CronacaIn rilievo
La marcia degli studenti per ricordare D’Antrassi
Durante la manifestazione la presidente dell’AS.A.E.S., ha invitato i giovani ad abbattere il muro del silenzio e dell’omertà

Contro il silenzio e l’omertà, Scordia ha scelto il rumore dei giovani. Oltre mille studenti hanno sfilato in corteo per ricordare Nicola D’Antrassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia l’11 marzo 1989, nel 37° anniversario del delitto. La giornata, organizzata dall’AS.A.E.S. “Nicola D’Antrassi” e dal Presidio Giovani per la Legalità con il titolo “Facemu scrusciu pa’ libertà”, ha visto i ragazzi attraversare le vie della città da Piazza Beppe Montana fino a Largo D’Antrassi, passando per il Parco Rita Atria e Piazza Carmelo Agnone. Striscioni, tamburelli e fischietti hanno accompagnato la marcia, trasformandola in un momento simbolico contro il silenzio e l’omertà.
All’iniziativa hanno preso parte gli studenti degli istituti comprensivi “Salvo Basso” e “G. Verga” e del liceo scientifico “E. Majorana”. A Largo D’Antrassi i figli Elio e Giovanni Battista hanno deposto una corona d’alloro in memoria del padre. Presenti il comandante della Compagnia Carabinieri di Palagonia, capitano Alfonso De Stefano, il vice comandante della Stazione dei Carabinieri di Scordia Davide Giarone, associazioni e delegazioni scolastiche. Assente l’amministrazione comunale, che ha organizzato nel pomeriggio un proprio momento commemorativo.
Durante la manifestazione la presidente dell’AS.A.E.S., Daniela Di Stefano, ha invitato i giovani ad abbattere «il muro del silenzio e dell’omertà», ricordando che «nel silenzio si nutrono le mafie». Elio D’Antrassi ha sottolineato il valore della partecipazione dei ragazzi, che rappresentano «il futuro della comunità e della difesa della legalità».
Nel pomeriggio, al Centro di Aggregazione Giovanile “Nelson Mandela”, si è svolto il dibattito “Cosa nostra dopo Cosa nostra. La mafia che cambia, come risponde lo Stato”, con gli interventi del procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita e dell’avvocato Enzo Guarnera. A moderare l’incontro è stato il giornalista Franco Tambone.



