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Il 21 gennaio 1924 moriva Lenin, figura centrale della Rivoluzione Russa e leader bolscevico

La sua figura rimane un simbolo per molte lotte rivoluzionarie del XX secolo

Il 21 gennaio 1924 moriva Lenin, figura centrale della Rivoluzione Russa e leader bolscevico. Nato nel 1870, si oppose fin da giovane al regime zarista e si avvicinò al marxismo, laureandosi in legge e iniziando l’attività politica nel Partito Operaio Socialdemocratico Russo. Nel 1902 scrisse Che fare?, in cui definì il ruolo del “rivoluzionario di professione”, e nel 1915 pubblicò Il socialismo e la guerra, criticando la Prima guerra mondiale come conflitto imperialista.
Dopo le rivolte di febbraio 1917, tornò dalla Svizzera a Pietrogrado, proponendo le Tesi di Aprile, che divennero il programma dei bolscevichi. Tra i punti principali: fine della guerra, passaggio del potere al proletariato, confisca delle terre e abolizione della polizia e dell’esercito zarista. Nonostante iniziali resistenze, Lenin conquistò il sostegno del partito, guidandolo alla vittoria con la presa del Palazzo d’Inverno nell’ottobre 1917.
Malato dal 1921, continuò a scrivere e a influenzare il movimento socialista. La sua figura rimane un simbolo per molte lotte rivoluzionarie del XX secolo.

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