta-del-drago-uno-scrigno-di-meraviglie/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/11/cava-e-grotta-del-drago-uno-scrigno-di-meraviglie/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 11:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=21378</guid>
		<description><![CDATA[Ancora una volta il Parco Cava-Grotta del Drago ha offerto ricche occasioni di studio e riflessione. Stiamo parlando della particolare geomorfologia dell’area, che presenta tratti di notevole interesse. La zona in esame è la stessa di cui avevamo parlato in altra occasione, cioè quella ricadente nella parte più elevata che sovrasta la gola dell’ Urgu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/11/GEOLOjpg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21379" title="GEOLOjpg" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/11/GEOLOjpg-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ancora una volta il Parco Cava-Grotta del Drago ha offerto ricche occasioni di studio e riflessione.<br />
Stiamo parlando della particolare geomorfologia dell’area, che presenta tratti di notevole interesse. La zona in esame è la stessa di cui avevamo parlato in altra occasione, cioè quella ricadente nella parte più elevata che sovrasta la gola dell’ Urgu tintu e include le cosiddette Case Mangano.<br />
Le antichissime vulcaniti che compongono l’anima del costone roccioso sono ricoperte da un cospicuo manto di calcare che ha subito una diagenesi differenziata: in alcuni strati la compattazione è avvenuta per via clastico-biochimica ; per via chimica in altri. Questo, come si può intuire, ha determinato un diverso grado di “friabilità” e solvibilità degli apparati esposti agli agenti erosivi , nonché una diversa risposta all’attività antropica.<br />
Esaminando i pendii della valle si noterà come le pareti meno esposte, nel caso tipico dei numerosi ambienti ingrottati, mostrino una colorazione tendente al giallo/ocra, rispetto a quelle esterne, apparentemente ricoperte da una patina bianco-grigiastra.<br />
Il blocco che ospita la Grotta del Drago ne è un esempio emblematico.<br />
La sezione inferiore, quella dove si trovano le aperture principali, per intenderci, è in prevalenza composta dal calcare che, per comodità di sintesi e comprensione, chiameremmo “tufaceo”, tendente ai toni del miele e assai duttile alla lavorazione, quasi sabbioso al tatto. Quella superiore, invece, dove si trovano l’occhio e la tomba recentemente venuta alla luce, mostra un aspetto più “chimico”, con una colorazione tendente al bianco-grigio e una maggiore consistenza. E’ probabile però che un crollo abbia interessato le parti più esterne degli ingressi, evento comunque riscontrabile in quasi tutta la vallata (e della quale abbiamo accennato tempo fa), e che queste, quindi, non differissero di molto da quelle soprastanti.<br />
Tornando al plateau in argomento, ci si rende conto di come il terreno si presenti quasi suddiviso in due tipologie morfologiche principali. Piattaforme che offrono un agevole camminamento, in cui le lastre calcaree sembrano levigate e livellate, si alternano ad altre assai più irregolari, molto corrugate e quasi martoriate da numerosissime incisioni variamente dimensionate. Evidentemente il deposito carbonatico ha reagito alle sollecitazioni esterne in modo differenziato. Per sua natura o per la diversa natura delle alterazioni subite.<br />
Proprio nelle aree interessate dal corrugamento, si sono notate delle formazioni assai particolari e spettacolari.<br />
Attraversando tramite un comodo sentiero, sistemato dai volontari del Parco, l’alveo prosciugato di un vecchio affluente del Cava si giunge in una zona assai particolare, ricca di una peculiare caratteristica geologica.<br />
Qui alcune creste affioranti presentano delle impressionanti striature parallele che sembrano seguire una precisa direzione e pendenza (est-ovest). Tutt’intorno ma su un piano più livellato, altre serie delle stesse con profondità più modeste ma sempre direzionate allo stesso verso.<br />
Potrebbe trattarsi senz’altro di semplici esiti dell’erosione meteorica, dovuta ad agenti atmosferici (e all’acqua piovana in primis), per cui potremmo ipotizzare di trovarci davanti ad uno dei cosiddetti “campi carreggiati”, cioè una spianata di calcare incisa da solchi che sembrano richiamare i segni lasciati dal passaggio di un carretto.<br />
Tuttavia altre correnti di pensiero prendono in considerazione scenari diversi, non disdegnando di tirare in ballo l’azione di flussi glaciali o post-glaciali (allo stato assai improbabili) i quali, d’altro canto, aprirebbero una vasta serie di complessi interrogativi che, al momento, preferiamo tralasciare. Torniamo, quindi, al plateau di partenza.<br />
