CronacaIn rilievo

Il Giudice rigetta il ricorso degli ex contrattisti: vince il Comune

A distanza di nove anni il Giudice del Lavoro del Tribunale di Caltagirone, Cinzia Cicero, ha dato ragione al Comune di Scordia, difeso dal legale Davide Scionti, rigettando il ricorso, con condanna alle spese legali, degli ex contrattisti contro le delibere dell’amministrazione, all’epoca guidata dal sindaco Franco Tambone. I fatti risalgono al 2015 quando, in seguito alla dichiarazione di dissesto finanziario, la Giunta comunale adottò una serie di misure per ridurre la spesa. Tra queste vi furono le controverse deliberazioni che prevedevano la riduzione dell’orario di lavoro per il personale a tempo determinato. Nel ricorso prodotto gli ex contrattisti chiedevano che il Comune venisse condannato, a titolo di risarcimento danno e mancato guadagno, a pagare le differenze retributive in conseguenza della riduzione dell’orario che era stato, a loro dire, imposto in modo illegittimo. Tuttavia, il Comune si è difeso illustrando la complessità della situazione, comprese le incertezze riguardanti la copertura della spesa da parte della Regione Sicilia, e ha evidenziato che l’obbligo di ridurre la spesa era previsto per legge. Il Giudice ha pienamente accolto le argomentazioni dell’Ente, affermando che “il Comune di Scordia ha agito in tal modo anche sulla scorta del parere reso in data 26.3.2015 dal Presidente del Collegio dei revisori dei Conti, ed ha legittimamente provveduto alla riduzione della spesa per il personale a tempo determinato per tutto il 2015 nella misura del 50% della spesa media sostenuta a tale titolo nel triennio 2011/2013 nonché alla rideterminazione dell’orario settimanale di lavoro del personale a tempo determinato in maniera tale da conseguire il risultato finale”. Nella sentenza il Giudice sottolinea, inoltre, che i ricorrenti avevano sottoscritto un appendice al contratto e che “pertanto, al momento della sottoscrizione del contratto erano consapevoli della possibilità di verificazione di eventi futuri che avrebbero potuto incidere in senso peggiorativo sulle loro condizioni lavorative”.

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