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Fermata Interbus. Il consiglio dice no al ripristino, passa la linea del “tavolo tecnico”

Bocciata la mozione presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Salvatore Centamore

Circa 1.500 firme per chiedere il ripristino della fermata Interbus di Largo Piraneo, ma la richiesta dei cittadini non passa in Consiglio comunale. È stata bocciata, nella seduta di ieri sera, la mozione presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Salvatore Centamore, che chiedeva all’Amministrazione di intervenire per riportare il servizio nella sua precedente collocazione. La maggioranza ha invece approvato un documento alternativo, limitato all’istituzione di un tavolo tecnico sulla viabilità e sull’organizzazione del trasporto pubblico.
La vicenda riguarda la soppressione, dal 1° ottobre scorso, della fermata nei pressi di Largo Piraneo, una decisione che ha suscitato proteste tra cittadini e pendolari. La mozione di Centamore recepiva le istanze di un gruppo di residenti che aveva promosso una raccolta firme, arrivata a circa 1.500 sottoscrizioni secondo quanto riferito dallo stesso consigliere.
Nel documento venivano evidenziate soprattutto le criticità delle fermate alternative, considerate insufficienti per capienza e sicurezza. Le pensiline, secondo la mozione, dispongono di appena tre posti a sedere, mentre l’attesa degli autobus lungo strade caratterizzate da traffico intenso, anche di mezzi pesanti, esporrebbe gli utenti a ulteriori rischi.
La proposta impegnava sindaco e Giunta ad attivarsi con Interbus e gli enti competenti per ottenere il ripristino della fermata, verificare gli atti che avevano determinato lo spostamento e disporre nuovi sopralluoghi sulle condizioni delle fermate sostitutive.
Nel corso della seduta è stata anche data lettura della risposta del sindaco, che ha manifestato la disponibilità dell’amministrazione ad affrontare la vicenda attraverso un tavolo tecnico. Una posizione in linea con quanto sostenuto dall’assessore Minissale nel dibattito, durante il quale ha ribadito che lo spostamento della fermata sarebbe stato determinato da ragioni di sicurezza e anche da segnalazioni presentate da alcuni cittadini. Il confronto tecnico dovrebbe coinvolgere il Consiglio comunale e la società Interbus, con l’obiettivo di approfondire le problematiche relative alla viabilità e all’organizzazione del trasporto pubblico.
La maggioranza ha proposto di modificare la mozione originaria, eliminando gli impegni relativi al ripristino della fermata e alle verifiche richieste, per mantenere soltanto l’istituzione del tavolo tecnico. Centamore non ha accolto la modifica, insistendo sulla necessità di sottoporre al voto la proposta nella sua formulazione iniziale.
La mozione è stata bocciata con otto voti contrari, due favorevoli e due astensioni. Hanno votato contro Antonino Frazzetto, Federica Russo, Lucia Milazzo, Paolo Maurizio Ventura, Rocco Sciacca, Rosario Minissale, Santi Isaia e Valentina Tringali. Favorevoli Eugenio Russo e Salvatore Centamore. Si sono astenuti Francesco Leonardi e Maria Bonaciti.
Il consigliere del M5S Salvatore Centamore

Subito dopo è stata approvata una seconda mozione, sostenuta dalla maggioranza, che prevede esclusivamente l’avvio di un tavolo tecnico per approfondire le problematiche legate alla viabilità e al trasporto pubblico. Il documento ha ottenuto dieci voti favorevoli: Antonino Frazzetto, Federica Russo, Francesco Leonardi, Lucia Milazzo, Maria Bonaciti, Paolo Maurizio Ventura, Rocco Sciacca, Rosario Minissale, Santi Isaia e Valentina Tringali.

Le reazioni politiche e dei cittadini non si sono fatte attendere. Centamore, in un comunicato stampa, ha espresso amarezza per la bocciatura, contestando la scelta di sostituire una proposta che chiedeva risposte concrete con un impegno ritenuto più generico.
«Le 1.500 firme non appartengono a una parte politica. Appartengono ai cittadini di Scordia e meritavano rispetto e ascolto», ha dichiarato il consigliere, annunciando che continuerà a sostenere la richiesta di ripristino della fermata.
Dura anche la posizione del circolo del Partito Democratico di Scordia, che ha manifestato «sconcerto e grande delusione» per l’esito della votazione. Il PD ha richiamato la mobilitazione di oltre mille cittadini, tra studenti, pendolari e anziani, sottolineando come la bocciatura rappresenti una mancata risposta a un’esigenza concreta della comunità.
«Si consuma così una frattura grave tra le istituzioni e la comunità: ignorare la voce della gente significa calpestare i bisogni quotidiani di chi vive e attraversa il territorio».
Critico anche Luigi Corsaro, tra i promotori della raccolta firme, che ha contestato la scelta di affidare la questione a un tavolo tecnico. «Di solito in Sicilia quando le cose non si vogliono fare, si istituiscono i tavoli tecnici», ha scritto, sostenendo che il confronto su viabilità e percorsi degli autobus dovrebbe arrivare dopo il ripristino del servizio.
«Ad oggi oltre 1.500 persone chiedono l’immediato ripristino della fermata. Dopodiché si apra un confronto serio su viabilità, percorsi e fermate degli autobus», ha aggiunto Corsaro. E conclude: «Se un servizio si può ripristinare, si ripristina. Se non si vuole, lo si dica chiaramente. Ma non si prenda in giro la gente con l’ennesimo tavolo tecnico».
La partita, dunque, resta aperta. L’Amministrazione punta sul confronto tecnico per approfondire le questioni legate alla sicurezza e alla viabilità, mentre i promotori della petizione e le forze politiche di opposizione continuano a chiedere una risposta precisa alla richiesta di ripristino della fermata. Una richiesta sostenuta numerose sottoscrizioni e che, dopo il voto in Consiglio comunale, resta ancora senza una soluzione.

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