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Stabilimento Kalat impianti: 37 lavoratori a rischio licenziamento

Per 37 lavoratori in forza allo stabilimento di Kalat impianti, ubicato alla zona industriale di Caltagirone, si prospetta il rischio licenziamento. Anzi, dovrebbe avvenire da gennaio 2024, in quanto stanno per scadere i benefici della Cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Lo stabilimento, che si occupa della lavorazione e del trattamento dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, fu interessato qualche anno fa da un incendio che compromise l’attività di una parte degli impianti. Lo scorso dicembre, l’ex Governo regionale retto da Nello Musumeci pose sul piatto della bilancia circa 13 milioni di euro per la ripartenza e, una volta superati i tempi tecnico-burocratici, di indire la gara. Da qualche mese Angelo Malannino, già esponente politico e di organizzazioni di categoria, ha suonato più volte il campanello d’allarme. «Tutto è sprofondato nel silenzio – dichiara Malannino – e in pochi si rendono conto che trattasi di una società gestita al cento per cento da un Consorzio di Comuni, con la quale abbiamo un rapporto diretto elargendo somme relative ai servizi che svolgono. Il colmo è che non ci sono in bilancio i soldi accantonati per il Tfr. Il 26% delle quote le ha Caltagirone. Temo che arriveremo a dicembre e, probabilmente, solo con comunicati stampa di solidarietà, sia di destra, sia di sinistra».
Una vicenda ingarbugliata che gode del sostegno della segreteria territoriale della Cgil del Calatino, i cui esponenti sindacali, nei giorni scorsi, per la terza volta, hanno sollecitato l’intervento del prefetto di Catania, con un documento inviato anche ai sindaci, al cda di Kalat srr e alla Srr di Kalat ambiente. Un primo sollecito fu inviato il 18 luglio e poi lo scorso 4 ottobre. Sul fronte occupazionale si prospettano tempi duri e forti incertezze per il futuro dei lavoratori. Da qui le precisazioni fornite Enzo Maggiore (segretario della Fp-Cgil) e Nunzio Drago (segretario generale). «Nel caso in cui questa terza reitera – dichiarano i segretari sindacali Maggiore e Drago – non dovesse, entro domani, trovare accoglimento, valuteremo in tempi brevissimi la possibilità di proclamare un sit-in di protesta dinanzi la sede della Prefettura di Catania. La tensione in seno ai 37 lavoratori è massima, in quanto il 31 dicembre termineranno i benefici delle Casse integrazioni e non potranno più godere degli ammortizzatori sociali».
GIANFRANCO POLIZZI (LA SICILIA)

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