Si riaccende il dibattito sul “Regolamento comunale per il Bilancio partecipativo”
Il Segretario comunale ha espresso una serie di osservazioni critiche di carattere tecnico e normativo

A Scordia si riaccende il dibattito sul “Regolamento comunale per il Bilancio partecipativo” e sulla partecipazione dei cittadini alla gestione delle risorse pubbliche.
Dopo la raccolta firme dello scorso aprile, promossa da un ampio gruppo di associazioni del territorio — tra cui Libera, 22 Vintage, Oikia Donna, Anffas Scordia, Agesci Scordia 1, Insieme Per, Parco Cava, ASAES e VAB Scordia — la proposta di “Regolamento comunale per il Bilancio partecipativo” è stata presentata ufficialmente al Consiglio comunale e all’Amministrazione nel settembre scorso, con circa seicento firme di cittadini. L’obiettivo è coinvolgere direttamente i cittadini nelle decisioni sull’utilizzo di una parte delle risorse pubbliche.
La proposta si fonda sul principio sancito dalla Legge regionale del gennaio 2014, che impone ai Comuni di destinare almeno il 2% dei trasferimenti regionali di parte corrente alla realizzazione di progetti scelti con il coinvolgimento dei cittadini.
Il regolamento proposto prevede che scuole, associazioni, parrocchie e singoli cittadini possano presentare progetti nei settori della cultura, dello sport, della solidarietà sociale e dell’ambiente, che saranno poi sottoposti al voto popolare, anche online. Secondo i promotori, il Bilancio partecipativo rappresenta uno strumento per “accendere l’interesse alla partecipazione democratica e civile” e rendere più trasparente l’uso delle risorse comunali.
A seguito del deposito della proposta, l’Ufficio del Segretario comunale ha espresso una serie di osservazioni critiche di carattere tecnico e normativo.
Il Segretario evidenzia come la proposta presenti numerose criticità formali e sostanziali. In primo luogo, l’articolo 76 dello Statuto comunale, in materia di iniziative popolari, viene considerato una norma meramente programmatica, non immediatamente applicabile in assenza di un regolamento generale per la partecipazione popolare, mai adottato dal Comune di Scordia. Ciò comporterebbe l’impossibilità di dare piena efficacia all’iniziativa popolare in questione.
In secondo luogo, il documento sottolinea alcune discrepanze rispetto alla normativa regionale sulla democrazia partecipata e alle circolari dell’Assessorato regionale delle Autonomie locali. Il regolamento proposto non risulterebbe conforme alle indicazioni relative alla liquidazione delle somme destinate ai progetti partecipativi e alla motivazione dell’esclusione delle iniziative non ammissibili. Criticità emergono anche nella definizione del budget destinato alla partecipazione: se da un lato l’articolo 2 del regolamento prevede una percentuale automatica pari al 2% dei trasferimenti regionali, l’articolo 5 delega invece alla Giunta comunale la definizione dell’importo, creando un evidente contrasto interno.
Altre osservazioni riguardano la gestione pratica della votazione dei cittadini, prevista dal regolamento per tre giorni consecutivi in locali comunali, con possibili ricadute sul personale e costi straordinari a carico di un ente attualmente in dissesto finanziario. In proposito, il Segretario suggerisce come alternativa la votazione online, con modalità che garantiscano l’identificazione dei cittadini di Scordia.
Non mancano, inoltre, criticità procedurali: i fogli contenenti le firme non sono stati vidimati.
In conclusione, il Segretario comunale invita il Consiglio a tenere conto delle osservazioni sollevate, sottolineando che, nonostante le criticità, il civico consesso potrebbe comunque considerare l’iniziativa proposta, anche perché l’assessore al Bilancio aveva già avviato la predisposizione di un nuovo regolamento comunale, finalizzato ad adeguare le procedure alla normativa vigente.
Il presidio di Libera “Carmelo Agnone” ha risposto con una nota dal titolo “Partecipazione e cavilli”, pubblicando integralmente sulla propria pagina Facebook i documenti ufficiali e le note del Segretario.
Il presidio afferma di non voler ribattere alle questioni di dettaglio, ma osserva come il regolamento proposto sia modellato su quello già vigente a Militello in Val di Catania, dove lo stesso Segretario ricopre la medesima funzione.
Libera ricorda che il regolamento in vigore a Militello ha già dato risultati concreti: ha stimolato la presentazione di proposte da parte di associazioni e cittadini, ha coinvolto la comunità nel voto dei progetti da realizzare e ha permesso all’Amministrazione di destinare le risorse del bilancio a interventi di reale utilità collettiva.
Il presidio definisce le risposte del Segretario generale “dotte e cavillose come esige il suo ruolo”, ma destinate all’Amministrazione e al Presidente del Consiglio, chiamati a decidere se “aprire un dialogo franco con la società civile o usarla come scudo per non proseguire oltre”. Tali motivi, evidenzia la nota, non possono diventare pretesto per archiviare la questione. Farlo “significherebbe ignorare l’obiettivo principale dell’iniziativa: riaccendere l’interesse dei cittadini per la partecipazione democratica e civile nella città”.
Nella nota si ricorda anche l’importanza dello Statuto comunale, approvato nel 2009, in particolare degli articoli 73 e 76, che prevedono rispettivamente la possibilità di richiedere un referendum consultivo e di avanzare proposte di iniziativa popolare. Diritti che possono essere pienamente esercitati solo se il Comune si dota di regolamenti attuativi chiari e condivisi.
Per questo motivo, Libera chiede che “il Segretario generale, anche nella sua veste di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, fornisca indicazioni su come procedere o contribuisca alla redazione di una proposta concreta, così da garantire l’attuazione piena dello Statuto, soprattutto nella parte più innovativa e interessante: la partecipazione diretta della società civile”.
Libera ribadisce la propria autonomia rispetto ai partiti, rivendicando il ruolo delle associazioni come voce libera e indipendente. Il presidio evidenzia la scelta consapevole di non rivolgersi ai consiglieri comunali per cercare sostegno alla proposta di regolamento, affermando che il ruolo dell’associazionismo si differenzia da quello dei partiti: “È la libertà che ci rende più forti”.
Sul piano operativo, Libera conferma la propria disponibilità a collaborare alla redazione del nuovo regolamento, a patto che vengano mantenuti gli elementi qualificanti della proposta originale:
un avviso pubblico per la presentazione dei progetti da parte di scuole, associazioni, parrocchie e cittadini, con un termine minimo di 15 giorni dalla pubblicazione;
una valutazione tecnica obiettiva dei contenuti dei progetti;
un voto popolare, sia in presenza sia online, organizzato con personale comunale e in locali del Comune;
l’impegno dell’Amministrazione a realizzare il progetto che ottenga maggiore consenso.
“Non saremo noi a chiudere il dialogo che abbiamo voluto aprire – conclude Libera –. Ora attendiamo una risposta dall’Amministrazione e dal Presidente del Consiglio comunale”.
La parola passa ora alla Giunta e al Consiglio comunale, chiamati a decidere se fermarsi ai rilievi del Segretario generale o accettare il confronto proposto dalle associazioni.



