CronacaIn rilievo
Il Consiglio approva l’acquisizione della nuova sede del Centro per l’impiego
Dieci i voti a favore e due i contrari

Alla fine la delibera passa: dieci voti favorevoli, due contrari. Il Consiglio comunale di Scordia, riunito nella serata di venerdì 27 giugno, ha approvato l’acquisizione al patrimonio dell’ente dei due immobili destinati a ospitare la nuova sede del Centro per l’Impiego, un’operazione da 500 mila euro finanziata con fondi del PNRR.
Un voto atteso da settimane, arrivato al termine di una vicenda che aveva acceso il confronto politico. Dopo il rinvio della precedente seduta, richiesto dall’Amministrazione per completare la documentazione, i consiglieri di opposizione Salvatore Centamore (M5S) ed Eugenio Russo (Sinistra Italiana) avevano presentato una richiesta di revoca in autotutela, contestando diversi aspetti tecnici, procedurali ed economici dell’operazione.
La vicenda era approdata anche all’Assemblea Regionale Siciliana, dove il deputato Ismaele La Vardera ha presentato un’interrogazione chiedendo chiarimenti, tra l’altro, sulla circostanza che l’immobile indicato dal sindaco alla Regione nell’agosto 2023 – cinque mesi prima della pubblicazione dell’avviso esplorativo – fosse poi risultato l’unico a partecipare alla procedura.
Il sindaco difende l’iter
Ad aprire il dibattito è stato il sindaco, che ha respinto con decisione le contestazioni dell’opposizione, definendo infondata la richiesta di revoca in autotutela.
«Tutto è stato vagliato dal nucleo di valutazione, dai tecnici, dai funzionari, dai dirigenti e dal dirigente generale dell’assessorato regionale», ha affermato.
Sul contestato criterio del raggio di un chilometro previsto dall’avviso esplorativo, il primo cittadino ha replicato con una battuta: «Un chilometro sono mille metri, praticamente tutta Scordia. Anzi, rischiamo di prendere anche un pezzo di Lentini».
Il sindaco ha quindi illustrato la visione complessiva dell’intervento: trasferire il Centro per l’Impiego in una nuova sede moderna, recuperando l’attuale edificio per altri servizi pubblici, tra le ipotesi un museo cittadino o una sede del 118. «Realizzeremo uno dei migliori Centri per l’Impiego della Sicilia», ha detto.
Ha inoltre assicurato che la questione del lastrico solare dell’immobile di via Santa Rita, escluso dalla compravendita, sarà definita nell’atto notarile, prevedendo che la manutenzione rimanga a carico del proprietario.
Russo: «Il Consiglio autorizza o prende soltanto atto?»
Il consigliere Eugenio Russo ha aperto il proprio intervento sollevando una questione preliminare di carattere giuridico, soffermandosi sulla modifica apportata al parere tecnico del responsabile dell’Area II: in una prima versione il documento indicava che il parere non fosse necessario, poi è stato sostituito con un parere favorevole.
«Il passaggio dal termine “autorizzazione” al termine “acquisizione” non rappresenta una semplice variazione terminologica, ma attribuisce all’atto un contenuto differente e più rilevante», ha osservato, rivolgendo quindi una domanda al segretario comunale: «L’atto che siamo chiamati ad approvare rappresenta una semplice presa d’atto oppure costituisce un’autorizzazione ai sensi dell’articolo 42 del Testo unico degli enti locali, con tutte le conseguenti responsabilità per il Consiglio?». Sul punto il Segretario comunale ha confermato che si tratta di una acquisizione al patrimonio del comune.
Russo ha poi ricordato che nell’agosto 2023 il sindaco aveva comunicato all’Assessorato regionale di avere già avviato contatti con il proprietario di un immobile disponibile alla vendita, allegando anche un progetto – tutto questo cinque mesi prima della pubblicazione dell’avviso pubblico. «Chiedo formalmente: chi era quel proprietario già individuato prima ancora dell’avvio della procedura?».
Il consigliere ha quindi sollevato dubbi sulla perizia di stima, chiedendo se la valutazione avesse tenuto conto dell’esclusione del lastrico solare, e ha posto l’attenzione sul secondo immobile di via Tenente De Cristofaro, evidenziando la possibile presenza di cemento-amianto nel tetto condominiale e l’assenza di un accesso diretto su pubblica via. Ha infine annunciato che tutta la documentazione sarà trasmessa agli organi competenti.
