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L’iniziativa “Lavori in Corso” del PD di Scordia segna il primo passo verso le amministrative 2027.
Tra appelli all'unità e autocritiche, emerge il nodo centrale: un partito che da due legislature non elegge un consigliere comunale.

Parte dal Centro di Aggregazione Giovanile il tentativo del Partito Democratico di Scordia di rimettere in moto la macchina del centrosinistra in vista delle elezioni comunali del 2027. Sabato sera, davanti a iscritti, simpatizzanti e rappresentanti delle forze alleate, il segretario dem Paolo Calcó ha aperto ufficialmente il “Progetto Democratico” con l’iniziativa intitolata Lavori in Corso – Idee, Scelte, Programma. Un titolo che suona come un cantiere. E un cantiere, di fatto, è ancora quello che rimane.
Calcó ha aperto i lavori con una relazione in cui ha tracciato la rotta del partito, riconoscendo le difficoltà del presente senza nasconderle. «La sinistra a Scordia non ha ancora costruito pienamente le condizioni necessarie per essere percepita come una credibile forza di governo», ha ammesso il segretario, aggiungendo che «denunciare gli errori non basta, criticare non basta, protestare non basta».
Al cuore della proposta c’è una rottura netta con il metodo tradizionale della politica calata dall’alto. «Troppo spesso le decisioni politiche vengono prese altrove, in luoghi lontani dalla vita reale delle persone, seguendo equilibri di potere e strategie che hanno poco a che vedere con l’interesse della comunità», ha scandito Calcó. Di qui l’impegno: «Saranno i cittadini a decidere. Saranno i cittadini a indicare le priorità. Saranno i cittadini a scegliere chi dovrà rappresentarli. Non accetteremo che il futuro di Scordia venga deciso da pochi».
Per dare gambe a questa visione, il segretario ha annunciato uno strumento concreto: «Da questa sera prende avvio un percorso che porterà alla costituzione di un’assemblea di delegati composta da iscritti, simpatizzanti e cittadini disponibili a mettersi al servizio della comunità». Sarà quella sede — aperta, partecipata — a costruire il programma politico da mettere a disposizione dell’intera coalizione progressista e a indicare il nome del candidato o della candidata sindaco.
Hanno partecipato anche esponenti del PD regionale e nazionale. L’europarlamentare Giuseppe Lupo si è soffermato sulle opportunità della nuova programmazione europea, auspicando che i fondi comunitari diano finalmente più spazio ai comuni e ai territori. La deputata regionale Ersilia Saverino ha puntato il dito sulla necessità di coinvolgere giovani e donne e di «tornare a parlare con i cittadini». L’onorevole Giovanni Burtone ha invece insistito sul metodo: bisogna partire dalla coerenza, con alleanze omogenee, e ha ribadito la necessità di primarie «vere» per la scelta del candidato sindaco. Concetta Raia, già deputata PD, ha posto la domanda che più di ogni altra ha attraversato la serata: «Qual è lo stato di salute del PD di Scordia?». Per Raia il partito deve tornare ad essere il perno della coalizione, ma per farlo ha bisogno di ritrovare una propria solidità interna. «Bisogna rimettersi in cammino», ha detto, sottolineando che un centrosinistra competitivo si costruisce solo attorno a un PD forte, capace di creare un’amalgama più coesa tra le diverse anime e sensibilità che lo compongono.
È nel dibattito che la serata ha mostrato la sua anima più autentica. Gli interventi del pubblico — iscritti, simpatizzanti, ma anche esponenti delle forze alleate — hanno restituito un quadro di preoccupazione diffusa sulla debolezza strutturale del partito. La critica più diretta è arrivata da Nuccio Valenti: «Non so se siamo ancora in tempo, ma è necessario azzerare tutto e ripartire». Una dichiarazione senza mezzi termini che ha messo a nudo il nodo centrale della serata: il PD di Scordia da due legislature consecutive non riesce a eleggere un consigliere comunale. Un dato che pesa come un macigno sulle ambizioni di guidare una coalizione.
Presenti anche Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle, a testimoniare una volontà di dialogo che però si accompagna a condizioni precise. Simona Favara, per Sinistra Italiana, ha riconosciuto l’importanza dell’iniziativa ma ha avvertito: «Un fronte progressista non si costruisce negli ultimi tre mesi. Ci vuole un PD forte, e purtroppo negli ultimi anni non lo è stato». Favara ha tenuto a precisare la propria visione sulla natura della futura coalizione. Per Sinistra Italiana il perimetro deve essere ben definito, chiaramente di centrosinistra, senza ambiguità. Ha ricordato inoltre come la mobilitazione civica sul servizio idrico e sulla gestione della SIE abbia dimostrato che i cittadini rispondono quando vengono davvero coinvolti, indicando in quella esperienza un modello da replicare nella costruzione del fronte progressista. Salvatore Centamore, consigliere comunale del M5S, si è detto favorevole alla costruzione di una coalizione di centrosinistra, auspicando che il PD ne rappresenti un asse solido.
Tra le questioni emerse, una in particolare alimenta l’interrogativo sul futuro del partito: nelle competizioni nazionali e regionali il PD di Scordia riesce a triplicare i consensi rispetto alle amministrative. Un’anomalia che segnala come il problema non sia ideologico ma di credibilità locale, di radicamento nel territorio e di capacità di proposta sui temi della città.
Mentre il centrosinistra discute di sé, il centrodestra si muove. I cambiamenti in giunta delle scorse settimane segnalano una macchina preelettorale già in moto, e la coalizione uscente si presenta come favorita. Eppure il malcontento sul fronte del caro bollette, della questione SIE e della riscossione dei tributi agita le acque. Se il centrosinistra riuscirà a trasformare quel disagio diffuso in proposta politica credibile è ancora tutto da dimostrare.
Il cantiere è aperto. Il programma è da scrivere, il candidato da scegliere, la coalizione da costruire. E il 2027, che sembra lontano, non lo è affatto. La storia insegna che le elezioni si preparano quando si è convinti di poterle vincere, non quando si spera di non perderle troppo male. A Scordia, sabato sera, il centrosinistra ha fatto un primo passo. Resta da capire se ci sarà anche il secondo e in che direzione.



