“Popcratia”: a Scordia la mostra di Marco Tomarchio tra arte pop e critica al potere
Dal 22 al 26 febbraio a Palazzo Modica

Dal 22 al 26 febbraio 2024 le sale di Palazzo Modica a Scordia ospiteranno la mostra personale di Marco Tomarchio, intitolata “Popcratia”. L’esposizione segna il ritorno dell’artista scordiense nella sua città natale dopo il riconoscimento ottenuto al Luxemburg Art Prize.
Tomarchio, artista emergente nel panorama artistico contemporaneo, ha già ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui la selezione alla Biennale di Milano nel 2017 da parte del critico d’arte Vittorio Sgarbi e la nomina a membro ad honorem dell’Accademia Costantina. Le sue opere, esposte sia in Italia che all’estero, spaziano tra diversi stili, dal POP all’astratto, dal figurativo al concettuale, senza rimanere confinate in un unico genere.
“Popcratia” si concentra sul concetto di “trionfo della forma sulla sostanza”. Il neologismo, che dà il titolo alla mostra, fonde la cultura pop con l’ideale di democrazia dell’antica Roma. Attraverso l’utilizzo di tecniche miste e acrilico su tela, Tomarchio rappresenta in chiave moderna i grandi imperatori romani, trasformandoli in “imperatori-star” del pop contemporaneo.
«Con le raffigurazioni di grandi imperatori e un’estetica pop – spiega Tomarchio, che sarà presente al vernissage di sabato 22 febbraio – ho voluto evidenziare il vuoto della politica di oggi. I miei lavori mettono a confronto l’ideale di leadership con l’attuale mancanza di visione, proprio come nell’antica Roma, dove il potere distraeva il popolo con spettacoli di massa per nascondere le proprie fragilità».
Nella visione dell’artista, la “popcratia” rappresenta una distorsione della democrazia: un sistema dove la politica diventa un grande show mediatico, in cui i leader non guidano più con competenza, ma cercano solo di intrattenere e conquistare consensi.
Non a caso, nelle opere di Tomarchio, figure storiche come Augusto, Traiano, Adriano, Marco Aurelio, Diocleziano e Costantino si trasformano in vere e proprie “star” del pop contemporaneo, simboli di un potere che vive di immagine più che di sostanza.