Con una certa frequenza si riscontrano affioramenti interessati da erosione dovuta sia a cause naturali che artificiali. Alcune sporgenze, infatti, sviluppate prevalentemente per via orizzontale, mostrano differenti esiti di sfaldamento sui lati opposti apparendo, da una parte, appositamente tagliate o rastremate, alla stregua di grossolane canalizzazioni o ripartizioni di spazi. Ove non fossero comprovate cause naturali, è plausibile che queste siano da imputare ad antiche utilizzazioni idrauliche, essendo la zona tuttora ricca di acqua che filtra e scaturisce da alcune fessurazioni nelle rocce, come fa notare Alessio Gavini, anima irrefrenabile del comitato. Non per niente una parte prese il nome di “Canalicchio” e sino a tempi recenti è stata meta di tanti abitanti del paese per i propri rifornimenti del prezioso liquido.<br />
Ancora più interessante si rende il discorso quando alcuni addetti ai lavori parlano di presenza marina nella zona, cosa che ci riferisce il solerte Pippo Li Volti, in epoche successive allo “spegnimento” e al susseguente innalzamento di quella che un tempo era un’attivissima dorsale vulcanica sottomarina, la quale, parecchi millenni fa, doveva addirittura presentarsi come un ricchissimo arcipelago d’isole coralline (le Maldive, al cospetto, sarebbero sembrate ben poca cosa!).<br />
I numerosi fossili presenti nelle rocce, tra l’altro, fornirebbero preziosi indizi per giungere ad un’attendibile datazione del deposito calcareo!<br />
Tuttavia per avere un quadro più esaustivo e formulare quindi ipotesi più concrete bisognerebbe disporre di una visione molto chiara delle emergenze rocciose, possibilmente ripulita dai sottili strati di terriccio che le ricoprono quasi interamente.<br />
Ci sembra opportuno allora rivolgere già da queste pagine l’invito a rispondere numerosi alle prossime “chiamate generali” del comitato Parco Cava-Grotta del Drago, volte proprio alla valorizzazione e alla tutela di un territorio che si mostra, ad ogni visita, ricco di affascinanti sorprese. L’augurio è che, un giorno, esso possa diventare una sorta di laboratorio interdisciplinare permanente a cielo aperto, in grado di coadiuvare la scienza nel fare luce sui remoti e portentosi fenomeni che hanno modellato incessantemente l’area nei millenni, restituendoci l’attuale scrigno di meraviglie naturali e artificiali.</p>
<p><strong>GINO CALLERI</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/11/cava-e-grotta-del-drago-uno-scrigno-di-meraviglie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Da oggi &#8220;Vita Nostra&#8221;, il giornalino di S. Domenico Savio</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/11/da-oggi-vita-nostra-il-giornalino-di-s-domenico-savio/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/11/da-oggi-vita-nostra-il-giornalino-di-s-domenico-savio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 16:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Amato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=20973</guid>
		<description><![CDATA[E’ stato inaugurato e presentato domenica 13 novembre, durante la S. Messa, il nuovo giornalino informativo parrocchiale della Comunità di S. Domenico Savio, che è stato intitolato “Vita Nostra”. E’ stato scelto questo titolo, poiché l’obbiettivo dell’informativo mira ad uno spirito missionario della Comunità, la cui vita dipende anche da noi ed è, quindi, nostra, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/11/logo-giornalino1.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-20975" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/11/logo-giornalino1.gif" alt="" width="469" height="140" /></a><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/11/logo-giornalino.gif"><br />
</a>E’ stato inaugurato e presentato domenica 13 novembre, durante la S. Messa, il nuovo giornalino informativo parrocchiale della Comunità di S. Domenico Savio, che è stato intitolato “Vita Nostra”. E’ stato scelto questo titolo, poiché l’obbiettivo dell’informativo mira ad uno spirito missionario della Comunità, la cui vita dipende anche da noi ed è, quindi, nostra, che deve riuscire sempre più ad accogliere i suoi figli dispersi sulla terra, soprattutto quelli indecisi, che non riescono ad accogliere la luce di Cristo nei loro cuori. Proprio per questo il giornalino sarà distribuito porta a porta tra i residenti della Parrocchia, oltre che online sul <a href="http://www.sandomenicoscordia.it/giornalino/giornalino.htm" target="_blank">sito della Comunità</a>, su questo sito e in maniera cartacea direttamente in parrocchia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>LA REDAZIONE DI VITA NOSTRA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="giornalino 1" href="http://www.sandomenicoscordia.it/giornalino/n1.pdf" target="_blank">Leggilo online!</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/11/da-oggi-vita-nostra-il-giornalino-di-s-domenico-savio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il nostro Passato: il nostro Futuro</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/10/il-nostro-passato-il-nostro-futuro/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/10/il-nostro-passato-il-nostro-futuro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 10:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Calleri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=20582</guid>
