CronacaIn rilievo

Nuova sede del Cpi. I consiglieri Russo e Centamore chiedono il ritiro in autotutela della delibera

Nel mirino la delibera di Giunta e l'acquisto degli immobili

Non si placa la vicenda legata alla realizzazione della nuova sede del Centro per l’Impiego di Scordia.
Mentre il Consiglio comunale di Scordia si prepara a essere convocato per esprimersi sull’acquisto dei due immobili destinati alla nuova sede del Centro per l’Impiego, i consiglieri comunali di opposizione Salvatore Centamore (Movimento 5 Stelle) ed Eugenio Russo (Sinistra Italiana) hanno depositato una formale richiesta di revoca in autotutela della delibera di giunta n. 69 dello scorso 12 giugno, con la quale l’Amministrazione ha approvato lo schema di convenzione con la Regione Siciliana per l’acquisto degli immobili e ha autorizzato il Sindaco alla relativa sottoscrizione. Il documento solleva una fitta serie di presunte irregolarità e «criticità meritevoli di approfondimento» che spaziano dall’aspetto procedimentale a quello economico e strutturale.
Le criticità procedurali
Secondo Centamore e Russo, l’iter sarebbe partito da un presupposto non adeguatamente dimostrato: nel maggio 2023 il sindaco aveva dichiarato l’assenza di immobili comunali idonei ad ospitare il Centro per l’Impiego, ma tale valutazione, sostengono, non sarebbe stata supportata da una perizia tecnica. Secondo i firmatari: «Manca una perizia che compari i costi di adeguamento del patrimonio comunale esistente rispetto all’acquisto di nuove strutture, che avrebbe dovuto dimostrare la maggiore convenienza di quest’ultima opzione». L’opposizione evidenzia inoltre che l’attuale sede del Centro per l’impiego è già ospitata in un immobile comunale e che esistono altri edifici di proprietà dell’ente.
Sotto accusa finiscono anche i criteri dell’avviso esplorativo del dicembre 2023, ritenuti «particolarmente restrittivi»: la localizzazione entro un chilometro dal Palazzo Comunale e la disponibilità di parcheggi avrebbero di fatto ristretto il numero dei potenziali partecipanti. Contestata anche la scelta di affidare la stima di congruità degli immobili a un professionista esterno senza aver prima esperito un interpello interno o richiesto la valutazione all’Agenzia del Demanio.
I nodi patrimoniali ed economici
Sul piano economico, la richiesta di revoca solleva questioni che toccano direttamente la sostenibilità dell’operazione. L’immobile principale di via Santa Rita risulterebbe privo di accesso diretto su pubblica via. La compravendita, inoltre, non includerebbe il lastrico solare, pur lasciando al Comune tutti gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Tra le mancanze segnalate figurano anche gli stalli riservati alle persone con disabilità — la cui assenza configurerebbe una violazione della Legge 68/1999 — e l’impianto fotovoltaico, originariamente previsto come requisito per raggiungere la classe energetica richiesta, che dovrebbe invece essere realizzato su una terrazza di proprietà del venditore, con diritto di superficie gratuito per 25 anni ma oneri manutentivi interamente a carico del Comune.
A ciò si aggiunge l’acquisto del secondo immobile, in via Tenente De Cristofaro, destinato ad archivio ma non previsto nell’avviso esplorativo originario, fisicamente separato dalla sede principale e con una copertura in lastre di cemento-amianto, la cui futura sostituzione comporterebbe ulteriori costi per le casse comunali. Né risulterebbero quantificati, secondo i consiglieri, i costi del trasloco, formalmente a carico del soggetto attuatore ma con diritto di rimborso successivo.
Le criticità tecniche e funzionali
Il terzo blocco di rilievi riguarda l’adeguatezza degli spazi rispetto alle esigenze operative del Centro per l’Impiego, che conta 27 lavoratori in organico. I consiglieri segnalano la presenza di locali con aerazione e illuminazione naturale insufficienti, una separazione inadeguata tra le aree destinate all’utenza e quelle riservate al personale, e possibili carenze sul piano della riservatezza e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Secondo l’opposizione, inoltre, la superficie complessiva degli immobili non rispetterebbe i requisiti dimensionali previsti dalle linee guida regionali per la sede del Centro per l’Impiego di Scordia.
l rischio danno erariale
Nella parte finale della richiesta i consiglieri mettono in guardia l’Amministrazione dal rischio di un possibile danno erariale. Se le criticità segnalate fossero confermate, l’intera operazione potrebbe risultare non conforme alle prescrizioni regionali, mettendo a rischio il finanziamento PNRR da 500 mila euro. «La mancata revoca — si legge nel documento — esporrebbe il Comune a un grave danno erariale per la eventuale perdita del finanziamento regionale ed eventuali possibili azioni di responsabilità amministrativa».
La richiesta è stata indirizzata al Sindaco, alla Giunta, al Presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri, al RUP del procedimento e agli uffici regionali competenti, con l’indicazione di trasmetterla anche al Segretario Generale, all’Organo di Revisione economico-finanziaria e ai responsabili delle aree interessate.
Il Consiglio comunale é stato convocato per il 26 giugno. La palla passa ora all’Amministrazione, chiamata a decidere se procedere con l’approvazione della delibera da parte dell’assemblea o fermarsi a fare i conti con i dubbi sollevati dall’opposizione.

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