Commenti a: Un Sindaco “non politico” che ha preso tutti i vizi della politica http://www.scordia.info/un-sindaco-non-politico-che-ha-preso-tutti-i-vizi-della-politica/ Testata giornalistica online di informazione Thu, 23 Oct 2014 07:53:00 +0000 hourly 1 Di: Francesco Gherardi http://www.scordia.info/un-sindaco-non-politico-che-ha-preso-tutti-i-vizi-della-politica/#comment-45238 Thu, 30 May 2013 16:32:00 +0000 http://www.scordia.info/?p=36261#comment-45238 Francesco, se mi posso permettere, vorrei fare una piccola precisazione. Il
“non politico” che ho scelto come titolo nell’editoriale era per certi aspetti
una benevola provocazione. Non è tanto quello che penso io del percorso del Sindaco Agnello (c’è la storia personale), quanto il suo autodefinirsi perennemente “non politico”. Nella stessa videointervista ha ripetuto due volte che lui è un “non politico”. Anche nella notte di halloween ha ripetuto che a lui a differenza della sua maggioranza gattopardiano non è un politico.
In tutte le salse, fin dal 2006 (candidatura regionali con la destra-Alleanza
Siciliana) quando saliva sul palco per comiziare iniziava e concludeva, io sono un veterinario, non sono un politico. Anche nelle comunali 2008 in tutti i comizi ripeteva che lui a differenza degli altri competitor non era un politico. La tua sensata obiezione (è stato un politico anche lui), gli era stata mossa al ballottaggio da Franco Barchitta, che gli ricordò amichevolmente…”scusa io sono un politico praticante, ma l’Angelo Agnello del PCI negli anni 70’/ 80’era altra persona!
Dirò di più, Angelo Agnello nel dimenticare che per 20 anni ha fatto
politica nel PCI ed è stato consigliere comunale, omette certo la storia. Credo che faccia anche un torto a se stesso e alla storia di quel partito. Da quel poco che ho potuto capire è stata anche una grande scuola di vita per tante generazioni. L’avere fatto politica da giovani nei vecchi partiti non è una cattiva cosa, anzi imparava forse a stare in un concetto di collettivo. Altro che liste civiche colorate fai da te “traspartitiche” individualiste e
voltagabbana.
Probabilmente, ma questa è solo la mia sensazione, Angelo Agnello quando nel 2006 scese in campo con la destra-AS a fianco di Musumeci, doveva parlare il meno possibile di quella storia passata. E’ evidente che non era il massimo della coerenza per un ragazzo che si era formato nella fucina del PCI, passare con gli eredi dell’MSI. Insomma il “coast to coast” americano dall’oceano Atlantico al Pacifico era meglio se possibile tenerlo al buio.
Sempre con grande stima, ti saluto.

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Di: Francesco Guglielmo http://www.scordia.info/un-sindaco-non-politico-che-ha-preso-tutti-i-vizi-della-politica/#comment-45237 Thu, 30 May 2013 11:46:00 +0000 http://www.scordia.info/?p=36261#comment-45237 Salute.

È da condividere l’intenzione di dare uno sguardo alla recente amministrazione della città. Non è invece condivisibile il titolo dell’editoriale che descrive la parabola politica del Sindaco Angelo Agnello come quella di un “non politico” vale a dire di colui che si avvicinava per la prima volta alla “politica”. Il motivo è molto semplice: il dott. Angelo Agnello arriva a ricoprire la carica di Sindaco avendo ricevuto, nel suo passato, una solida “educazione” o meglio “formazione” politica, grazie un percorso svolto all’interno di un partito vecchio stampo, il PCI, che lo aveva portato, nella seconda metà degli anni ’80, a ricoprire la carica di Consigliere Comunale. Il dott. Agnello quindi conosceva perfettamente il “linguaggio” politico e come si evolvono le relazioni all’interno dell’organo consiliare.
L’essere stato lontano tanti anni dalla vita politica ha fatto sì che potesse accreditare la sua aspirazione a diventare Sindaco, come una “novità” per la nostra comunità.

Credo però che il ritorno alla politica gli abbia riservato molte sorprese, non so quanto gradite. E qui veniamo al punto cruciale della perenne crisi che ormai vive la politica e che sfocia nel disimpegno, nell’astensionismo e nel qualunquismo ben descritto nell’editoriale.
La politica dei partiti, quella descritta per intenderci nell’art. 49 della Costituzione (“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”), non era più quella alla quale era stato “formato”. Esistevano sì i partiti, ma il metodo democratico (quello che regolava la vita del partito) era assolutamente assente, sostituito dalle “maggioranze azionarie” dei gruppi, dalle rendite di posizione, dalla “furberia”, insomma da tutto ciò che escludeva l’affermarsi delle argomentazioni serie e delle approfondite discussioni ed analisi a fondamento delle scelte del “partito”. Ogni componente formava una unità a sé in un proliferare di centri decisionali autonomi non democratici.
Una situazione nuova per chi veniva da quella scuola politica anni ’70-80, completamente capovolta rispetto a quella in cui vi erano partiti “pesanti” e “pensanti” e qualche sporadica “unità” isolata vagante per il consiglio comunale.

Il Sindaco Angelo Agnello ha saputo affrontare questa situazione, dobbiamo rendergliene merito, con i mezzi (posti di assessore in giunta) che aveva a sua disposizione, memore di come venivano accontentate quelle isolate anime in pena negli anni in cui, da consigliere, aveva fatto seriamente politica.
La necessaria ed inevitabile conseguenza di tutto ciò è stata l’accentramento sulla sua persona di tutta l’azione amministrativa, senza alcuna elaborazione politica intermedia da parte di inesistenti partiti. E anche il linguaggio utilizzato nel suo comizio di fine mandato (i “miei dirigenti”, i miei impiegati, i “miei” assessori) tradiscono questo atteggiamento mentale di fondo.

La “mescolanza” a cui stiamo assistendo con il proliferare delle liste civiche non è altro che la continuazione di quel processo di involuzione della politica verso la frammentazione e l’individualismo che rappresenta l’aspirazione dell’uomo singolo (ognuno vorrebbe comandare la cosa pubblica come fa a casa propria, imponendo le proprie idee agli altri) ma è al contempo la negazione della “politica” quale pratica comunitaria. E facciamo attenzione: non c’è distinzione fra partiti “nazionali” e liste civiche: in ciò pari sono.

Qualcuno aveva detto in quei giorni del 2008 che con il Sindaco Agnello sarebbe tornata “la politica”: bisognava mettersi d’accordo per capire quale politica si auspicava che tornasse. Se è quella “malata” di oggi, non è poi questo gran risultato.

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