CronacaIn rilievo

Il Prefetto di Catania alla cerimonia di intitolazione dell’ex area mercato al Prefetto Piraneo

Entrato giovanissimo nell’amministrazione dello Stato il Prefetto Vittorio Piraneo, lontano dalla sua città per ricoprire importanti incarichi, non ha mai dimenticato Scordia, il paese che gli ha dato i natali, tanto che era consuetudine per lui recarsi a Scordia a trovare i parenti insieme alla moglie. Neanche Scordia lo ha dimenticato ed a tre anni dalla scomparsa, nel giorno dell’anniversario della sua morte, si è svolta la cerimonia con la quale gli è stata intitolata l’ex area mercatale di via Principessa di Piemonte. “Concittadino meritevole di essere inserito nel contesto storico e culturale della nostra città mediante intitolazione di un’area pubblica”, questa la motivazione con la quale l’amministrazione aveva deciso di intitolare al Prefetto la vasta area dell’ex mercato di via Principessa di Piemonte che si estende sino alle vie Brancati e Matteotti ed è delimitato da piazza Angela Cavalli. Il Prefetto Vittorio Piraneo era nato a Scordia il 19 luglio 1930 e deceduto a Catania l’11 settembre 2021. Alla cerimonia hanno partecipato il Prefetto, Maria Carmela Librizzi, il Questore, Giuseppe Bellassai, il dirigente della P.S. di Caltagirone, Alessandro D’Arrigo, il comandante della compagnia di Palagonia, capitano Stefano Russo, il sindaco di Scordia Franco Barchitta, e quello di Militello val di Catania, Giovanni Burtone, i figli del Prefetto Vittorio Piraneo, Giusy e Antonello, insieme ai tanti familiari molti dei quali sono rimasti a Scordia. “È un motivo di orgoglio la figura del Prefetto Vittorio Piraneo – ha sottolineato il Prefetto Maria Carmela Librizzi – per chi svolge questo ruolo nell’amministrazione dello Stato ed è stato un punto di riferimento per noi giovani funzionari che facevamo ingresso nella pubblica amministrazione”. Nel corso della sua lunga carriera, il Prefetto Piraneo, ha svolto esperienze professionali nelle prefetture di Torino e Catania, prefetto di Enna e di Trapani e successivamente Commissario dello Stato. “Siamo felici e orgogliosi per papà – ha detto emozionato il figlio Antonello – questa piazza è il simbolo di una comunità operosa e di cui papà andava fiero”.

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