Commenti a: Tributi Italia ultimo atto http://www.scordia.info/tributi-italia-ultimo-atto-2/ Testata giornalistica online di informazione Thu, 23 Oct 2014 07:53:00 +0000 hourly 1 Di: Luigi Bisignani http://www.scordia.info/tributi-italia-ultimo-atto-2/#comment-44710 Fri, 05 Oct 2012 08:13:00 +0000 http://www.scordia.info/?p=28870#comment-44710 Val la peena di ricostruire alcuni passaggi parlamentari, di cui la Tributi Italia è stata protagonista, per dare il senso del vischioso sistema di connivenze eretto a difesa della società da parte del governo Berlusconi.

Il primo avvenimento, d’altra parte, è stato eclatante. E ha riguardato una vera e propria norma “ad aziendam” (non a caso ribattezzata “norma Tributitalia”), inserita nel decreto fiscale 2010, firmato dal ministro Tremonti, che ha consentito alla società di Saggese di utilizzare la legge Marzano per il concordato delle grandi imprese in crisi (la stessa procedura utilizzata per Alitalia, giusto per capire le dimensioni).

Era l’articolo 3, comma 3 del provvedimento, grazie al quale Tributi Italia ha avuto accesso alle procedure di ristrutturazione economica e finanziaria, evitando la bancarotta e continuando a svolgere attività di accertamento e riscossione dei tributi locali. In più di 400 comuni, compreso Scordia. La parte più scottante del comma è infatti quella in cui si dispone “la persistenza delle convenzioni vigenti con gli enti locali immediatamente prima della data di cancellazione dall’albo”: Tributi Italia, infatti, aveva in corso una procedura di cancellazione.

Ecco, questa stessa classe dirigente che ha distrutto Scordia ma che proprio a Scordia ha sempre trovato ampio consenso e che (forse) continuerà ad averlo: il paradosso.

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Di: Francesco Gherardi http://www.scordia.info/tributi-italia-ultimo-atto-2/#comment-44709 Thu, 04 Oct 2012 17:24:00 +0000 http://www.scordia.info/?p=28870#comment-44709 UN PESSIMO SPOT PER LA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE

Credo che dobbiamo fare delle semplici riflessioni di carattere generale sull”intera vicenda che ha coinvolto diversi comuni Italiani in lungo e largo, dal nord all’estremo sud. Nella rete sono finite trasversalmente Amministrazioni gialle, verdi, bianche e azzurre, il buco, la voragine è di quella da fare accapponare i capelli. Condividendo quanto scritto da Francesco Guglielmo, il suo pensiero mi stimola e mi fa nascere delle semplici domande che vanno oltre la vicenda Scordiense.

1) Perchè così tanti Comuni negli ultimi 10 anni hanno estermalizzato la riscossione dei Tributi a società private? La società pubblica Equitalia (o Serit) sarà cattiva quanto volete, ma non si è mai visto ad oggi un Funzionario della stessa appropriarsi delle tasse dei cittadini.

2) Perchè molti Enti Locali hanno esternalizzato anche la fase delicata dell’Accertamento del tributo? Normalmente i Comuni che si affidano alle società esterne pongono in essere la convenzione limitatamente per la fase della Riscossione. I Comuni che hanno esternalizzato la fase dell’accertamento e della riscossione hanno di fatto esautorato l’Ufficio Tributi. Naturalmente il personale è rimasto in organico e a carico dll’Ente.

3) Perchè i Tributi dei cittadini anche quelli versati in autoliquidazione spontanea dovevano finire nei conti correnti di una società di riscossione privata? Generalmente si affida ad una società di riscossione esterna la cosiddetta “riscossione coattiva”. In parole povere ed in modo semplicistico la riscossione di chi non avendo pagato nei termini viene “sgamato” e rincorso all’infinito.

