CronacaIn rilievo

Droghe, consumi choc tra i giovani: il 23% degli studenti ha consumato nel 2023 almeno una sostanza illegale

Un quadro allarmante, che vede i giovani sempre più coinvolti. Se la cannabis e i suoi derivati restano le sostanze più utilizzata tra i ragazzi, 160mila studenti tra i 15 e i 19 anni riferiscono di aver consumato almeno una Nuova Sostanza Psicoattiva nel 2023; cresce anche il consumo di cocaina. Nel complesso il 2023 ha fatto contare 8.596 accessi in PS per droga, il 10% erano minorenni. I decessi sono stati 227. Da Schillaci “impegno a rafforzare le attività di prevenzione e la presa in carico”. 

LA RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO (LEGGI)

Nel 2023 quasi 360mila studenti minorenni hanno consumato almeno una sostanza illegale, pari al 23% dei minorenni scolarizzati, confermando il trend crescente osservato nel post-pandemia. E’ il dato che emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2024 presentata presso la Sala stampa di Palazzo Chigi, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e dai Ministri della Salute, Orazio Schillaci, della Giustizia, Carlo Nordio, dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara; dal Viceministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, e dal Sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro.

La cannabis e i suoi derivati continuano a essere le sostanze largamente più diffuse tra i giovanissimi. Nel 2023, almeno una volta nell’anno ne hanno fatto uso 550mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni, pari al 22% dell’intera popolazione studentesca, e 70mila giovanissimi (2,8%) hanno riferito di farne un uso pressoché quotidiano (20 o più volte nel mese).

A preoccupare anche la sempre maggiore diffusione delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS). Nel corso dell’ultimo anno, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP) ne ha identificate 70 circolanti sul territorio nazionale, appartenenti principalmente alle classi dei catinoni (20%), delle arilcicloesilammine (16%), dei cannabinoidi sintetici (13%) e delle benzodiazepine (11%). A preoccupare è anche il fatto che, essendo composti sintetici facilmente manipolabili, risultano particolarmente rischiosi e difficili da rilevare, e non essendo immediatamente classificati nelle liste delle sostanze vietate dalla legge sfuggono spesso ai controlli.
Il consumo di NPS, in crescita da dopo la pandemia, interessa prevalentemente i giovani, più esposti a questo particolare mercato. Nel 2023 160mila studenti tra i 15 e i 19 anni riferiscono di aver consumato almeno una NPS nel corso dell’anno, pari al 6,4% della popolazione studentesca. Le NPS più consumate dai ragazzi nel corso dell’ultimo anno sono cannabinoidi sintetici (4,6%), ketamina (1,3%), oppioidi sintetici (1,3%), catinoni (0,8%) e Salvia Divinorum (0,5%).

Tra i minorenni non cresce solo il consumo, ma anche il coinvolgimento nel fenomeno in generale. Nel 2023, infatti, i minorenni hanno rappresentato il 12% delle persone segnalate per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale. La quasi totalità delle segnalazioni riferite a minori (97%) riguarda cannabis e derivati, a conferma dell’ampia diffusione dei cannabinoidi tra i più giovani. Il numero di minorenni denunciati all’Autorità Giudiziaria per reati penali droga-correlati, rispetto al 2022, registra un +10%, raggiungendo quota 1.246 giovani under-18, pari al 4,5% delle persone denunciate a livello nazionale.

Andando oltre i giovani, nel complesso nel 2023 gli accessi in Pronto Soccorso (PS) per patologie direttamente droga-correlate sono stati in totale 8.596 (+5% rispetto agli 8.152 accessi del 2022), pari allo 0,05% degli accessi avvenuti complessivamente a livello nazionale nel corso dell’anno16. Gli accessi hanno riguardato nella maggior parte uomini (67%) e persone di età compresa tra i 25 e i 44 anni (41%) e tra i 45 e i 64 anni (24%) e quasi il 10% minorenni.

Il 12% degli accessi al PS per patologie droga-correlate si conclude con il ricovero ospedaliero (1.028), di cui circa 1/3 (34%) nel reparto di psichiatria, il 18% in terapia intensiva e il 15% nel reparto di medicina generale; per quasi il 4% e il 2% degli accessi droga-correlati in PS l’esito è stato il ricovero nel reparto rispettivamente di pediatria e di neuropsichiatria infantile.

Nel 2023, i SerD hanno assistito in totale 132.200 persone tossicodipendenti, in gran parte (87%) già in carico ai servizi negli anni precedenti e di genere maschile (85%).

Nel corso del 2023, sono stati rilevati 227 decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti (rilevati su base indiziaria da parte delle Forze di Polizia), valore inferiore a quello dell’anno precedente (298). Dal 1973, sono stati complessivamente registrati 26.976 decessi:
Gli oppiacei restano i principali responsabili dei decessi per intossicazione, seppure il dato analizzato sulla percentuale dei decessi di cui è nota la sostanza evidenzi nell’ultimo decennio un decremento dall’82 al 63%. Cresce invece la percentuale dei decessi attribuibili a metadone che passano in 10 anni dal 6,6% (n.13) al 18% (n.30) sul totale dei decessi con sostanza specificata, facendo registrare il valore percentuale massimo.

fonte Quotidiano Sanità

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