Dopo oltre 15 anni giunge la parola fine della vicenda giudiziaria legata all’episodio del Tondo Vecchio in Caltagirone
Francesco Piazza venne accusato ingiustamente

Giunge, dopo oltre 15 anni, la parola fine della vicenda giudiziaria legata all’episodio del Tondo Vecchio in Caltagirone, laddove, in occasione di un concerto musicale che si tenne il 22 giugno 2012, moltissimi giovani vennero attinti da una sostanza caustica che provocava ustioni in varie parti del corpo.
Francesco Piazza venne accusato ingiustamente di essere complice, insieme al fratello, da Tekna Sajmir. Come è noto alle cronache giornalistiche di quel tempo, Francesco Piazza, veniva arrestato per complicità nella commissione del citato reato, accusato da Teckna Saimir – reo confesso – e da altro soggetto. Nonostante il Tekna fosse stato indicato come l’esecutore materiale del gesto, fin da subito venne condotto in regime di arresti domiciliari, mentre Francesco Piazza, proclamatosi sempre innocente, rimase detenuto, con provvedimento della autorità giudiziaria, per 200 giorni in carcere e 323 giorni agli arresti domiciliari.
Dopo un lungo dibattimento, il Tribunale di Caltagirone, assolveva Piazza, difeso dall’Avv. Giuseppe Purpora, ritenendo inaffidabili ed inattendibili le dichiarazioni dei due accusatori. Nel 2022 la Corte di Appello di Catania confermava la sentenza assolutoria definendo la fase di merito del processo.
Nel 2024 attraverso gli avvocati Luca Cultrera e Giuseppe Purpora, legali di fiducia di Piazza Francesco, veniva promosso innanzi alla Corte di Appello di Catania, ricorso per ingiusta detenzione; in data 1 settembre 2025, veniva emessa l’ordinanza n°49/2025 che accoglieva la domanda promossa dai legali a favore del Piazza e concesso il risarcimento del danno per la ingiusta detenzione patita.
“Nessuno potrà restituire il tempo sottratto ad un giovane di venti anni, coinvolto – suo malgrado – in una così grave vicenda giudiziaria e con una così lunga detenzione – dichiarano i legali – questo epilogo, tuttavia, consente a Francesco Piazza di poter sostenere lo sguardo verso tutti e soprattutto verso coloro che, in questi anni, hanno dubitato della sua estraneità ai fatti e buona fede. Il coraggio, la pazienza e la dignità si sono sempre contrapposti al sospetto ed alla criminalizzazione di un giovane ragazzo, appena ventenne coinvolto in una vicenda più grande di lui. Oggi tutti i sospetti vengono spazzati via per sempre dal riconoscimento della Corte di Appello che ha ritenuto corretto risarcirlo”.
Gli avvocati Luca Cultrera e Giuseppe Purpora, avendo confidato nella giustizia sostanziale, esprimono soddisfazione per la chiusura di una vicenda processuale e umana che deve far riflettere sul corretto uso degli strumenti processuali, in particolar modo sulla durata della detenzione per chi si proclama e si è sempre proclamato innocente.