		<description><![CDATA[Della  storia di Scordia si può tentare una ricostruzione soltanto a cominciare da una determinata epoca, coincidente coi primi secoli del primo millennio d.C. e continuando ad intervalli di tempo sino  alla comparsa del Principe Antonio Branciforte, risalente al 1628. Da quell&#8217;anno in poi  è un filo quasi ininterrotto fino ai nostri tempi. Ma di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/10/colle-san-basilio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20602" title="colle san basilio" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/10/colle-san-basilio-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a><strong>Della  storia di Scordia</strong> si può tentare una ricostruzione soltanto a cominciare da una determinata epoca, coincidente coi primi secoli del primo millennio d.C. e continuando ad intervalli di tempo sino  alla comparsa del Principe Antonio Branciforte, risalente al 1628. Da quell&#8217;anno in poi  è un filo quasi ininterrotto fino ai nostri tempi. Ma di ciò che erano i giorni della nostra terra prima del 1131, epoca in cui compare, fino ad oggi, per la prima volta in un documento ufficiale il toponimo Scordia, non si sa quasi nulla.</p>
<p>In realtà a rendere il quadro un po&#8217; più complicato partecipa anche la questione dei limiti territoriali comunali.  Un decreto borbonico del XIX secolo, consegnò al comune di Scordia gli attuali confini che ne fanno uno dei territori meno estesi del distretto Sud-Simeto, specie se paragonato a quelli dei comuni limitrofi: Militello, Palagonia, Lentini.  Come dire, un vero microbo in cui si riscontra una cospicua densità abitativa, tra le più alte di tutto il calatino.<br />
<strong>Questo ha determinato un fattore</strong> non certo positivo per il luogo: sono parecchi e notevoli, infatti, i siti archeologici che si trovano a pochissima distanza dal centro abitato  ma che non ricadono entro i confini comunali. E molti quelli che, pur ricadendovi, sono scomparsi o sono destinati a sparire sotto una pressione antropica sempre crescente e spesso poco rispettosa.<br />
Chi si accinge, quindi, ad intraprendere un qualsiasi tentativo di ricostruzione storica, o meglio preistorica, dovrebbe basare ogni ragionamento su un semplice postulato:  non tener conto dei confini amministrativi, ma soltanto delle distanze in linea d&#8217;area; forse le uniche che consentono di acquisire dati concreti, non filtrati da fuorvianti limitazioni artificiose, e che permettano di stabilire l&#8217;effettiva “appartenenza” o meno, sociale e culturale,  di un sito  ad una  (o più) comunità!<br />
A meno di 5 km, in linea d’area, ad esempio, si annoverano diverse località interessantissime. Monte S. Basilio (&#8216;u casali), le contrade Castellana e Xirumi, appartenenti a Lentini; le valli del Loddiero, dell&#8217;Oxina, del Carcarone, le contrade Scordia soprana, Linziti, Ambelia e Fildidonna ricadenti su Militello V.C.<br />
Non c&#8217;è dubbio che molte delle aree prima elencate trovano in Scordia il nucleo abitato moderno più vicino. Non sembrerà quindi blasfemia affermare che la storia di quei luoghi possa essere la storia dei nostri luoghi.<br />
Insomma il nostro vicino spazio extracomunale è costellato di svariati siti d&#8217;interesse archeologico. E quello intercomunale?  Pure.<br />
Malgrado si ritenga che in antichità le terre più basse di Scordia (la Scordia Sottana) dovettero essere lande paludose, insalubri ed inospitali, i siti in  C.da Cava, per esempio, o Grotta del Drago, come in C. da Ogliastro inducono quanto meno a dubitarne. Purtroppo di tutto ciò rimangono solo i &#8230;buchi nelle rocce (e non sempre..).<br />
<strong>Possiamo immaginare il  territorio</strong>, intorno al II° millennio a. C., come una verde vallata, con una vegetazione molto più folta e diversa dall&#8217;attuale nelle zone più elevate, in cui in ogni emergenza rocciosa calcarea veniva ricavato un villaggio, più o meno esteso, con  relativa necropoli. Si delineano così alla mente vari  scenari: la Valle del torrente Cava, dalla  portata molto più cospicua dell&#8217;attuale, con le pareti tufacee brulicanti di vita, dai piedi della Montagna sino all&#8217;attuale Ponte della ferrovia (“u tri ponti &#8216;i Puddicinu). Lo stesso dicasi per la Valle del Loddiero del Carcarone e delle coste della Montagna.</p>
