CronacaIn rilievo

Canone idrico del 2024 in arrivo

Il Comitato punta l'obiettivo sul surplus 2021 incassato dal Comune

Si sta verificando quanto era facilmente prevedibile: i cittadini di Scordia si trovano oggi a fare i conti con richieste di pagamento che si sovrappongono. In questi giorni, infatti, il Comune sta inviando le bollette relative ai consumi idrici del 2024, mentre la SIE, alla quale è stata affidata la gestione del servizio idrico, continua a recapitare le fatture relative agli anni successivi al 2025.
Si concretizza così lo scenario già evidenziato in un nostro precedente articolo, nel quale era stato messo in luce il rischio derivante dalla sovrapposizione delle richieste di pagamento. La SIE aveva infatti avviato la fatturazione del servizio idrico per il 2025 prima che il Comune completasse l’invio delle bollette relative ai consumi del 2024 e dei solleciti per il 2023, destinati agli utenti che, anche a causa del mancato recapito delle fatture, non avevano ancora provveduto al pagamento. Una situazione che oggi si sta materializzando con l’arrivo simultaneo delle bollette comunali del 2024 e delle fatture trimestrali del 2026 emesse dal nuovo gestore del servizio idrico, con il rischio di un ulteriore aggravio economico per le famiglie.
Su un altro fronte interviene il Comitato “Acqua Pubblica Scordia”, che richiama l’attenzione sulla bollettazione del 2021, anno in cui il Comune passò dal sistema a canone fisso a quello basato sui consumi e sul numero dei componenti del nucleo familiare, in applicazione delle disposizioni dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA).
Secondo il Comitato, nel corso del 2023, in sede di emissione delle bollette relative al 2021, non sarebbe stata effettuata la verifica prevista dall’articolo 24 dell’Allegato alla delibera ARERA 665/2017, il cosiddetto «vincolo ex post», finalizzato a controllare che il totale delle bollette emesse nel 2021 fosse sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente.
In base ai dati riportati nella nota, il ruolo idrico del 2021 sarebbe stato pari a circa 1,3 milioni di euro, contro circa un milione di euro del 2020, con un incremento di quasi il 30 per cento. Un aumento che, secondo il Comitato, appare ancora più significativo considerando che le spese sostenute dal Comune per il servizio idrico nel 2021, pari a 762.584,48 euro, sarebbero state inferiori rispetto a quelle dell’anno precedente.
Il Comitato evidenzia che le norme dell’ARERA prevedono che, in presenza di un surplus derivante dall’applicazione del nuovo sistema tariffario, le somme eccedenti vengano restituite agli utenti nelle bollette successive oppure destinate al Fondo per i nuovi investimenti (FoNI), destinato a finanziare interventi straordinari sulla rete idrica.
Secondo il Comitato “Acqua Pubblica Scordia”, tuttavia, tale restituzione non sarebbe avvenuta né con la bollettazione del 2022, né con quella del 2023 e neppure con quella del 2024. Per sapere con precisione a quanto ammonti il surplus è necessario conoscere l’importo complessivo delle bollette emesse nel 2021, mentre l’ammontare delle spese sostenute dal Comune è già noto attraverso il bilancio consuntivo dello stesso anno.
L’importo totale delle bollette del 2021, sottolinea il Comitato, potrà essere ricostruito soltanto attraverso il bilancio consuntivo del 2023, che non è stato ancora approvato. Gli uffici comunali, tuttavia, sarebbero già in possesso di questi dati ma, nonostante le richieste avanzate dal Comitato e dagli stessi consiglieri comunali, l’Amministrazione non avrebbe mai fornito riscontri.
Nella nota si evidenzia inoltre che i crediti comunali maturati fino al 2021 fanno parte della massa attiva del dissesto finanziario dell’ente, una procedura ancora in corso. Per questo motivo, secondo il Comitato, l’Organismo straordinario di liquidazione (OSL) avrebbe dovuto quantificare il surplus ed escluderlo dalla massa attiva, dal momento che tali somme, se destinate alla restituzione agli utenti o al Fondo per i nuovi investimenti, non potrebbero essere utilizzate per soddisfare i creditori del dissesto.
Il Comitato afferma di avere più volte segnalato la questione all’Amministrazione comunale e di avere informato anche i commissari straordinari, chiedendo chiarimenti sulla destinazione delle somme e sull’eventuale accantonamento nel Fondo per i nuovi investimenti.
«Visto che né nelle bollette del 2022, né in quelle del 2023 e neppure in quelle del 2024 è stato restituito ai cittadini il surplus del 2021 – conclude il Comitato – vorremmo sapere se le somme siano state accantonate nel FoNI e a quanto ammonti l’accantonamento. Se ciò non è avvenuto, chiediamo spiegazioni sul mancato rispetto delle disposizioni dell’ARERA e sulle eventuali iniziative per porre rimedio».
Il Comitato aggiunge inoltre che, qualora l’OSL e il Comune non abbiano provveduto ad accantonare le somme previste, il rischio concreto sarebbe che il surplus del 2021 non sia stato destinato ai cittadini o agli investimenti sulla rete idrica, ma sia confluito nella massa destinata ai creditori del dissesto finanziario.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio