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Il 15 gennaio 1993 i Ros arrestano Il capo dei capi, Totò Riina
Condannato a 25 ergastoli, rimase detenuto in regime di 41 bis fino alla sua morte il 17 novembre 2017

Il 15 gennaio 1993, Totò Riina, capo di Cosa Nostra e latitante per quasi 25 anni, fu arrestato a Palermo dal ROS, guidato dal Capitano Ultimo e dal colonnello Mario Mori. L’operazione fu soprannominata ‘Belva’. Lo stesso giorno a Palermo si insediava come capo della Procura Gian Carlo Caselli. Il blitz durò 15 minuti e segnò la fine della carriera criminale del boss, soprannominato “u curtu” per la sua statura. L’arresto avvenne grazie alle informazioni di Baldassarre Di Maggio, ex autista di Riina.
Riina aveva trasformato Cosa Nostra in un’organizzazione più violenta, orchestrando stragi come quelle di Capaci e via D’Amelio, che costarono la vita ai giudici Falcone e Borsellino. Nonostante il suo arresto, il covo di Riina fu perquisito solo 18 giorni dopo.
Condannato a 25 ergastoli, Riina rimase detenuto in regime di 41 bis fino alla sua morte il 17 novembre 2017, all’età di 87 anni. Non mostrò mai pentimento e portò con sé nella tomba i segreti della mafia, lasciando un’eredità di sangue e misteri irrisolti.