<p>Tutt&#8217;intorno, a pochi chilometri,  altri siti e  nuclei abitativi forse in strettissima correlazione socioeconomica tra loro e col resto dei territori circostanti  Immaginiamo intensi scambi commerciali di pregiati manufatti in terracotta, rame , bronzo e pure in  metalli preziosi che avvenivano anche  per via fluviale, immaginiamo contatti tra varie culture o facies culturali, situate più lontano, tra le alture degli Erei o degli Iblei.<br />
Proviamo poi ad azzardare un contatto con genti italiche, provenienti dalle Eolie, che in questo enorme comprensorio trovano il luogo ideale per formare un potente e mitico  regno: forse la Xuthìa (nel nome non ricorda Scordia?) già citata da Diodoro Siculo nel I° secolo dopo Cristo.</p>
<p>Torniamo quindi all&#8217;ipotesi di partenza. Ci chiediamo: è possibile fare tesoro di quanto in termini storici e culturali ci circonda? Prendo spunto da un interessante dibattito svoltosi a Militello il 29 gennaio scorso, che ha visto confrontarsi forze politiche e cittadini avente per tema le prospettive socio-economiche del territorio. Ebbene, è chiaramente emerso come uno dei settori cardine attraverso cui rilanciare le sorti del comprensorio sia proprio quello della valorizzazione dei beni culturali, paesistici e architettonici.</p>
<p>Confortati da questo proviamo ancora una volta a scardinare le serrate porte della fantasia e cerchiamo delle ipotesi d’intervento, quant&#8217; anche  suggestive ma non improbabili.<br />
Ci piace quindi immaginare l&#8217;istituzione di un museo archeologico, ricco dei reperti provenienti dai numerosi siti scavati e/o da indagare a fondo, in cui addetti appassionati e capaci possano formarsi e trovare lavoro.<br />
Ci piace immaginare il ritorno della Corazza del Duce Ignoto e dei tantissimi e preziosi reperti custoditi in lontane sedi museali, che possono creare una forte attrattiva per un turismo interessato.<br />
Ci piace immaginare la bonifica della Cava/ Grotta del Drago e del basso corso del Loddiero, la ricostruzione ambientale dei siti in loco e la loro fruizione tramite incantevoli ed attrezzati percorsi naturalistici, teatro di suggestive e divertenti iniziative collaterali di promozione. Finanche l&#8217;istituzione di un Parco o di un complesso interattivo di Parchi.<br />
Pensiamo ad un itinerario turistico strutturato con collegamenti efficienti verso i più bei siti dei dintorni (Fildidonna, S. Basilio, Castellana, Oxini, Xirumi, Carcarone, etc.) da raggiungere finanche a piedi, dotati di aree attrezzate per la sosta, il ristoro e la fruizione.<br />
Pensiamo alla realizzazione di un vasto   Parco/Distretto archeologico/naturalistico chiamato “Suntelèia” (o altro)  che abbracci i territori in cui si svolsero le gesta del condottiero siculo Ducezio: Palagonia, Mineo, Scordia, Militello, Ramacca. E lo stesso possente impatto potrebbe avere anche un altro eventuale Parco archeologico avente come tema principale il mitico regno di Xutho, tramandatoci da Diodoro Siculo, che si snoderebbe per tutta la valle del Margi sino a lambire Lentini e le falde dell’Etna, avente nell’altura di S. Basilio uno degli snodi nevralgici.</p>
<p>Ognuno, adesso, fantastichi ciò che vuole. Si renderà conto che le potenzialità sarebbero enormi. Come enormi si presenterebbero i problemi per attuare, anche in parte questi scenari.<br />
Occorreranno dirigenti seri, onesti, capaci e illuminati.<br />
Occorreranno cittadini dello stesso livello.<br />
Ci vorrà tanta buona volontà al servizio di audaci ed innovative  idee.<br />
E’una grandiosa sfida creativa.<br />
Ma ci piace pensare che ci sarà qualcuno pronto a raccoglierla.<br />
Perché tutto ciò che è pensabile, quasi sempre, è fattibile!</p>
<p><strong>GINO CALLERI</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/10/il-nostro-passato-il-nostro-futuro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viaggio recente al Parco Cava e Grotta del Drago</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/10/viaggio-recente-al-parco-cava-e-grotta-del-drago/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/10/viaggio-recente-al-parco-cava-e-grotta-del-drago/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 19:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Calleri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=20023</guid>
