CronacaIn rilievo

La Regione rifinanzia la costruzione del teatro comunale

Un milione e 200 mila euro per una struttura già progettata che prenderà il posto dell'ex macello

Il teatro comunale non rimarrà un sogno irrealizzabile per gli scordiensi. Con la delibera di riprogrammazione dei fondi del programma operativo complementare, la Regione ha deciso di rifinanziare la realizzazione del teatro nell’area dell’ex macello, situata tra via Tenente de Cristofaro e la Strada per Francofonte, demolito nell’agosto 2022. Il progetto, voluto e finanziato dal precedente governo Musumeci (che si era occupato anche della demolizione del manufatto in disuso), aveva subìto una lievitazione dei costi a seguito della pandemia di Covid. Con il nuovo stanziamento di 1.200.000 si potrà dare avvio alla procedura di gara, dopo le preventive procedure burocratiche, che richiederanno ancora alcuni mesi. L’affidamento dei lavori è previsto per maggio con collaudo e consegna dell’opera previsti per dicembre 2026. Una notizia che lo stesso ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha commentato così: “L’ho detto da presidente della Regione e lo ripeto: Scordia merita di avere un teatro, nella continuità con una sua tradizione secolare. Il primo passo lo abbiamo già fatto: progettazione dell’opera e demolizione del vecchio macello. Adesso, con il finanziamento aggiornato al nuovo prezziario non dovremmo più avere ostacoli”.

Esprime piena soddisfazione il sindaco Francesco Barchitta che, collaborato dall’esperto Carlo Piraneo, presidente dell’associazione culturale “Le Arti” ha assunto l’impegno di portare avanti la costruzione dell’opera dopo le difficoltà legate alla impossibilità di affidare la costruzione alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Culturali: “L’assessorato, dopo una serie di nostri pesanti interventi – dichiara il primo cittadino – aveva accettato ed intrapreso un emendamento da trasmettere all’ Ars, per la modifica della regolamentazione dei Beni Culturali. al fine di permettere, nella nostra fattispecie, di poter disporre la costruzione. A dicembre una nuova iniziativa che impegna, invece l’utilizzo di fondi Poc, stravolge il tutto fino a superare il vincolo assessoriale alla costruzione. Infatti l’utilizzo dei fondi non sono soggetti a tal vincolo, pertanto con l’approvazione della deliberazione della Giunta Regionale, finalmente si può dar inizio ad una nuova procedura, molto più dinamica. Adesso sarà il Rup, che è un tecnico della Soprintendenza di Catania, che dopo avere ricevuto il decreto, attiverà la gara per l’assegnazione dei lavori. Il sottoscritto ed il proprio consulente Piraneo, continueranno, sempre in modo pressante, ad incalzare ogni procedura, per velocizzare e realizzare l’opera”.

Piena soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore alla Cultura, Stefano Tavolo: “Nonostante le tante difficoltà incontrate, grazie al grande impegno del Sindaco e dell’Amministrazione, si è riusciti nel raggiungimento dell’ennesimo obiettivo. Un teatro di prosa è un grande risultato per la vita culturale della nostra città, che contribuirà alla promozione e valorizzazione dell’arte teatrale e alla crescita del nostro territorio sia dal punto di vista artistico, che educativo. Un pensiero infine non può non andare al grande Sebastiano Ministeri al quale verrà sicuramente intitolato e che aveva desiderato tanto questo teatro”.

“Voglio esprimere la più viva soddisfazione per l’obiettivo raggiunto di sbloccare finalmente la situazione del teatro comunale. È un gran bel risultato che rincorro da due anni – ha commentato il presidente dell’associazione “Le Arti” Carlo Piraneo. Volevo ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per questo, soprattutto Nello Musumeci che ha fatto partire questo progetto e ha seguito tutti i passaggi. Scordia avrà presto il suo teatro! Lo dobbiamo a Sebastiano Ministeri che ci ha sempre sperato e a tutti i giovani che si avvicinano sempre di più alle attività artistiche. Adesso dobbiamo impegnarci per superare un altro ostacolo, quello di riuscire a completare i lavori entro il 2026. È un compito arduo. Speriamo in una proroga”.

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