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Il rebus della vicesindacatura. Due settimane di stallo e rimpasto in vista
Pronti a lasciare gli assessori Calandra e Barchitta

Sono trascorsi quattordici giorni dalla revoca della carica di vicesindaco all’assessore Gaetano Calandra, firmata dal sindaco Francesco Barchitta il 22 aprile scorso, e il ruolo rimane ancora scoperto. Un vuoto che non è solo istituzionale, ma anche politico.
Il nodo è noto: Calandra è espressione di Forza Italia, area Marco Falcone, europarlamentare e segretario provinciale e la segreteria provinciale del partito aveva subito alzato la voce, avvertendo che «le rappresentanze del partito non si determinano fuori dal confronto con Forza Italia». Un alt esplicito, che ha di fatto bloccato quello che sembrava il percorso già tracciato: l’attribuzione della vicesindacatura a Valentina Tringali, assessore anch’essa forzista, ma riconducibile all’area del deputato regionale Salvo Tomarchio. Due anime dello stesso partito, due linee diverse, un sindaco nel mezzo.
Nelle ultime ore si fa largo un’ipotesi che potrebbe sbloccare lo stallo: l’ingresso in giunta del consigliere comunale Rosario Minissale, che andrebbe a sostituire proprio Calandra, operazione che resta tuttavia subordinata alle dimissioni dello stesso o a una formale revoca da parte del sindaco. La vicesindacatura resterebbe invece orientata verso Valentina Tringali, una scelta che in molti leggono già come una possibile investitura alla candidatura a sindaco in vista delle prossime elezioni comunali, previste tra poco più di un anno.
Sul fronte del centrodestra i nomi in circolazione per la successione sono già diversi, e ogni mossa nella giunta uscente viene letta come una pedina sulla scacchiera elettorale.
Il rimpasto, secondo le indiscrezioni che circolano, avrebbe una portata più ampia: ne farebbe le spese anche l’assessore Enzo Barchitta, il cui posto in giunta sarebbe ormai questione di ore. Un riassetto che, se confermato, ridisegnerebbe in modo significativo la composizione dell’esecutivo comunale.
In casa centrosinistra, invece, regna ancora il silenzio sulle candidature e sulla coalizione. L’unica iniziativa da segnalare è un appuntamento pubblico del Partito Democratico, previsto per inizio giugno, per discutere idee, programmi e possibili candidature nel cantiere del centrosinistra. Un cantiere, appunto: ancora aperto.
A complicare ulteriormente il quadro, anche il segretario comunale avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico. Prima però il Comune dovrà trovare un sostituto, aggiungendo un altro dossier aperto sul tavolo dell’amministrazione.