		<description><![CDATA[L’esplorazione del territorio, riserba sempre delle interessanti sorprese. Qualche settimana fa ci siamo recati, insieme ai validi e generosi volontari del comitato promotore a Scordia alta, in un lembo di terra inserito nel costituendo Parco Cava-Grotta Drago, per constatare personalmente alcuni elementi di curiosità, presenti nella zona. L’area in esame sovrasta, sul lato che da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/10/grotta-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20041" title="grotta 1" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/10/grotta-1-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>L’esplorazione del territorio, riserba sempre delle interessanti sorprese.<br />
Qualche settimana fa ci siamo recati, insieme ai validi e generosi volontari del comitato promotore a Scordia alta, in un lembo di terra inserito nel costituendo Parco Cava-Grotta Drago, per constatare personalmente alcuni elementi di curiosità, presenti nella zona.<br />
L’area in esame sovrasta, sul lato che da a mezzogiorno, una buona parte del corso del torrente Cava, sul quale offre una vista spettacolare e suggestiva.<br />
La posizione elevata, l’indubbia presenza di acqua e lo spirare quasi costante della brezza  hanno sicuramente attirato da sempre l’attenzione umana, che qui ha lasciato diverse e cospicue testimonianze.<br />
Sul piccolo tavolato compreso tra le rupi, in una leggera pendenza, s’erge il rudere di un antico casolare, probabilmente riferibile all’inizio del secolo scorso, in cui sono riscontrabili degli elementi assai peculiari: una pregevole cucina a parete, un’elegante base per un albero, un piccolo  abbeveratoio in tufo.<br />
Accanto alla struttura, appena qualche decina di metri dal prospetto principale, uno spiazzo  delimitato da un bassissimo perimetro rettangolare in pietra:  probabilmente vi si operava  la separazione del grano.<br />
Tutto intorno si estende una superficie calcarea che offre, a tratti, un comodo camminamento. Qui, specie in prossimità dei bordi del tavolato, si notano delle piccole cavità di indubbia origine artificiale. Alcune di forma squadrata, altre dal perimetro quasi circolare. In qualche caso si riscontrano delle scalfitture che vi si dipartono, sottili e poco pronunciate, simili a canalette  di scorrimento.<br />
Spostandoci verso est, il terreno si fa un po’ più “rugoso” e tra i ciuffi d’erba affiorano parecchie creste calcaree irregolari, erose  dall’acqua piovana. Un’attenta osservazione però mostra che un’altra teoria di creste ha un andamento assai più regolare e sembra suddividere il terreno discendente in una serie di compartimenti, come se si trattasse di delimitazioni proporzionalmente dimensionate.<br />
In realtà le creste sembrano sporgere per non più di una trentina di centimetri dal suolo ma quasi  tutte presentano, all’apice, delle scanalature orizzontali, sempre a guisa di canalette di scorrimento o di guide per sottili superfici. Si potrebbe pure pensare agli esiti di erosione d’acqua ma la cosa insospettisce molto quando, ad un certo punto, queste sembrano intersecarsi tra loro, alla stregua di un incrocio ben definito! Possibile che siano scherzi di un’estrosa opera naturale?<br />
Ci chiediamo: a che cosa potevano servire?<br />
Delimitavano spartani ambienti o ancora per l’accumulo e l’utilizzo d’acqua piovana?<br />
In effetti, spostandoci leggermente  scorgiamo, a poca distanza, una specie d’invaso che sembra la naturale area di raccolta delle strutture prima citate. L’invaso, appena percepibile a causa della vegetazione, ha un andamento che segue la naturale pendenza del terreno. Forse era un modo per convogliare le acque verso il cosiddetto “canalicchio”, ove fa bella mostra di sé una  fontana incastonata in scenografici speroni rocciosi. Ma è davvero così? Bisognerebbe dedurne che la principale preoccupazione delle genti che si stanziarono in zona era l’utilizzazione  delle acque. Ma di chi poteva trattarsi?<br />
Come detto prima, le pareti che ripidamente scendono sul fondo valle del torrente Cava (a N/O) e di un suo affluente (a S/E) mostrano chiari segni di antichissime utilizzazioni. Analogamente a come accadde in molte altre zone del comprensorio è probabile che antri arcaici siano stati riutilizzati sino all’epoca bizantina e  altomedievale.</p>
<p>Tuttavia le quote in cui si scorgono tali siti, lasciano desumere che, in altre epoche, il livello del torrente doveva trovarsi molto più in alto. Ricordiamo, infatti, che ancora sino alla prima metà del secolo scorso, le sue acque, non ancora inquinate da scarichi moderni, venivano utilizzate come lavatoio pubblico da gran parte dei cittadini scordiensi.<br />
Appena di qualche settimana fa è la scoperta, favorita da un incendio scoppiato nella zona, di una serie di tombe arcaiche e preistoriche nell’area dell’ occhio del drago. L’archeologia ufficiale, sinora, ha riferito il sito al periodo bizantino-altomedievale ma, alla luce delle nuove acquisizioni, occorrerà spostare indietro la datazione di qualche millennio, almeno sino all’Età del Bronzo.<br />
