Cultura & SpettacoloIn rilievo

Antonio Ministeri e “Fernweh”: un viaggio musicale tra nostalgia, desiderio e scoperta

Registrato nell’aprile 2024 presso l’Alea Production Studio di Rovigo, Fernweh è frutto di un lavoro corale.

A due anni dal debutto con l’album In Bloom, il compositore e pianista Antonio Ministeri torna con un nuovo lavoro dal titolo evocativo: Fernweh, in uscita l’8 giugno 2025 per l’etichetta Enjou. Se il primo album rappresentava un’ode alla lentezza e all’introspezione, Fernweh si propone come un vero e proprio viaggio sonoro, sospeso tra la malinconia per l’ignoto e l’irrefrenabile desiderio di scoperta.

Il titolo stesso — Fernweh, termine tedesco che racchiude l’idea di nostalgia per luoghi mai visti — è già una dichiarazione d’intenti. Ministeri ci guida in un’odissea moderna, ispirata da figure letterarie e mitologiche come l’Ulisse riletto da Madeline Miller in Circe, e dal viaggiatore senza fine de Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Ma questa volta, la meta non è il ritorno a casa, bensì l’abbandono consapevole del conosciuto in favore di un altrove tutto da esplorare.

L’album si compone di otto tracce che mescolano sapientemente pianoforte, archi, elettronica e suoni ambientali. Tra i brani spiccano l’onirico Moon After Moon, già disponibile come primo singolo, e There is much more sea than we can imagine, secondo estratto con la partecipazione della pianista La Louve. Tra le altre, meritano menzione No Name e Muse, brani in cui il quartetto d’archi si fa protagonista.

Il pianoforte rimane il centro emotivo dell’album, arricchito da una scrittura raffinata e dalla presenza di texture elettroniche che sfiorano il post-rock. Le influenze spaziano da Debussy a Ryuichi Sakamoto, passando per le atmosfere eteree dei Sigur Rós.

Registrato nell’aprile 2024 presso l’Alea Production Studio di Rovigo, Fernweh è frutto di un lavoro corale. Accanto a Ministeri – autore, pianista e arrangiatore – troviamo musicisti di rilievo come David Scaroni, Antonella Solimine, Alberto Magon e Nazzareno Balduin (quartetto d’archi), oltre a La Louve al piano nel brano d’apertura. Alla parte tecnica hanno collaborato Mauro Caspanello (arrangiamenti), Daniele Ceciliot (recording), Lele Gambera (mix), Edoardo Virtù (field recording) e Brandon Cathcart (mastering).

Classe 1994, Antonio Ministeri è un compositore e pianista italiano cresciuto in una famiglia di musicisti. Dopo gli studi in musica elettronica e musica applicata al Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, ha collaborato con produzioni televisive, registi indipendenti e artisti del panorama contemporaneo. Il suo stile unisce elementi classici e sperimentali, con un forte interesse per le emozioni sottili e i paesaggi sonori.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio