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Giubileo dei giovani 2025. La diocesi di Caltagirone e la carica dei 105

Giovanni Tambone: "Il Giubileo ci invita a essere pellegrini di speranza"

don Alfio Tirrò, sacerdote scordiense parrocco di Santa Silvia a Roma

È iniziato il Giubileo dei Giovani 2025, che fino al 3 agosto porterà a Roma migliaia di ragazzi da tutto il mondo. Tra loro anche i giovani della Diocesi di Caltagirone, con una delegazione di 105 partecipanti, accompagnati dal Vescovo Calogero Peri. Tra questi, una rappresentanza arriva da Scordia. I giovani della Diocesi vivono questa esperienza con coetanei della Gioventù Francescana di Sicilia e quattro giovani della Diocesi di Piazza Armerina, tutti ospitati nella Parrocchia di Santa Silvia a Roma, guidata da don Alfio Tirrò (nella foto), sacerdote originario di Scordia. A testimoniare il senso profondo di questo cammino è Giovanni Tambone, seminarista di Scordia della diocesi: «Per me e altri giovani fare questa esperienza significa uscire dalla comfort zone, dalla fretta e dalla monotonia che spesso caratterizzano i nostri giorni, per prenderci tempo per noi, rallentare e vivere con coetanei l’amore di Dio. Il Giubileo ci invita a essere pellegrini di speranza in un mondo dove questa virtù sembra dimenticata. Siamo pronti a gridare che la speranza esiste: per noi è Gesù, l’origine di ogni modo di sperare. Con Lui siamo testimoni di speranza nella vita di tutti i giorni, all’università, al lavoro, in famiglia, in parrocchia, ovunque. Il mio augurio è che, tornando, possiamo – come dice San Pietro – dare ragione della speranza che è in noi. La sfida è continuare a sperare in un mondo che tenta di soffocarla.»

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