Giornata Internazionale delle Donne. Anche Santa Agrippina è una donna che ha detto NO
Mineo vuole ricordare tutte coloro che lottano ogni giorno per affermare i propri diritti.

Mineo si fregia di avere come Santa Patrona della città Agrippina: una donna vittima di femminicidio, che fu prima torturata in varie maniere – percossa con nodosi bastoni, flagellata, quasi soffocata sotto un grosso masso e messa sull’eculeo – per poi essere uccisa con la decapitazione, solo per aver detto NO, perché – proprio come sua sorella Agata – “ha rifiutato con forza l’imposizione di chi la voleva sottomessa al volere di un uomo”.
Santa Agrippina infatti rifiutò l’imperatore Valeriano. Anche per questo gli attributi della Santa sono la croce, la palma, il Vangelo, il castello, la testa dell’imperatore Valeriano ai piedi, un demone incatenato, rappresentati anche nella statua lignea dall’orafo e maestro Vincenzo Archifel.
Presso la vetrina del Palazzo Comunale di Mineo (Piazza Buglio), allestita per l’occasione, saranno esposti i messaggi e le storie di Agrippina e altre Donne che non vengono ricordate come meritano, o di quelle che ogni giorno danno voce a tutte coloro che invece lottano in silenzio, che hanno salvato uomini senza essere ringraziate, che hanno fatto scoperte che hanno cambiato per sempre il mondo della medicina, della scienza, della politica. Che hanno cambiato e continuano a cambiare il mondo in cui viviamo, il nostro mondo.
Lo stesso mondo in cui, però, ci sono donne che ogni giorno rinunciano alla propria libertà al fine di garantire quella di tutte. Da qui lo slogan: “L’otto marzo, lotto ogni giorno”.