Minissale: «Questa è una minaccia, ma io voto ciò in cui credo»
Dopo l’intervento di Eugenio Russo ha preso la parola il consigliere di maggioranza Rosario Minissale, che ha scelto di soffermarsi non tanto sulle questioni tecniche quanto sull’annuncio dell’opposizione di trasmettere gli atti agli organi competenti.
«A mio avviso questa è una minaccia, e dirlo all’interno dell’aula consiliare è grave», ha affermato.
Minissale ha quindi respinto le accuse di votare in modo acritico le proposte della maggioranza, rivendicando la propria autonomia politica. «Quando voto un atto lo faccio perché ci credo. Se non ci credo, non lo voto, nemmeno se me lo chiede mio fratello. Non ho paura di nessuno».
Tringali: «Su Facebook siamo tutti leoni. Io la faccio qui dentro, la leonessa»
A difesa dell’operato dell’Amministrazione è intervenuta anche la vicesindaco Valentina Tringali, che ha richiamato la nota inviata nel dicembre 2022 dal servizio regionale del Centro per l’Impiego con cui il Comune veniva formalmente invitato a individuare una nuova sede, prospettando il trasferimento del personale qualora non fossero state eliminate le criticità strutturali dell’immobile esistente.
«Ci era stato chiesto di trovare una soluzione. Noi l’abbiamo trovata», ha affermato, sostenendo che quel documento dimostra come il percorso non sia nato da iniziative estemporanee o da interessi particolari.
La vicesindaco ha poi accusato l’opposizione di avere alimentato una campagna finalizzata a delegittimare l’operato dell’Amministrazione. «In questi mesi è stata costruita una narrazione veramente assurda», ha dichiarato.
Tringali ha quindi spiegato di avere approfondito personalmente tutta la documentazione prima di maturare il proprio convincimento. «Ho letto gli atti, mi sono documentata, ho telefonato più volte agli uffici regionali. Se oggi sono qui a sostenere questa scelta è perché il sindaco ha messo tutto nero su bianco».
Ha concluso con una battuta che ha suscitato le reazioni dell’aula: «Su Facebook siamo tutti leoni. Io la faccio qui dentro, la leonessa».
Leonardi: «Serve chiarezza sul tetto e sul fotovoltaico»
Più articolato l’intervento del consigliere Francesco Leonardi, che ha dichiarato di condividere l’obiettivo dell’acquisizione. «Arricchire il patrimonio del Comune significa arricchire i cittadini», ha detto.
Leonardi ha osservato che dall’avviso esplorativo era arrivata una sola manifestazione d’interesse e che, di conseguenza, l’Amministrazione aveva di fatto una sola proposta da valutare. Ha però distinto il piano della legittimità da quello della scelta amministrativa. «Se ci sono eventuali profili di illegittimità saranno gli organi competenti a valutarli. Il Consiglio comunale deve esprimersi nell’interesse della collettività».
Sul tetto in amianto dell’immobile di via Tenente De Cristofaro ha rivolto un rilievo diretto al sindaco: «Se c’è ancora il tetto in amianto, lei doveva intervenire. Doveva già farlo rimuovere».
Il consigliere si è detto comunque fiducioso nel controllo notarile che precederà il rogito e ha insistito sulla necessità di disciplinare meglio la questione del lastrico solare e dell’impianto fotovoltaico, proponendo un emendamento che recepisse espressamente quanto previsto dal Codice civile. «Così si evitano future controversie tra Comune e proprietario, con il rischio di spese legali superiori a qualsiasi risparmio».
Bonaciti: «Il fotovoltaico c’è già, perché non è scritto?»
L’ultimo intervento tra i consiglieri è stato quello di Maria Bonaciti. Pur dichiarandosi favorevole all’acquisizione degli immobili, la consigliera ha posto l’attenzione su un aspetto che fino a quel momento non era emerso nel dibattito.
«Un immobile che entra nel patrimonio comunale rappresenta sempre un valore per i cittadini e per le future generazioni», ha premesso.
Bonaciti ha però sostenuto che la convenzione conterrebbe un’imprecisione riguardo all’impianto fotovoltaico. «Ho esaminato tutta la documentazione, ho presentato richiesta di accesso agli atti e mi sono confrontata anche con il tecnico della controparte. Il fotovoltaico esiste già ed è stato potenziato da sei a dieci kilowatt. Perché tutto questo non è riportato nella convenzione?».
Secondo la consigliera, alcune precisazioni presenti nella prima versione della convenzione sarebbero scomparse nel testo definitivo, tra cui la previsione che attribuiva al proprietario la manutenzione del lastrico solare. Bonaciti ha quindi indicato tre aspetti da chiarire prima del rogito: la manutenzione del tetto a carico del proprietario, la presenza dell’impianto fotovoltaico già funzionante e la regolamentazione dell’uso gratuito del parcheggio per le persone con disabilità. «Trasmettere gli atti alla Procura non significa accusare qualcuno di essere colpevole. Significa chiedere trasparenza e legalità».
Centamore: «Siamo un organo di controllo, non dei premi bottoni»
L’intervento di Salvatore Centamore è stato tra i più accesi della serata. Il confronto con il sindaco si è fatto particolarmente teso, tanto da costringere il presidente del Consiglio a sospendere la seduta per cinque minuti, dopo che il consigliere del M5S aveva contestato al primo cittadino di averlo accusato di «imbrogliare». «Lei non si deve permettere di dirmi che sto imbrogliando», ha replicato Centamore prima della sospensione.
Alla ripresa, con toni più pacati, il consigliere ha ribadito le perplessità sull’operazione, rivendicando il lavoro svolto dal Movimento sulla vicenda. «Non abbiamo mai fatto un’azione ostativa. Svolgiamo il ruolo che i cittadini ci hanno affidato. La gente non ci elegge per premere un pulsante e dire sempre sì o sempre no. Noi siamo un organo di controllo».
Nel merito, Centamore ha elencato le principali criticità: l’assenza di un accesso diretto su pubblica via per un edificio che deve essere accessibile alle persone con disabilità, le incertezze sull’efficientamento energetico e il fotovoltaico, e la mancata valutazione di alternative già disponibili nel patrimonio comunale. «Con questi 500 mila euro si sarebbe potuta recuperare l’attuale sede del Centro per l’Impiego oppure intervenire sulla ex scuola Leonardo da Vinci di via Etnea».
Ha concluso ricordando che il finanziamento è di provenienza europea e soggetto a verifiche. «Se dovessero emergere irregolarità tali da comportare la revoca del contributo, il Comune non rischierebbe soltanto di restituire i 500 mila euro, ma anche le eventuali conseguenze previste dalla normativa».
L’emendamento approvato dal Consiglio
Prima della votazione finale, il Consiglio comunale ha approvato un emendamento che ha recepito alcune delle osservazioni emerse durante il dibattito.
Il testo introduce tre integrazioni alla convenzione. La prima stabilisce che la manutenzione ordinaria e straordinaria del lastrico solare, escluso dalla compravendita, resti a carico del proprietario. La seconda prevede la regolamentazione dell’utilizzo del parcheggio riservato alle persone con disabilità, attraverso un apposito titolo giuridico che ne garantisca la piena disponibilità al Comune. La terza chiarisce che l’impianto fotovoltaico è già installato e funzionante, eliminando l’ambiguità contenuta nella convenzione, dalla quale sembrava emergere l’obbligo per il Comune di realizzarlo ex novo.
Il voto finale
La delibera, così emendata, è stata approvata con dieci voti favorevoli (Frazzetto Antonino, Minissale, Sciacca, Ventura, Tringali, Bonaciti, Leonardi, Minerva, Isaia, Russo Federica) e due contrari (Russo Eugenio, Centamore). Assenti Milazzo, Bennardo, Cristofaro e Frazzetto Giuseppe. Otto voti favorevoli sono arrivati dalla maggioranza, ai quali si sono aggiunti quelli dei consiglieri di minoranza, Maria Bonaciti e Francesco Leonardi, che hanno scelto di sostenere l’acquisizione pur avendo sollevato nel corso del dibattito diverse questioni tecniche e procedurali. I due voti contrari sono stati espressi da Centamore e Russo. Il Consiglio ha poi votato anche l’immediata esecutività dell’atto, necessaria a rispettare il termine del 30 giugno 2026 fissato dal PNRR, oltre il quale la Regione Siciliana avrebbe potuto revocare il finanziamento.
Con il via libera del Consiglio potrà ora essere stipulato il rogito notarile. I due immobili entreranno a far parte del patrimonio comunale e saranno concessi alla Regione Siciliana in comodato d’uso gratuito per 25 anni, così da ospitare il nuovo Centro per l’Impiego. Alla scadenza del comodato, o in caso di cessazione anticipata del servizio, gli immobili torneranno nella piena disponibilità del Comune.
Sul piano amministrativo la procedura può dunque proseguire verso la fase conclusiva. Sul piano politico, invece, il confronto appare tutt’altro che chiuso. Russo e Centamore hanno confermato l’intenzione di trasmettere la documentazione raccolta agli organi competenti, e rimane inoltre pendente l’interrogazione presentata all’Assemblea Regionale Siciliana dal deputato Ismaele La Vardera.