Ci affidiamo ad un auspicabile tempestivo esito dell’indagine archeologica per saperne di più.<br />
Procedendo verso la parte più bassa dello sperone (interessante e curiosa è l’osservazione della zona dall’altro, che restituisce le sembianze della parte superiore di un enorme rospo), s’incontra una struttura semicircolare di cospicue dimensioni. Difficile stabilire se di origine arcaica o se realizzata in momenti più recenti, con materiali “riciclati” presenti in loco.<br />
Tutt’intorno un articolato sistema di brani calcarei sembra scandire vari spazi, a volte in modo non organizzato per cui ancora una volta sospendiamo il giudizio in attesa di dati pregnanti.<br />
Ritornando verso le aree più elevate, scorgiamo diversi tratti di basse mura a secco, che  delimitano superfici offerenti un più comodo camminamento. Ovunque  fori nella roccia, sia di origine erosiva che artificiale.<br />
La somma di queste osservazioni ci porta ad immaginare (e non possiamo fare diversamente, in attesa delle sentenze archeologiche) l’ipotetica fioritura di uno  o più villaggi preistorici, anche di una certa rilevanza, che controllavano gran parte del corso del torrente Cava e del suo affluente; la cui continuità, però, dovette essere messa a dura prova, almeno in qualche occasione.<br />
Ovunque  ed in modo evidente appaiono, infatti,  i segni di violente devastazioni.</p>
<p>Caverne smembrate le cui volte giacciono sui pendii, numerosi lastroni calcarei che sembrano accalcarsi sino al fondovalle,  tracce di frane e smottamenti del terreno.<br />
Cosa può essere accaduto? E quando?<br />
E’ probabile che un cataclisma abbia sconvolto la zona in quanto a perdita d’occhio si  possono notare testimonianze di distruzioni che hanno interessato interi e numerosi siti di antica origine.<br />
Forse si saranno verificati uno o più terremoti di forza inaudita, che avranno stravolto l’area col distaccamento in più punti degli stessi costoni  calcarei, spezzati da sollecitazioni violentissime, tanto da poter modificare in parte la stessa morfologia della zona.<br />
A meno che la causa della catastrofe non sia …piovuta dall’alto!<br />
In questo caso al fianco di ipotesi assai suggestive ma forse poco probabili (tipo la caduta di un meteorite, del quale si dovrebbe però scoprire “l’orma”), si aprirebbero altri scenari, forse non meno romanzabili ma tristemente più recenti che, al momento, tralasciamo.<br />
Speriamo allora che vengano trovati a breve, e con giusto spirito collaborativo, quegli indizi che possano spiegarci, un giorno, cosa e quando è successo: potremmo scrivere emozionanti pagine di un avvincente ed interessante capitolo della nostra storia.<br />
Nell’attesa un sentito ringraziamento per la gentilezza e la preziosa opera dei volontari del parco, nelle persone di Alessio Gavini, Maria Germanà, Nuccio Gambera, Pippo Li Volti.</p>
<p><strong>GINO CALLERI</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/10/viaggio-recente-al-parco-cava-e-grotta-del-drago/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anthem part two. La passione per la musica.</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/09/anthem-part-two-la-passione-per-la-musica/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/09/anthem-part-two-la-passione-per-la-musica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 19:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=19885</guid>
		<description><![CDATA[Intervista con gli Anthem Part Two Guarda l&#8217;intero video  su youtube]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista con gli Anthem Part Two <span id="more-19885"></span><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/yganRHW_0bA" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=aA4BGofF4P8">Guarda l&#8217;intero video  su youtube</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/09/anthem-part-two-la-passione-per-la-musica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>17</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Archeologia a Scordia (Un esperimento?)</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/09/archeologia-a-scordia-un-esperimento/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/09/archeologia-a-scordia-un-esperimento/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 18:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scordia.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=19882</guid>