4) Perchè nonostante diverse segnalazioni di anomalie (gia dal 2003) fatte da diversi Sindaci e soprattutto da commissari prefettizi, la commissione del MEF non ha sospeso l’autorizzazzione, cancellando di fatto la società dall’albo delle società di Riscossione Tributi?
Il sospetto forte è che almeno da 5/6 anni c’era la prova “provata” che usurpatori di tasse prendevano i soldi dei cittadini per fare i “RAZZI” propri. Il sospetto forte è che questi Signori godevano di coperture nel sottobosco del mondo politico e ai piani alti dei palazzi Romani.
Al di là della voragine che crea mille difficoltà alle casse (già malconce dei Comuni), è preoccupante il messaggio che passa nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente le tasse.
Per via dello sperpero di denaro pubblico e delle ruberie spicciole della politica, fino a ieri tutti noi abbiamo pensato che le tasse dei cittadini spesso vengono spesi male, sperperati dai benefit della casta o peggio rubacchiati. (Belsito-Lusi-Bossi-Fiorito). Non c’è mai fine al peggio, da oggi sappiamo che a volte le tasse non arrivano neanche nelle mani della politica che li deve spendere bene o male. In un paese dove uno dei cancri da estirpare è l’evasione fiscale, che messaggio viene dato al paese, a tutti gli artigiani, piccoli commercianti che tra mille difficoltà devono rispettare scadenze varie?

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Di: pincopallino53 http://www.scordia.info/tributi-italia-ultimo-atto-2/#comment-44707 Wed, 03 Oct 2012 17:25:00 +0000 http://www.scordia.info/?p=28870#comment-44707 Invece di fare finta di scandalizzarsi sui furti del responsabile di tributi italia,perche lo stato non indaga sul rifiuto,perche’ di questo si tratta,di questi 400 comuni a riscuotere le tasse?Io sono sicuro che il motivo lo sappiamo tutti e nonsi tratta di intrallazzi o altre cose ma l’unico problema e’ che per riscuotere i tributi si deve lavorare.ED E’ QUI CHE CASCA L’ASINO.

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Di: Francesco Guglielmo http://www.scordia.info/tributi-italia-ultimo-atto-2/#comment-44705 Wed, 03 Oct 2012 09:11:00 +0000 http://www.scordia.info/?p=28870#comment-44705 Salute.

Oggi arriva la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, della fine che hanno fatto i soldi versati dai cittadini di Scordia. E delle responsabilità di coloro che
“istituzionalmente” a partire dal Ministero delle finanze, dovevano
vigilare affinché i crediti degli Enti Locali fossero garantiti. Questo però
non mette al riparo gli amministratori locali dalle proprie responsabilità
“politiche”. Un rapporto contrattuale come quello instaurato con
Tributi Italia, infatti, non può essere lasciato al suo naturale decorso, ma va
“gestito”. A partire dal momento della stipula del contratto con cui
si affida il servizio, quando si definiscono le condizioni economiche (gli
“aggi”) e le modalità di esecuzione. Perché, infatti, il denaro
doveva transitare dai conti di Tributi Italia e non essere versato direttamente
(come accaduto negli ultimi periodi) nelle casse comunali dalle quali poi il
Comune prelevava l’aggio da corrispondere al “concessionario” del
servizio? E ancora, visto che erano in ballo 3 milioni di euro l’anno, era
impossibile avere notizie (anche riservate, ad opera di agenzie di intelligence
che fanno questo servizio per le imprese private quando vogliono conoscere
“chi” hanno di fornte prima di concludere un contratto) sulle
attività di questa società? Come si vede la “gestione” del rapporto è
stata quanto meno “superficiale”, frutto di uno stile, sedimentato
nel tempo, di amministrazione della cosa pubblica “prevenuto” (so
tutto io, so io come si fa) e “spocchioso” (ma lo vuoi dire a me?).
Purtroppo di questo errore (non più rimediabile: possiamo solo avere la magra
consolazione di vedere dietro le sbarre il responsabile) ne stiamo piangendo
amaramente le conseguenze (vedi le attuali difficoltà a “quadrare” il
bilancio di previsione 2012).

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