Commenti a: Crisi Compir. La nostra intervista a Carlo Piraneo http://www.scordia.info/crisi-compir-la-nostra-intervista-a-carlo-piraneo/ Testata giornalistica online di informazione Thu, 23 Oct 2014 07:53:00 +0000 hourly 1 Di: $18896975 http://www.scordia.info/crisi-compir-la-nostra-intervista-a-carlo-piraneo/#comment-45602 Sun, 13 Oct 2013 17:57:00 +0000 http://www.scordia.info/?p=38999#comment-45602 L’EUROPA DELLE BANCHE.

Caro Guglielmo, scusa se mi permetto, ma la tua analisi, questa volta, mi ha deluso, si ferma a delle semplici nozioni di Economia spicciola, “a male
annate”, “a cicli storici”, già passate e superate e che nulla hanno a che vedere con quanto è accaduto e sta accadendo alle Aziende Italiane.
Precedentemente, in altri commenti, ho parlato, fino alla nausea, di un costrutto criminoso, L’EUROZONA, che ha portato e sta portando a un preordinato impoverimento di milioni di famiglie, secondo le politiche oligarchiche cosiddette della Spirale della Deflazione Economica Imposta, meglio note ai cittadini come Politiche di Austerità. Tali politiche sono denunciate ai massimi livelli dell’accademia e persino dalla massima stampa finanziaria come veri suicidi economici, le cui conseguenze sono inenarrabili sofferenze umane di disoccupazione, sottoccupazione, scardinamento sociale delle nazioni, deterioramento della salute, aumento del crimine, dei conflitti sociali, quindi deterioramento della democrazia costituzionale. I destini di milioni di esseri umani vengono così artatamente e criminosamente consegnati a un futuro di servitù per l’esclusivo profitto di oligarchie predatrici, configurandosi ciò in un vero e proprio crimine sociale di proporzioni storiche. Mi dispiace che c’è tanta Gente ancora come Te che non ha occhi per vedere, ma se li ritroverà per piangere, perché non ha voluto capire, cullandosi dei “pannicelli caldi” della Politica, che in siffatte condizioni, nulla può, spogliata com’è stata appositamente del suo Potere. Necessita un SOVVERTIMENTO RADICALE, Rivoluzionare il Sistema, perché,in caso contrario, non si potrà parlare né di Svolta e tantomeno di Cambiamento. Scusami, ma odio i finti ciechi, che si godono la pensione.
Ti saluto.

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Di: chefare http://www.scordia.info/crisi-compir-la-nostra-intervista-a-carlo-piraneo/#comment-45600 Sun, 13 Oct 2013 01:26:00 +0000 http://www.scordia.info/?p=38999#comment-45600 Grande Carlo,
Ricordo i tempi quando lavorava ad una assicurazione in corso vittorio emanuele ed intraprese l’attività di assemblare sedie.
poi il boom,,,
Dai Carlo non gettare la spugna tu hai talento non solo per te ma anche per tante famiglie che dignitosamente hai fatto lavorare senza che conoscessero il dramma dell’emigrazione.

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Di: Francesco Guglielmo http://www.scordia.info/crisi-compir-la-nostra-intervista-a-carlo-piraneo/#comment-45599 Sat, 12 Oct 2013 20:31:00 +0000 http://www.scordia.info/?p=38999#comment-45599 Salute.

Mette i brividi ascoltare l’intervista ad uno dei maggiori imprenditori di Scordia, quel tono rassegnato, quasi in balia degli eventi e della “mano invisibile” del mercato. È preoccupante specie perché si tratta dell’imprenditore che ha saputo “guardare oltre” la tradizionale economia locale, affermandosi in un settore nuovo.
Era la metà degli anni ’80 e la sua azienda avanzava a passo di carica imponendosi nel panorama delle aziende a livello nazionale. Una corsa ininterrotta durata circa trent’anni, lontana dalle crisi del settore principale dell’economia scordiense, gli agrumi. Un’azienda che teneva i suoi dipendenti al riparo dalle “male annate”. Un grande merito, e a ragione un grande vanto per quest’imprenditore. Ma la storia dell’economia mondiale ci insegna il principio dei “cicli economici”, fatti di alti e bassi. Non esistono processi di crescita ininterrotti: essi si arrestano ad un massimo per poi regredire verso un minimo, per poi riprendere a crescere. Era prevedibile quindi che anche questo settore prima o poi sarebbe incappato in questa “legge” dell’economia. Il problema a questo punto è il futuro: è sufficiente un riequilibrio finanziario di un’azienda che vive una crisi di mercato? Per dare una risposta a questo quesito ci viene in aiuto, anche in questo caso, la storia dell’economia. La ripresa avviene sempre ad un “livello più alto”, quindi sopravvivono alle crisi le aziende che hanno saputo, nel frattempo, non solo prevedere le crisi, ma, nei tempi di “vacche grasse”, in previsione di ciò, innovare. Innovare processi produttivi anche attraverso una nuova qualificazione delle maestranze, innovare i prodotti, innovare il marketing. Alla ripresa queste aziende saranno più avanti rispetto alle altre e saranno le prime a riprendere quota, in attesa della conclusione di un nuovo ciclo. Arrivare in ritardo vuol dire subire crisi dopo crisi, senza mai avere il tempo di riprendere quota. Spero che questo non sia il caso delle aziende Compir.

A proposito di esse, annoto soltanto che in questi anni la socializzazione del successo aziendale è avvenuta esclusivamente con nuove assunzioni di personale, vale a dire con la creazione di nuovi posti di lavoro; come rivendicato con giusto orgoglio dall’imprenditore. Forse avrebbe giovato anche favorire la nascita di competenze specifiche attorno al settore del mobile (design, materiali, processi produttivi); competenze locali giovani, creative, che oggi darebbero all’azienda un vantaggio competitivo per essere fra le prime aziende ad uscire dalla crisi.

Infine una “nota” a proposito del parterre di politici che si intravede nelle immagini che scorrono sotto l’intervista. Credo che essi partecipino a tanti eventi del genere, ripetendo sempre la “loro” ricetta, la loro visione del mondo, la loro verità. Sarebbe necessario, da parte loro, un sforzo per guardare alla realtà così com’è, in modo da provare a cambiarla, facendo ciascuno la propria parte, a partire dalla loro posizione di “potere”. Perché è chiaro a tutti che così non si può andare avanti. Carlo Piraneo ha portato l’esempio dell’IMU, ma si potrebbe portare il caso, più semplice degli oneri amministrativi, pesantissimi, in caso di cambiamento di destinazione d’uso di un locale (e chi vuole aprire una semplice bottega ne sa qualcosa). Vogliamo parlare delle strade e delle infrastrutture dei trasporti nel nostro territorio? Del costo del carburante (in Sicilia dove si produce o si raffina) più alto che nel Nord? Meglio di no!
Il ciclo del mondo come l’abbiamo conosciuto fino ad ora è finito sul serio. Prima questi politici si accorgeranno che è tempo di cambiare radicalmente il sistema, con riforme vere e non con il solito giochino delle partite di giro nel bilancio dello Stato o degli enti locali, prima si uscirà da una crisi, altrimenti destinata a diventare “cronica”.

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