		<description><![CDATA[Durante gli ormai svariati anni in cui mi occupo, con alterne vicende, del patrimonio culturale della provincia e del nostro territorio si è fatta sempre più presente e pressante, nella mia mente, la domanda sul perché, malgrado le evidenti e talora rilevanti emergenze archeologiche presenti in zona, Scordia occupi un posto quasi marginale nella considerazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante gli ormai svariati anni in cui mi occupo, con alterne vicende, del patrimonio culturale della provincia e del nostro territorio si è fatta sempre più presente e pressante, nella mia mente, la domanda sul perché, malgrado le evidenti e talora rilevanti emergenze archeologiche presenti in zona, Scordia occupi un posto quasi marginale nella considerazione generale. E, mi sento di dire, anche in quella prettamente locale! Come se il percorso storico della nostra comunità rappresentasse in realtà un problema da dimenticare o rimuovere, piuttosto che una risorsa da sfruttare. Eppure, nel raggio di pochi chilometri di distanza, altri centri fanno della loro storia ben altro uso! La vicinissima Militello può vantare la presenza di tre musei aperti al pubblico e di una costante presenza di studiosi e addetti ai lavori che continuamente ne esaminano il territorio e il patrimonio, quasi sempre promuovendone la tutela e il recupero, non mancando di convogliare il frutto del proprio operato in numerose e spesso interessanti pubblicazioni.</p>
<p><strong>A Licodia Eubea e a Ramacca la Soprintendenza di Catania</strong> ha effettuato, durante gli ultimi anni dello scorso secolo, intense campagne di scavo che hanno condotto, tra l’altro, all’istituzione di tre musei che conservano interessantissime e pregevolissime reliquie archeologiche. E qui, a Scordia? Qui il nulla o quasi. Come se secoli e, perché no, millenni di storia fossero stati fagocitati da un misterioso buco nero! Un buco nero che, azzardando un’ipotesi, è anche da individuare in una “storica” ed endemica indifferenza di larga parte dei propri abitanti. Indifferenza che per chissà quale contorta proprietà transitiva, sembra aver contagiato le amministrazioni preposte alla valorizzazione e alla tutela delle emergenze archeologiche. Così può accadere che mentre a Militello si celebri la scoperta di un interessante villaggio preistorico, forse il più antico tra quelli del comprensorio, risalente alle prime fasi dell’età del Rame (circa 3000 a.C.), a Scordia si “festeggi” la costruzione di imponenti complessi domestico-industriali che fieramente sovrastano, quando non devastano del tutto, interi siti potenzialmente interessanti. Del resto cosa si potrebbe rimproverare ad una comunità che ha avuto lungimiranti e luminosi esempi in amministratori che hanno permesso la distruzione di un piccolo gioiello quale l’arena del Principe, col suo magnifico portale, per ergervi, quasi a moderna derisione, un orribile, anonimo e deturpante scatolone di cemento armato tutt’ora chiamato Municipio?</p>
<p><strong>L’unica istituzione pubblica</strong> che ostinatamente continua ad occuparsi dei trascorsi della nostra comunità, per evitarne un sicuro oblio, è il Museo Civico e Archivio Storico “De Mauro” ma, per sua natura e vocazione, esso si occupa prevalentemente di aspetti sociali ed etno-antropologici, sebbene l’archeologia, all’occasione, trovi sempre ampio spazio e disponibilità nelle proprie attività e pubblicazioni. La speranza è che quanto prima venga messo nelle condizioni di poter allestire una vera e propria sezione archeologica. Volendo vestire i panni del famoso avvocato del diavolo (che qui avrebbe compito sin troppo facile), si potrebbe obiettare che Scordia ha un territorio troppo piccolo in cui, tra l’altro, c’è poco o nulla. Obiezione, in parte, respinta: è vero che il territorio è poco esteso; ma quello che c’è (quando c’è ) è quello che … è rimasto! Chissà in quante “collezioni private”, tanti oggetti rinvenuti per caso, o per ricerca, faranno bella mostra di sé. E chissà quanti chilometri avranno percorso degli altri! Chissà quali pareti saranno impreziosite da fregi e cornici deliziose! Chissà quanti reperti venuti alla luce sono stati fulmineamente riseppelliti, per evitare interferenze e confische istituzionali di (presunta) scarsa convenienza! Si potrebbe continuare, inutilmente ormai, a riempire pagine e pagine con elenchi di ciò che un tempo (forse) c’era e che adesso (di certo) non c’è più, ma sarebbe, appunto, inutile. Una parziale consolazione è pensare che, in fondo, ancora una grandissima parte del patrimonio storico-culturale, anche nel nostro territorio, deve ancora essere scoperta e che, in futuro, potrà fare una fine migliore e più decorosa, soprattutto utile. Altro elemento confortante è il graduale cambiamento nell’atteggiamento di taluni appassionati che iniziano a far riferimento alle strutture pubbliche per gli esiti delle loro ricerche o per consegnare preziosi rinvenimenti materiali e/o documentali. A questo proposito lancio un’idea (o una provocazione … la si intenda come si vuole) per concludere in modo, voglio sperare, non sterile quest’intervento. Prendo in prestito la fortunata, originale e pratica operazione avviata da alcuni anni in Gran Bretagna e che vede coinvolti, in stretta collaborazione, organi istituzionali, proprietari di terreni, appassionati del settore e, perché no, ex tombaroli! E’ stata chiamata “Treasure act” (Atto del tesoro). In pratica è l’uovo di Colombo, in fatto di pratica archeologica, che permette di fare tutti contenti: le sovrintendenze riempiono i musei, i proprietari dei terreni hanno riconosciuti diritti ed indennizzi vari, volontari, appassionati, disoccupati (e tombaroli) trovano un lavoro regolare e la cultura non subisce mutilazioni di sorta. Perché, previo il dotarsi di tutte le metodologie comprovate e concretamente applicabili, non si tenta di avviare un esperimento simile anche da noi? Sarebbe la quadratura del cerchio: riempire i piatti grazie alla storia!</p>
<p><strong>GINO CALLERI</strong>*</p>
<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/09/Gino-Calleri-per-Scordia.info_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19883" title="Gino Calleri per Scordia.info" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/09/Gino-Calleri-per-Scordia.info_.jpg" alt="" width="75" height="84" /></a>Diplomato presso il Liceo Scientifico Statale “E. Majorana” di Scordia, da sempre è affascinato dall’astronomia, dall’archeologia e dalle arti creative che lo appassionano profondamente, prediligendo la Pittura, la Musica, la Fotografia, la Scrittura.</p>
<p>Attualmente è impiegato presso la  Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania, ove si occupa di riprese fotografiche e della gestione informatizzata dell’archivio fotografico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/09/archeologia-a-scordia-un-esperimento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il teatro all&#8217;aperto sarà intitolato al musicista Vito Monitto</title>
		<link>http://www.scordia.info/2011/09/lanfiteatro-sara-intitolato-al-musicista-vito-monitto/</link>
		<comments>http://www.scordia.info/2011/09/lanfiteatro-sara-intitolato-al-musicista-vito-monitto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Gugliara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scordia.info/?p=19829</guid>
		<description><![CDATA[Il teatro comunale all&#8217;aperto avrà presto una denominazione. La giunta comunale guidata dal sindaco, Angelo Agnello, ha deciso di intitolare la struttura al musicista scordiense, Vito Salvatore Monitto, nato il 21 agosto 1908 e morto all’età di 73 anni, il 14 maggio 1981, di professione falegname ma con una grande passione per la musica ed in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/09/foto_monitto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19830" title="foto_monitto" src="http://www.scordia.info/wp-content/uploads/2011/09/foto_monitto-251x300.jpg" alt="" width="106" height="125" /></a>Il teatro comunale all&#8217;aperto avrà presto una denominazione. La giunta comunale guidata dal sindaco, Angelo Agnello, ha deciso di intitolare la struttura al musicista scordiense, Vito Salvatore Monitto, nato il 21 agosto 1908 e morto all’età di 73 anni, il 14 maggio 1981, di professione falegname ma con una grande passione per la musica ed in particolare per la composizione, autore di 860 marce ed un numero imprecisato di brani di diverso genere. Alcune delle sue opere sono state utilizzate dal compositore scordiense Paolo Buonvino che ha realizzato colonne sonore quali i Vicerè,  La Piovra 9 e Paolo Borsellino. Grazie ad una accurata ricerca da parte del figlio Salvatore, le sue marce sono state raccolte in tre cd, Piccola Innamorata, Venerdi Santo e Scordia in Festa, realizzate dalla <a href="http://www.bandascordia.it/monitto.htm">banda musicale Stesicorea</a> diretta proprio da un pronipote, Marco Monitto. La richiesta di intitolare l’anfiteatro a Vito Monitto era stata avanzata dal figlio Salvatore. Il consiglio comunale nella seduta dello scorso 9 agosto aveva votato all’unanimità una mozione di indirizzo. “La diffusione e l’apprezzamento in Sicilia e nel mondo delle musiche di Vito Monitto &#8211; si legge nella motivazione &#8211; concorrono a tenere alta la tensione verso l’arte e la cultura&#8221;.<br />
Adesso l’ultima parola spetta alla Prefettura, previa acquisizione del parere vincolante della Società di Storia Patria.</p>
<p><strong>LORENZO GUGLIARA</strong></p>
<p><a href="http://www.vitomonitto.altervista.org/index.html">Il sito dedicato a Vito Salvatore Monitto</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scordia.info/2011/09/lanfiteatro-sara-intitolato-al-musicista-vito-monitto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

