Cronaca

FLAI CGIL lancia l’allarme tenuta occupazionale per la nuova campagna agrumicola

A pochi giorni dall’entrata in regime della nuova campagna agrumicola 2015 si parla già di allarme per la tenuta occupazionale. A mettere sotto scacco l’operato dei lavoratori agricoli scordiensi la piaga dilagante del lavoro in nero e l’affluenza di lavoratori stranieri.
Il tutto si traduce in meno giornate lavorative al fronte di ridotte prestazioni previdenziali.
La nuova forza lavoro, ovvero i nuovi braccianti, secondo le stime locali, hanno il volto di lavoratori extracomunitari sotto pagati e percipienti salari ridottissimi. Afferenti per lo più dal Cara di Mineo, dalle Sprar locali e in taluni casi dall’Est Europa.
A denunciare la gravità della situazione l’associazione sindacale locale, operante nel comprensorio Calatino, Federazione Lavoratori Agroindustria (FLAI CGIL sindacato di categoria della CIGL) che in una assemblea pubblica dei lavoratori agricoli, tenutasi Venerdì 16 Gennaio presso il centro d’aggregazione giovanile area ex mercato, alla presenza del sottosegretario regionale Toto Tripi e Saro Viola incaricato regionale per la riforma delle pensioni, ha chiesto un intervento interforze diretto. A essere chiamata in azione sarebbe una task force costituita da Organi stampa, organi ispettivi, Prefetto, ispettorato del lavoro, INPS, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Tema dell’assemblea non solo la vigilanza dei fondi agricoli ma il doveroso controllo dei datori di lavoro, che si teme sfruttino ingentemente la manodopera con sotto salario e lavoro in nero.
Il tutto stando alle tariffe salariali oggi in vigore, che prevedono che la paga giornaliera di un bracciante agricolo, al lordo dalle trattenute fiscali, debba ammontare a 67,14 euro giornalieri contro la paga oraria dei lavoratori in magazzino, sempre a lordo di trattenute, di 10,32 euro per cernitrice; 10,32 euro per il manovale e 10,75 euro per l’impaccatore.
Incontro incentrato non solo sulla crisi occupazionale ma anche pensionistica. Ad alto rischio occupazionale sarebbero inoltre i lavoratori agricoli prossimi alla pensione “che scontano le conseguenze della riforma Fornero e alla durezza del lavoro si aggiunge la difficoltà a trovare occupazione visto l’età avanzata” dichiara il Sindacato.

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