La Cgil proclama lo stato di agitazione dei dipendenti comunali
l’amministrazione comunale non avrebbe attivato un confronto sindacale utile ad affrontare le criticità più volte segnalate

La FP CGIL di Caltagirone ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione del personale dipendente del Comune di Scordia, chiedendo contestualmente al Prefetto l’attivazione della procedura obbligatoria di raffreddamento dei conflitti prevista dalla legge 146/1990. La decisione è stata formalizzata con una nota del 19 novembre, firmata dal segretario generale della FP CGIL di Caltagirone, Vincenzo Maggiore, e indirizzata al Sindaco, al Segretario Generale e al responsabile dell’Area 2 del Comune, oltre che alla Commissione di Garanzia sugli scioperi. Secondo quanto riportato dal sindacato, la scelta arriva dopo l’assemblea dei lavoratori del 14 novembre, nel corso della quale sono state evidenziate problematiche “persistenti da anni, tali da mortificare le aspettative di crescita professionale ed economica dei dipendenti”. La FP CGIL denuncia che, nonostante i ripetuti solleciti, l’amministrazione comunale non avrebbe attivato un confronto sindacale utile ad affrontare le criticità più volte segnalate. Le comunicazioni inviate dal sindacato si sono susseguite in diverse date e, tra queste, è stato richiesto l’avvio della costituzione del Fondo FES. Dopo l’ultimo sollecito del 21 ottobre, è stato inviato un quarto sollecito per ottenere un incontro ufficiale. Solo dopo quest’ultima richiesta il sindacato afferma di aver ricevuto un riscontro, ma non una convocazione: si sarebbe trattato invece di una comunicazione scritta del Segretario comunale, ritenuta non sufficiente a rispondere alle aspettative dei lavoratori. Il 28 ottobre è stato quindi inviato un quinto sollecito, rimasto tuttora senza esito. Nella nota, la FP CGIL sottolinea che l’assenza di relazioni sindacali e la mancata apertura di un tavolo di confronto costituiscono elementi particolarmente gravi. I dipendenti attendono da mesi risposte chiare sulla costituzione e sull’utilizzo del Fondo FES 2025, sul riconoscimento delle indennità pregresse e sulla definizione delle progressioni economiche e professionali: temi che – secondo il sindacato – non hanno ricevuto alcun riscontro sostanziale da parte dell’amministrazione. Alla luce di questa situazione, la FP CGIL – attraverso il segretario Vincenzo Maggiore – ha scelto di proclamare formalmente, a partire dal 21 novembre, lo stato di agitazione, forte del mandato ottenuto dai lavoratori durante l’assemblea del 14 novembre. Contestualmente, ha chiesto al Prefetto di Catania di attivare le procedure di conciliazione previste dalla normativa sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali.



